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No Kings

Lotte in corso .  5 aprile 2026

Migliaia di manifestazioni "No Kings" negli Usa e nel mondo

Negli Stati Uniti, la manifestazione "No Kings" del 18 ottobre dello scorso anno aveva registrato una partecipazione crescente rispetto alla precedente del 14 giugno, quando oltre 2.000 città statunitensi erano [...]

La guerra in Iran acuisce le lotte globali contro il carovita

Lotte in corso .  3 aprile 2026

La guerra in Iran acuisce le lotte globali contro il carovita

Sul luddismo di ritorno

Lotte in corso .  1 aprile 2026

Sul luddismo di ritorno

I rider scioperano contro Glovo e Deliveroo

Lotte in corso .  4 marzo 2026

I rider scioperano contro Glovo e Deliveroo

Lotte in corso

Argentina . 25 Febbraio 2026

Sciopero generale in Argentina contro la legge di "modernizzazione del lavoro"

Giovedì 19 febbraio migliaia di lavoratori argentini hanno paralizzato il Paese, in particolare la capitale Buenos Aires, durante uno sciopero generale di ventiquattro ore, convocato dalla Confederación General del Trabajo [...]

Germania . 25 Febbraio 2026

I lavoratori di Lufthansa paralizzano l'Europa

Lo scorso 12 febbraio ha rappresentato uno dei più significativi stop del trasporto aereo europeo degli ultimi anni. La mobilitazione, durata ventiquattro ore, ha coinvolto simultaneamente migliaia di piloti [...]

India . 25 Febbraio 2026

Trecento milioni di lavoratori indiani hanno incrociato le braccia

Il 12 febbraio scorso centinaia di milioni di lavoratori indiani, impiegati nelle miniere di carbone e nell'industria pesante, nei trasporti pubblici e nelle ferrovie, negli uffici governativi e nei servizi [...]

Nazionale . 10 Febbraio 2026

"Occupy Torino": la piazza come attrattore

Alcune considerazioni a margine della manifestazione del 31 gennaio contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna al civico 47 di corso Regina Margherita Il corteo che si è svolto a Torino [...]

Stati Uniti d'America . 10 Febbraio 2026

Scioperi generali negli USA contro l'ICE

La repressione nei confronti dei lavoratori immigrati è parte della guerra dell'1% contro il 99% L'uccisione di Renée Good, avvenuta a Minneapolis il 7 gennaio scorso durante un'operazione di controllo dell'ICE [...]

Iran . 16 Gennaio 2026

Iran 2026: ai lavoratori di tutto il mondo

Lo Stato capitalista islamico iraniano sta spingendo i confini della criminalità a nuovi livelli. Dall'8 gennaio tutte le comunicazioni all'interno dell'Iran sono state interrotte. Da venerdì in poi, Internet, i telefoni [...]

Internazionale . 02 Gennaio 2026

Un fine 2025 di lotta contro Amazon

La amazonizzazione del mondo del lavoro (e non solo) è il risultato dell'introduzione nei luoghi di lavoro di nuove tecnologie e modelli organizzativi Continua la mobilitazione dei lavoratori impegnati nella più [...]

Internazionale . 17 Dicembre 2025

Scioperi generali e manifestazioni in Belgio, Portogallo e Bulgaria

Se il welfare state serve a raffreddare la temperatura sociale, un suo taglio non può che provocare tensioni crescenti La miseria crescente spinge un numero sempre più grande di lavoratori precarizzati [...]

Grecia . 17 Dicembre 2025

Sulle proteste degli agricoltori in Grecia

Dai primi giorni di dicembre migliaia di agricoltori e pescatori greci hanno lanciato una decisa protesta per chiedere l'erogazione dei finanziamenti europei collegati al settore agricolo ed ittico. Da giugno [...]

Stati Uniti d'America . 13 Dicembre 2025

Si espande lo sciopero dei baristi di Starbucks

Lavoratori stressati e frustrati da ritmi frenetici e bassi salari incrociano le braccia a tempo indeterminato, tra reti, social e hashtag Dai primi mille lavoratori in sessantacinque negozi di quaranta città [...]

Archivio storico

Alcune piccole e grandi iniziative di lotta hanno trasformato il Black Friday, la giornata dello shopping che dagli Stati Uniti ha contagiato l'Europa, in un Red Friday, un venerdì rosso. L'appuntamento più atteso - e più pubblicizzato dai giornali - è stato lo sciopero organizzato dai confederali nel magazzino Amazon di Castel San Giovanni a Piacenza, a cui hanno aderito, dichiara la Cgil nella consueta guerra delle cifre, circa il 60% dei lavoratori. Se fosse vero, sarebbe un ottimo risultato trattandosi della prima volta in Italia per il colosso dell'e-commerce. Resta il fatto che i lavoratori in somministrazione – quelli che temono di perdere il posto di lavoro e che vengono assunti dalle agenzie interinali, come Adecco e Manpower, per far fronte ai picchi di vendite – non hanno scioperato.

Per Fiorenzo Molinari, segretario della Filcams Cgil di Piacenza, "lo sciopero è un successo perché stiamo organizzando lavoratori in gran parte giovanissimi, che si avvicinano a questa modalità di lotta con molta prudenza. Ci siamo arrivati dopo più di un anno di dialogo infruttuoso con l'azienda: dialogo sì, purché non si arrivi a nulla. Oggi, vedere le persone con il badge verde dimostrare la condivisione delle ragioni dello sciopero pur sapendo l'impossibilità di aderirvi in quanto, appunto, interinali, per noi è stata una grande soddisfazione. Questa è una mobilitazione paradigmatica dei rapporti di forza nel mondo del lavoro".

Sarà anche una "una mobilitazione paradigmatica", su questo non c'è dubbio, però l'unico modo per rendere possibile l'adesione di tutti allo sciopero è il blocco totale degli ingressi per mezzo della pratica del picchetto, con il coinvolgimento dei lavoratori di altre aziende. Che, per ora, un sindacato corporativo come la Cgil s'è guardato bene dal fare. Intanto, per lunedì 27 novembre è confermato l'incontro tra confederali e Amazon a Piacenza: sul tavolo i ritmi lavorativi, le produttività richieste dall'azienda e gli incrementi retributivi oltre i minimi contrattuali.

Da segnalare il sit-in dei facchini del SI Cobas, giunti da altri magazzini per portare solidarietà ai lavoratori di Amazon e tenuti a debita distanza dalla celere per impedire l'incontro tra i due concentramenti operai. L'iniziativa del sindacato di base sarebbe anche meritoria, peccato che si configuri come caccia alle tessere da parte dei bonzi di turno piuttosto che come sviluppo del coordinamento dei lavoratori. La parola d'ordine dell'unità ha senso solo se va oltre le sigle e le bandiere e viene praticata dai diretti interessati, i lavoratori in lotta.

Lo sciopero, oltre al nodo di Piacenza, ha riguardato anche sei hub tedeschi di Amazon (Bad Hersfeld, Lipsia, Rheinberg, Werne, Creuser e Koblenz), dove in passato si erano già verificati delle mobilitazioni. "Amazon sta giocando con la salute. La pressione per fare di più in un minimo tempo, le valutazioni delle prestazioni e il monitoraggio sono già una realtà mentre i tempi di recupero concessi sono insufficienti", dice il sindacato tedesco Ver.di.

Angelo Mincuzzi, su Il Sole24Ore, riguardo gli scioperi in Germania e in Italia ha scritto che si è trattato del "primo sciopero 'sincronizzato' ai danni della web company", sottolineando come "la sincronia delle due astensioni dal lavoro non può non colpire." Deve colpire, certo, perché è possibile che nei prossimi anni la sincronia maturi tra forze operaie ben più ampie. D'altronde, i proletari dei vari paesi hanno interessi comuni e quindi dovranno necessariamente unirsi, al di là delle sigle, della lingua, della religione e delle categorie.

Scandagliando la Rete, i segnali di sincronizzazione non mancano. Sugli scioperi di ieri Fight For 15, il movimento americano per il living wage, ha scritto su FB: "Solidarity to our European brothers and sisters fighting for fair pay and respect on the job!". In Italia alcuni gruppi di rider, i fattorini delle aziende del food delivery, hanno messo in atto iniziative di protesta: a Torino hanno contestato, all'università, l'avvocato di Foodora impegnato nella causa contro i sei lavoratori "sloggati", a Bologna hanno organizzato un presidio sotto le Due Torri, e a Milano hanno appeso uno striscione davanti agli uffici di Deliveroo Italy con su scritto "siamo lavoratori non schiavi". Sulla pagina Fb di Deliveroo Strike Raiders hanno scritto:

"Durante il 'venerdì nero' hanno incrociato le braccia anche i lavoratori di Amazon a Piacenza, colpita anche in Germania, e sono stati organizzati numerosi picchetti della logistica davanti ai magazzini SDA, dove ci sono stati due feriti ai cancelli. Uniamoci nella protesta, assicuriamoci il nostro futuro."

Merita inoltre di essere ricordato lo sciopero degli operai della Same, che hanno organizzato nello stesso giorno un corteo per le strade di Treviglio (a cui hanno partecipato anche altre fabbriche di Bergamo) contro l'aumento dell'età pensionabile, in continuità con quanto deciso dall'assemblea nazionale dei metalmeccanici del "sindacato è un'altra cosa" tenuta a Firenze il 13 novembre, e che ha visto i delegati di alcune importanti fabbriche condividere "l'urgenza di mobilitarsi sul tema delle pensioni" invitando "i delegati e le delegate di altre fabbriche e di altre categorie a partecipare a un percorso comune di mobilitazione."

Dal ventre della balena

Inflazione su, paghe giù, il sindacato non c'è più

L'inflazione è salita al 12%, e non c'è nessuna richiesta sindacale, nessuna piattaforma straordinaria, per un adeguamento generalizzato dei salari dei lavoratori dipendenti chiesto all'insieme dell'associazioni delle imprese, per i necessari aumenti e adeguamenti dei salarti ai prezzi fissati e voluti dalle stesse imprese, nel loro sistema di libero mercato. Le imprese hanno aumentato i prezzi e ora vendono meno perché i lavoratori hanno meno soldi per compare. L'italia [...]

29 Ottobre 2022

Sullo sciopero del 16 dicembre

Sciopero necessario, finalmente. Ma andava proclamato prima. Dichiarazione di Eliana Como. Di seguito articoli sulla stampa che la riprendono. "Meglio tardi che mai, ma lo sciopero dovevamo averlo dichiarato molto prima, anche senza Cisl e Uil. Uno sciopero a ridosso di Natale, il 16 dicembre, a finanziaria quasi approvata, per quanto necessario, rischia di non essere efficace e non aiuta nel rapporto con i lavoratori e le lavoratrici [...]

07 Dicembre 2021

Una strana follia possiede le classi operaie delle nazioni in cui regna la civiltà capitalistica. Questa follia porta con sé miserie individuali e sociali che da due secoli torturano l'infelice umanità. Questa follia è l'amore per il lavoro, la passione esiziale del lavoro, spinta fino all’esaurimento delle forze vitali dell'individuo e della sua progenie. Anziché reagire contro questa aberrazione mentale, i preti, gli economisti ed i moralisti hanno proclamato il lavoro sacrosanto.
Paul Lafargue, Il diritto all'ozio, 1887
Mondo chiuso, ai margini della società, spossessato della sua identità, l'ambiente operaio non ha altra risorsa, per ritrovare la speranza e la vita, se non le sue sofferenze e le sue lotte. E' questa lenta evoluzione che dobbiamo infine descrivere. I nuovi "barbari" alle porte della città passano dalla ribellione all'organizzazione, rifiutando una società che li esclude. Questo ambiente eterogeneo, in via di proletarizzazione, inserito come un corpo estraneo nella vecchia o nella nuova rete urbana, viene molto presto considerato dai possidenti, come un focolaio di criminalità. La classe lavoratrice diviene classe pericolosa.
J.P. Rioux, La rivoluzione industriale, 1971
Gli operai nella fabbrica non vanno per fare le inchieste, ma perché ci sono costretti. Il lavoro non è un modo di vivere, ma l'obbligo di vendersi per vivere. Ed è lottando contro il lavoro, contro questa vendita forzata di se stessi che si scontrano contro le regole della società. Ed è lottando per lavorare meno, per non venire più avvelenati dal lavoro che lottano anche contro la nocività. Perché nocivo è alzarsi tutte le mattine per andare a lavorare, nocivo è seguire i ritmi, i modi della produzione, nocivo è fare i turni, nocivo è andarsene a casa con un salario che ti costringe il giorno dopo a tornare in fabbrica.
Assemblea autonoma di P. Marghera, 1974
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