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ARCHIVIO STORICO

Pensiamo che qualsiasi movimento sociale per rimanere vivo debba conservare il proprio patrimonio storico. Non c'è futuro senza conoscenza del passato. Per questo abbiamo deciso di dar vita ad un "archivio storico" digitale in cui raccogliere tutto il materiale sulle lotte condotte dalla nostra classe. Episodi noti e non, echi di scioperi memorabili, brani di risoluzioni importanti, scorci di Congressi mondiali, il tutto per contribuire alla formazione di un ambiente di classe.

ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI

  • Miscellanea (arch. stor.)

    IERI

    Una caratteristica del fondarsi dei vari regimi borghesi sono le Carte statutarie, un connotato invariabile della politica borghese la superstizione e il feticismo costituzionale.

    Gli antichi regimi preborghesi, fin dai tempi molto remoti, ebbero le loro Tavole, ma i borghesi scettici ne risero perché fondate sulla rivelazione ai Profeti e sul principio della divina origine del potere.

    La classe capitalistica, portatrice di verità ragione e scienza, fondò invece i suoi documenti storici sulla pretesa di avere finalmente scoperte le basi eterne del diritto naturale, e truccò sotto le ampollose dottrine liberali il contrabbando della tutela dei suoi interessi economici.

    I vari sistemi e rapporti giuridici e di pubblica organizzazione, fondati sulla stabilità delle Dichiarazioni delle Carte e delle Costituzioni, sono garanzie non per l'Uomo o il Cittadino o il Suddito, stranamente fatto da quei pezzi di carta Sovrano (in modo che non sa più dove abbia il disopra e dove il disotto) ma sono garanzie per la continuità del dominio conquistato dai borghesi, per la sicurezza della proprietà privata e dell'ordine su di essa fondato.

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  • Miscellanea (arch. stor.)

    Il dibattito sulla costituzione della repubblica italiana è stato già definito come un compromesso tra ideologie diverse e contrastanti. La sottile malignità di Nitti ha distribuito alla massa dei suoi tanto più giovani colleghi una autorevole patente di asinità, scherzando sulla combine di morale cristiana e dialettica marxista. Non meno ovviamente si risponde che la politica non è che l'arte del compromesso, che il problema dell'oggi non è che politica - politique d'abord - e che le questioni di principio erano di moda trent'anni fa. Oggi tutti quelli che di politica fanno professione le considerano fuori corso, e si sentono ad ogni passo anche vecchi militanti di sinistra chiedere con aria stanca di raffinati: non vorrete mica fare tra le masse questioni di teoria?

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  • Miscellanea (arch. stor.)

    Ovvero la legge di Say in salsa keynesiana

    "La produzione capitalistica è estremamente parsimoniosa di lavoro materializzato, oggettivato in merci, mentre è prodiga di uomini, di lavoro vivo, e dilapidatrice non solo di carne e sangue, ma di nervi e cervello, assai più di qualunque altro modo di produzione. In realtà, è solo tramite lo sciupio più mostruoso in sviluppo individuale, che si assicura e si realizza lo sviluppo del genere umano nell'epoca storica che precede immediatamente la consapevole ricostituzione dell'umana società. Poiché l'economia di cui qui parliamo nasce in tutto e per tutto dal carattere sociale del lavoro, in effetti è appunto a questo carattere immediatamente sociale del lavoro che si deve un tale spreco di vita e di salute dei lavoratori" (Marx, Il Capitale, Libro III).

    "L'eccesso e lo sperpero di lavoro sociale della classe proletaria, rispetto alla massa dei prodotti utili al consumo, dà un rapporto passivo decine di volte peggiore del rapporto che per il singolo salariato corre tra lavoro non pagato e lavoro pagato, o saggio del plusvalore" (PCInt., Proprietà e Capitale, 1948).

    Il paradosso dello sfruttamento intensivo

    Jean-Baptiste Say, economista francese del primissimo '800, sosteneva che il solo fatto di produrre una merce "apre all'istante lo sbocco ad altre merci" in quanto il "produttore" capitalista o salariato non ha alcun interesse a trattenere il denaro ricavato e acquista necessariamente altre merci. Marx non fu tenero con Say: qualora il denaro impiegasse più tempo del solito a trovare il suo sbocco la crisi sarebbe sicura, dato che

    "il volume della massa di merci fornita dalla produzione capitalistica è determinato dalla scala di questa e dal bisogno di costante espansione suo proprio, non da una cerchia predestinata di domanda ed offerta, di bisogni da soddisfare" (Il Capitale, Libro II, cap. II.1).

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  • Lotte operaie anni '50

    Conviene ricordare quale sia stato l'atteggiamento della Sinistra comunista italiana a proposito delle questioni sindacali, passando quindi ad esaminare quanto vi è di mutato nel campo sindacale dopo le guerre e i totalitarismi.

    1. Allorché il partito italiano non era stato ancora costituito, al Secondo Congresso dell'Internazionale del 1920, furono dibattute due grandi questioni di tattica: azione parlamentare e azione sindacale. Ora, i rappresentanti della corrente antielezionista si schierarono contro la cosiddetta sinistra che propugnava la scissione sindacale e la rinunzia a conquistare i sindacati diretti da opportunisti. Queste correnti in fondo ponevano nel sindacato e non nel partito il centro dell'azione rivoluzionaria e lo volevano puro da influenze borghesi (Tribunisti olandesi, KAPD tedesco, Sindacalisti americani, scozzesi, ecc.).

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  • Lotte operaie anni '60-'70

    La Classe

    Pubblichiamo in formato pdf la serie completa de "La Classe". Il giornale "delle lotte operaie e studentesche" durò appena tre mesi con i suoi tredici numeri usciti tra il maggio e l'agosto del 1969. Ebbe tuttavia una grossa importanza, collocandosi in una fase politica cruciale: i temi che vengono trattati vanno dal rifiuto del lavoro all'organizzazione dell'autonomia operaia passando per le lotte alla Fiat. Nel convegno nazionale delle avanguardie operaie e studentesche, tenutosi nel luglio del '69, vennero a galla le profonde differenze tra il gruppo de "La Classe" e il Potere Operaio pisano, che darà poi vita a "Lotta Continua". Dopo l'estate il giornale cessò le sue pubblicazioni e confluì nella fondazione di Potere Operaio.

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operai che prendono il treno

Lotte operaie anni '60-'70

Lavoro Zero

Rivolta di Corso Traiano

corso_traiano

Scontri di Piazza Statuto

piazza_statuto

La Classe

La Classe n°1La Classe n°2La Classe n°3La Classe n°4La Classe n°5La Classe n°6

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