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Tempo di lavoro, tempo di vita - Spreco e tempo di lavoro

Indice
Tempo di lavoro, tempo di vita
Produzione di semplici valori d'uso
OGGI
Due ore e mezza al giorno
Regolamentazioni capitalistiche dell'orario
Produttività crescente
Unità di misura: il pane quotidiano
DOMANI
Irreversibilità dei processi sociali
Massa umana emarginata e non sfruttata
Eliminazione cosciente di tempo di lavoro
Eliminare le attività anti-umane
Spreco e tempo di lavoro
Tutte le pagine

Spreco e tempo di lavoro

Sono scomparsi i servi, ma la famiglia ha assunto su di sé le incombenze servili, dato che l'elevamento del tenore di vita, l'aumento dello spazio abitato e degli oggetti in esso contenuti, lo stress da impegni più o meno consumistici, ecc. ha fatto raggiungere un peggior livello di abiezione sociale ai suoi membri, assorbiti più di prima dalla "domesticità" della loro vita quotidiana, assai poco alleviata dall'uso degli aggeggi elettromeccanici: "Le funzioni servili nel magma sociale, se hanno in certo senso cambiata l'etichetta umiliante, non hanno certo migliorato la loro utilità, e le forme che hanno preso non sono né più utili né meno ignobili nella sostanza", scrisse la Sinistra a proposito di uno degli aspetti della vita senza senso del consumatore moderno completamente servo del mercato e di sé stesso.

Eliminando lo spreco, una società razionale non solo elimina le "diseconomie", ma innalza il rendimento del sistema globale, rompe definitivamente con la necessità del lavoro obbligato, libera tempo per attività lavorativa umana, nella quale l'uomo mette le sue energie, le sue conoscenze particolari, le sue abilità individuali a disposizione degli altri uomini, in una rete di reciprocità che non ha nulla a che fare con la pelosa, interessata, solidarietà cristianuccia. Quindi non solo verrà eliminato tempo di lavoro nel luogo specifico di produzione ma verrà anche liberato tempo utile alla vita nella vita stessa, a casa, ovunque; il tempo complessivo sarà il nuovo, vero tempo di produzione. Scomparso il Capitale, nessun tempo di lavoro andrà sprecato per la sua raccolta e concentrazione in quantità sufficienti all'investimento da parte dell'industria, per gli anticipi, gli immobilizzi, per la necessità di pagarne il prezzo versando interessi. Questo non vale solo per i singoli, ma soprattutto per tutto il sistema, la cui rete bancaria ha raggiunto, con il capitalismo sviluppato, un'ampiezza gigantesca; essa sarà sostituita in un primo tempo da un unico centro in cui verrà effettuato il controllo dei residui movimenti di moneta poi anche questo diventerà inutile. Non scompariranno soltanto le centinaia di migliaia di posti di lavoro assurdi del sistema finanziario, ma verranno anche adibite a nuovo uso sociale le immense proprietà immobiliari di lusso che caratterizzano l'investimento bancario e assicurativo. Estinguendosi la contabilità sulla base del valore, saranno eliminate anche milioni di giornate di lavoro oggi necessarie per la minuta ragioneria di bottega e per quella dei grandi centri dell'amministrazione a pagamento, alimentata da una pletora senza senso di commercialisti.

La razionalizzazione della produzione agricola e industriale comporterà uno sviluppo oggi impossibile delle tecniche di qualità, della produzione senza magazzino, della rete di comunicazioni che lega i vari stadi della produzione. Quindi vi sarà una ulteriore eliminazione di tempo di lavoro in seguito alla constatazione pratica che i grandi stoccaggi di merci all'ingrosso e al dettaglio, dove esse deperiscono e diventano obsolete, sono assurdi; essi scompariranno, così come abbiamo visto scomparire lo "stoccaggio" di moneta rendendo superflua la banca. Saranno drasticamente ridotti i giganteschi impianti refrigeranti per la conservazione dei prodotti alimentari, spesso utili soltanto per attendere le condizioni favorevoli del mercato e quindi disastrosi per la qualità del prodotto, raccolto non ancora maturo perché possa sopportare lunghi tempi di giacenza, gassato e addirittura irradiato per bloccare i processi vitali. Per non parlare degli additivi chimici che impediscono a batteri e insetti di attaccare i cereali, le farine, i legumi, la frutta confezionate. Di conseguenza sarà facilmente eliminabile anche una percentuale altissima del traffico insensato dovuto al trasporto di merci del tutto equivalenti da un parte all'altra del globo e viceversa, movimento originato dalla pura e semplice concorrenza che a sua volta genera la pubblicità e le mode.

LETTURE CONSIGLIATE
  • August Bebel, La donna e il socialismo, Newton Compton.
  • Paul Lafargue, Il diritto alla pigrizia, Forum Editoriale.
  • Marshall Sahlins, Economia dell'età della pietra, Bompiani.
  • Bronislav Geremek, Salariati e artigiani nella Parigi Medievale, Sansoni.
  • Partito Comunista Internazionale, Per l'organica sistemazione dei principii comunisti, Quaderni Internazionalisti.
  • Partito Comunista Internazionale, Scienza economica marxista come programma rivoluzionario, Quaderni Internazionalisti.
  • Rosa Luxemburg, Centralismo o democrazia? Una replica a Lenin, Ed. Azione Comune.
  • Giorgio Lunghini, "Politiche eretiche per l'occupazione", in Economia politica n. 1/2000, Il Mulino.
  • W. Kula, Teoria economica del sistema feudale, Einaudi.
  • Gianni Toti, Il tempo libero, Editori Riuniti

[tratto da www.quinterna.org]

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