chicago86

ARCHIVIO STORICO

Pensiamo che qualsiasi movimento sociale per rimanere vivo debba conservare il proprio patrimonio storico. Non c'è futuro senza conoscenza del passato. Per questo abbiamo deciso di dar vita ad un "archivio storico" digitale in cui raccogliere tutto il materiale sulle lotte condotte dalla nostra classe. Episodi noti e non, echi di scioperi memorabili, brani di risoluzioni importanti, scorci di Congressi mondiali, il tutto per contribuire alla formazione di un ambiente di classe.

ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI

  • Miscellanea (arch. stor.)

    L'organo della Confederazione Generale del Lavoro leva un inno alla iniziativa della Federazione Tessili per la vendita a prezzi ridottissimi di un ingente stock di tessuti. È un inno alle nuove funzioni che così si assume il sindacato, sospingendo le contraddizioni economiche della presente crisi fuori dal circolo vizioso della loro insolubilità, saltando tutti gli strati del parassitismo intermediario tra la produzione e il consumo, sostituendo i pigri apparecchi della cooperazione e delle aziende di consumo istituite dalle amministrazioni pubbliche anche proletarie.

    Noi non vogliamo qui dimostrare quanto è nella convinzione di tutti, né quanto le stesse Battaglie Sindacali pienamente riconoscono, cioè che si tratta di un tentativo che non ha la pretesa di contenere la scoperta di un rimedio universale alla crisi presente e di offrire una via di uscita di applicazione generale a tutti i rami della produzione e a tutti i paesi - tentativo il cui successo non è ancora assicurato, il cui rendimento e le cui ripercussioni sono ancora incognite, e al quale potrebbe essere data una soluzione negativa anche dal punto di vista tecnico ed economico.

    e-max.it: your social media marketing partner
  • Miscellanea (arch. stor.)

    Il Partito comunista sostiene in questo momento nella difficile situazione in cui si trova il proletariato italiano la necessità della "unità proletaria" e la proposta del "fronte unico" proletario per l'azione contro l'offensiva economica e politica della classe padronale. Questo atteggiamento perfettamente coerente coi principii e coi metodi del partito e della Internazionale Comunista, non viene però sempre chiaramente inteso da tutti e neppure da tutti i militi del partito e gli si dà talvolta un valore diverso da quello vero, deformandolo in modo da venire in urto con tutto l'armonico insieme della tattica del nostro Partito.

    Per bene intendere la questione senza cadere in semplicistiche e dannose interpretazioni e attitudini, basta rifarsi ai fondamenti del nostro concetto e del nostro metodo di azione proletaria. Il comunismo rivoluzionario si basa sull'unità della lotta di emancipazione di tutti gli sfruttati, e nello stesso tempo si basa sulla organizzazione ben definita in partito politico di quella "parte" di lavoratori che hanno migliore coscienza delle condizioni della lotta e maggiore decisione di lottare per la sua ultima finalità rivoluzionaria, costituendo quindi l'avanguardia della classe operaia.

    e-max.it: your social media marketing partner
  • Miscellanea (arch. stor.)

    Il passo di Marx citato nell'ultimo Filo del tempo, suona così nella sua traduzione integrale dal tedesco:

    "Quanto maggiore è la ricchezza sociale, ossia il Capitale in funzione, l'ampiezza e la energia nel suo accrescimento, quindi anche la grandezza assoluta del proletariato e la forza produttiva del suo lavoro, tanto maggiore è l'esercito industriale di riserva" (sovrappopolazione relativa). "Le stesse cause sviluppano tanto la forza-lavoro disponibile, quanto la forza di espansione del capitale. La grandezza proporzionale dell'esercito industriale di riserva cresce dunque insieme con le potenze della ricchezza. Ma quanto maggiore è l'esercito di riserva in rapporto all'esercito attivo del lavoro, tanto più massiccia è la sovrappopolazione stagnante la cui miseria sta in rapporto inverso al suo tormento di lavoro. Ed infine, quanto più vasti sono gli strati di Lazzari della classe operaia e l'esercito industriale di riserva, tanto maggiore è il pauperismo ufficiale" (cioè burocraticamente riconosciuto). "Questa è la legge assoluta, generale, dell'accumulazione capitalistica". Il corsivo è di Marx, che aggiunge: "Tale legge, come ogni altra, è modificata nella sua realizzazione da molteplici circostanze, la cui analisi non trova qui posto".

    e-max.it: your social media marketing partner
  • Miscellanea (arch. stor.)
    Ieri

    Per lunghi decenni di capitalismo "idilliaco" i rapporti di cambio delle monete dei vari Stati del mondo si conservarono stabili e le oscillazioni si registravano a decimali. Era lo stesso periodo in cui con fiumi d'inchiostro si affermò fallita la "catastrofica" visione di Marx sulla crescente miseria, le crisi galoppanti e il crollo rivoluzionario del sistema economico borghese, e vi si volle sostituire una concezione evoluzionista di lenta trasformazione della struttura economica con riforme progressive tendenti a migliorare il tenore di vita delle masse...

    Qualche gioco in borsa lo permettevano le divise degli Stati insufficientemente borghesi del vicino e lontano Oriente, i titoli di rendita turca e simili imbrogli: di truffe in grande stile la storia della economia capitalistica non ha difettato in nessun periodo. Comunque era cosa sicura quanto la trinità di Dio che la sterlina valesse cinque dollari, e il dollaro cinque franchi o lire della zona latina. Benché a detta dei saggi infetta di feudalesimo, l'Italia felice dei primi anni di regno di Vittorio il vittorioso aveva la lira carta quotata certi giorni a 99,50, 99, 00, forse 98 e frazione, ossia si aveva per una lira carta più di una lira oro, un grammo di oro valeva meno di L. 3,60; mentre i titoli di stato valevano più delle cento lire nominali.

    e-max.it: your social media marketing partner
  • Miscellanea (arch. stor.)

    È la più grande fabbrica del mondo, una mostruosità che solo il giovane capitalismo cinese, incuneato nel contesto del capitalismo cadavere cui dà un po' di ossigeno, poteva escogitare. Impiega un milione e quattrocentomila salariati in 28 stabilimenti. Il più grande è quello di Shenzhen vicino a Hong Kong, con 240.000 lavoratori. La proprietà giuridica è taiwanese, i lavoratori sono cinesi continentali, i committenti sono i maggiori gruppi industriali multinazionali, il rentier è lo stato cinese, che intasca la tangente sullo sfruttamento degli operai locali. Come in altre fabbriche-città sparse per il mondo, oltre ai capannoni dove si produce, vi sono mense, dormitori, campi di calcio, internet cafè, infermerie, biblioteche, forse asili nido, tutto ciò che serve a contrapporre un minimo di tempo di vita all'abbondante tempo di lavoro (flessibile, ovviamente, con straordinari… ordinari). A differenza di altre fabbriche cinesi, qui non si indossa una divisa ma si veste casual, come è consono all'età media dei lavoratori, spesso ragazzi appena usciti dalla scuola. In regime capitalistico anche le fabbriche dei padroni più illuminati non possono essere altro che un misto di officina, caserma, falansterio, prigione e villaggio. Per rimanere in Italia, Rossi, Leumann, Olivetti, avevano teorizzato e realizzato la fabbrica diffusa, nella quale officine, campi e spazi civili si compenetravano a formare un ambiente in cui l'operaio potesse produrre serenamente e abbondantemente.

    e-max.it: your social media marketing partner

e-max.it: your social media marketing partner

Altri articoli archivio storico

Miscellanea (arc. stor.)

Lotte operaie anni '50

operai che prendono il treno

Lotte operaie anni '60-'70

Lavoro Zero

Rivolta di Corso Traiano

corso_traiano

Scontri di Piazza Statuto

piazza_statuto

La Classe

La Classe n°1La Classe n°2La Classe n°3La Classe n°4La Classe n°5La Classe n°6

You are here: Archivio Storico

News lotte in corso

News dal ventre della balena

News feedback