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Salario, prezzo, profitto - 3. Salari e denaro

Indice
Salario, prezzo, profitto
1. Produzione e salari
2. Produzione, salari, profitti
3. Salari e denaro
4. Offerta e domanda
5. Salari e prezzi
6. Valore e lavoro
7. La forza-lavoro
8. La produzione del plusvalore
10. Come si crea il profitto quando una merce è venduta al suo valore
11. Le diverse parti in cui si scompone il plusvalore
12. Il rapporto generale tra profitti, salari e prezzi
13. I casi principali in cui vengono richiesti aumenti e combattute diminuzioni di salario
14. La lotta tra capitale e lavoro e i suoi risultati
Note
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3. Salari e denaro

Nel secondo giorno di discussione il nostro amico Weston ha rivestito le sue vecchie affermazioni di forme nuove. Egli ha detto: come conseguenza di un aumento generale dei salari in denaro è necessario più denaro in contanti per pagarli. E poichè la massa del denaro circolante è fissa, come potete con questa quantità fissa di denaro che è in circolazione pagare una maggiore quantità di salari in denaro? Prima la difficoltà sorgeva dal fatto che, anche aumentando i salari in denaro, la quantità di merci che spetta agli operai rimane però costante; ora la difficoltà sorge dall'aumento dei salari in denaro nonostante rimanga costante la massa delle merci. Naturalmente, se respingete il suo dogma fondamentale, anche questa difficoltà secondaria sparirà.

Purtuttavia voglio dimostrarvi che questa questione del denaro non ha assolutamente niente a che fare con l'argomento che stiamo trattando.

Il meccanismo dei pagamenti è nel vostro paese molto più perfezionato che in qualsiasi altro paese d'Europa. Grazie all'espansione e alla concentrazione del sistema bancario, occorre una massa molto più piccola di circolante per mettere in circolazione la stessa somma di valori o per concludere lo stesso numero o un maggior numero di affari. Per quanto riguarda i salari, ad esempio, l'operaio industriale inglese versa settimanalmente il suo salario al bottegaio, il quale lo passa ogni settimana al banchiere, che lo trasferisce di nuovo settimanalmente al fabbricante, il quale lo paga di nuovo ai suoi operai, e così via. Per mezzo di questo meccanismo il salario annuo di un operaio, che ammonti per esempio a 52 sterline, può essere pagato con una sola sterlina, la quale percorre tutte le settimane lo stesso ciclo. Nella stessa Inghilterra questo meccanismo non è così perfezionato come in Scozia, e non è dappertutto ugualmente perfezionato. Per questo noi vediamo, ad esempio, che in talune contrade agricole per mettere in circolazione un minor numero di valori occorre molta maggiore quantità di circolante che in contrade nettamente industriali.

Se traversate la Manica, troverete che i salari in denaro sono molto più bassi che in Inghilterra, ma che la loro circolazione richiede, in Germania, in Italia, nella Svizzera e in Francia, una massa molto più grande di circolante. La stessa sterlina non viene così rapidamente assorbita dalle banche o rinviata al capitale industriale; perciò, invece di una sterlina per la circolazione annua di 52 sterline, ne occorrono forse tre per far circolare salari annui che si elevano a 25 sterline. Se confrontate in questo modo i paesi del Continente con l'Inghilterra, vedrete subito che salari in denaro bassi richiedono talora per la loro circolazione una maggiore massa di circolante che non ne occorra per salari elevati, e che questa è effettivamente una questione puramente tecnica, del tutto lontana dal nostro argomento.

Secondo i migliori calcoli che io conosco, il reddito annuo della classe operaia di questo paese può essere valutato a 250 milioni di sterline. Questa somma enorme è messa in circolazione da circa tre milioni di sterline. Supponiamo che si verifichi un aumento dei salari del 50 per cento. Saranno allora necessari quattro milioni e mezzo di circolante invece di tre milioni. Poichè una parte notevole delle spese quotidiane dell'operaio sono effettuate in monete di argento e di rame, cioè in semplici segni monetari, il cui valore rispetto all'oro è fissato arbitrariamente dalla legge, come avviene per la carta moneta non convertibile, un aumento dei salari in denaro del 50 per cento significherebbe al massimo un aumento della circolazione di sterline, poniamo, di un milione. Un milione, che ora giace nei sotterranei della Banca d'Inghilterra o di banche private, sotto forma di oro in verghe o monetato, entrerebbe in circolazione. Ma anche la spesa minima che provocherebbe la coniatura o l'accresciuto logorio di questo milione potrebbe venire evitata e verrebbe evitata in realtà, se dovesse sorgere un qualsiasi disagio dal bisogno di maggior circolante. Voi tutti sapete che il denaro circolante in questo paese si divide in due grandi gruppi. L'uno, costituito da banconote delle specie più diverse, viene usato nelle transazioni fra commercianti e, nei grossi pagamenti, anche fra consumatori e commercianti, mentre un'altra specie di circolante, la moneta metallica, circola nel piccolo commercio. Quantunque siano diverse, queste due specie di circolante si mescolano l'una all'altra. Così avviene che una grandissima parte delle monete d'oro circola anche nei grandi pagamenti per tutte le somme inferiori a cinque sterline. Se domani venissero emessi biglietti, da quattro, da tre o da due sterline, l'oro che riempie ora questi canali di circolazione ne verrebbe immediatamente respinto e sarebbe diretto a quei canali nei quali ne esisterebbe il bisogno in seguito all'aumento dei salari in denaro. In questo modo, il milione in più richiesto dall'aumento dei salari del 50 per cento verrebbe ottenuto senza l'apporto di una sola sterlina. Lo stesso effetto potrebbe essere ottenuto senza l'aumento di un solo biglietto di banca, con una maggiore circolazione cambiaria, come è avvenuto per un lungo periodo di tempo nel Lancashire.

Se un aumento generale del livello dei salari, per esempio del 100 per cento, come il cittadino Weston suppone per i salari dei lavoratori agricoli, provocasse un forte aumento dei prezzi degli oggetti di prima necessità e, secondo il suo modo di vedere, richiedesse una quantità di mezzi di pagamento, impossibile a procurarsi, una caduta generale dei salari dovrebbe provocare lo stesso effetto, nella stessa misura, ma in direzione opposta. Benissimo! Voi tutti sapete che gli anni dal 1858 al 1860 furono gli anni di maggior prosperità per l'industria del cotone, e che particolarmente l'anno 1860 resta, a questo riguardo, insuperato negli annali del commercio, mentre in pari tempo anche tutti gli altri rami dell'industria godevano di una grande prosperità. I salari degli operai dell'industria del cotone e di tutti gli altri operai legati a questa industria erano nel 1860 più alti di quanto non fossero mai stati. Sopravvenne allora la crisi americana e tutti questi salari furono di colpo ridotti a un quarto circa del loro importo primitivo. Ciò avrebbe significato, nella direzione opposta, un aumento del 300 per cento. Quando i salari salgono da cinque a venti diciamo che sono aumentati del 300 per cento; quando essi cadono da venti a cinque, diciamo che sono diminuiti del 75 per cento; ma l'importo dell'aumento in un caso e della diminuzione nell'altro caso, sarebbe lo stesso, e cioè quindici scellini. Si trattò dunque di un cambiamento improvviso del livello dei salari, come non si era mai verificato prima; inoltre, se teniamo conto non soltanto degli operai occupati nell'industria del cotone, ma anche degli operai dipendenti indirettamente da questa industria, il cambiamento si estese a una massa di operai di una metà più grande del numero dei lavoratori agricoli. Orbene, cadde forse il prezzo del grano? Esso salì da un prezzo medio annuo di 47 scellini e 8 denari al quarter durante il triennio 1858-60 al prezzo medio annuo di 55 scellini e 10 denari durante il triennio 1861-63. Per quanto riguarda il circolante, nel 1861 furono coniate dalla zecca 8.673.232 sterline, contro 3.378.102 sterline nel 1860, il che vuol dire che nel 1861 furono coniate 5.295.130 sterline più che nel 1860, vero che la circolazione dei biglietti di banca fu nel 1861 di 1.319.000 sterline inferiore a quella del 1860. Facciamo la sottrazione. Rimane pur sempre un eccedente di mezzi di pagamento per il 1861, in confronto con il 1860, anno di prosperità, di 3.976.130, cioè circa quattro milioni di sterline; ma, nello stesso tempo, la riserva aurea della Banca d'Inghilterra era diminuita, se non proprio nella stessa proporzione, almeno in proporzione quasi uguale.

Confrontate il 1862 con il 1842. Facendo astrazione dall'immenso aumento del valore e della quantità delle merci in circolazione, il capitale pagato nel 1862 in regolari transazioni d'affari, per azioni, prestiti, ecc., per le ferrovie, in Inghilterra e nel Galles, ammonta da solo a 320.000.000 di sterline, somma che nel 1842 sarebbe apparsa favolosa. Nonostante ciò, la somma totale dei mezzi di circolazione negli anni 1862 e 1842 fu approssimativamente la stessa, e in generale noterete, di fronte a un enorme aumento di valore non solo delle merci, ma di tutte le transazioni in denaro in generale, una tendenza alla contrazione progressiva del circolante. Secondo il nostro amico Weston, questo è un enigma insolubile.

Se egli fosse penetrato un po' più a fondo nella questione, avrebbe trovato che, fatta astrazione dai salari, e ammettendo che essi rimangano invariati, il valore e la quantità delle merci da mettere in circolazione e, in generale, l'importo delle transazioni monetaria da concludersi, variano giornalmente; che l'ammontare dei biglietti di banca emessi varia giornalmente; che l'importo dei pagamenti effettuati senza alcun ricorso al denaro, a mezzo di cambiali, di assegni, di conti correnti, di stanze di compensazione, varia giornalmente; che, nella misura in cui la moneta metallica è veramente necessaria, il rapporto fra le monete che sono in circolazione e le monete e l'oro che sono in riserva o giacciono nei sotterranei delle banche varia giornalmente; che l'ammontare dell'oro assorbito dalla circolazione nazionale e dell'oro spedito all'estero per la circolazione internazionale variano giornalmente. Egli avrebbe trovato che il suo dogma di un quantità fissa di circolante è un enorme errore, che non si può conciliare con i fatti di tutti i giorni. Egli avrebbe indagato quali sono le leggi che permettono ai mezzi di pagamento di adattarsi a condizioni che variano costantemente, invece di servirsi della sua falsa concezione delle leggi del circolante come di un argomento contro l'aumento dei salari.



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