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I rider scioperano in tutto il mondo

Lotte in corso .  10 settembre 2026

La lotta cambierà le regole del gioco

I lavoratori di Xbox scendono in piazza contro i licenziamenti. Lo scorso 6 luglio, Microsoft ha annunciato un piano di riduzione dell'organico nella divisione Xbox, con circa 3.200 posizioni eliminate entro la fine del 2027, di cui 1.600 immediatamente. Si tratta del quinto ciclo di licenziamenti [...]

Il sistema del lavoro salariato e i suoi vani tentativi di riforma

Feedback . 10 settembre 2026

Il sistema del lavoro salariato e i suoi vani tentativi di riforma

I rider scioperano in tutto il mondo

Lotte in corso .  10 settembre 2026

I rider scioperano in tutto il mondo

La condizione degli operai tarantini dell'ex Ilva è paradigmatica

Lotte in corso .  19 agosto 2026

La condizione degli operai tarantini dell'ex Ilva è paradigmatica

Lotte in corso

India . 10 Agosto 2026

Gli "scarafaggi" sono ancora in piazza

Il governo Modi ha soddisfatto le richieste dei manifestanti, ma il fermento sociale non sembra attenuarsi Le proteste dei giovani indiani sono cominciate a maggio per l'annullamento di un importante esame [...]

Nazionale . 26 Luglio 2026

Oggi l'algoritmo è il padrone, domani può diventare l'organizzatore collettivo

Il 22 luglio 2026 rappresenta una svolta nelle relazioni sindacali di Amazon in Italia: in questa data la multinazionale americana ha firmato il primo accordo collettivo nazionale della sua storia [...]

Nazionale . 26 Luglio 2026

Sull'ex GKN di Campi Bisenzio

Cinque anni dopo il licenziamento collettivo, i metalmeccanici toscani della storica multinazionale britannica sono ancora in piazza, stretti tra movimentismo e interclassismo Lo scorso 12 luglio, il parco urbano di Villa [...]

Nazionale . 26 Luglio 2026

La calda estate della logistica in Italia

Gli hub di Carmignano, Campi Bisenzio, Pistoia, Tortona, Settimo Torinese, Albairate, Verona, Piacenza, Modena, Bologna, Bergamo, Brescia, Parma, Roma e Mantova dimostrano che la lotta dei lavoratori è comune Non sono [...]

Emilia-Romagna . 30 Giugno 2026

Bologna. Sciopero del 22 giugno degli operatori del SAD: una lotta da proseguire ed estendere

Riceviamo e pubblichiamo. La giornata di sciopero del 22 giugno degli operatori e delle operatrici del SAD, indetta dal sindacato USB, è stata un momento importante per i lavoratori. Una piattaforma [...]

Emilia-Romagna . 19 Giugno 2026

Bologna: il 22 giugno sciopero degli operatori e delle operatrici sociali contro il marcatempo digitale

Riceviamo e pubblichiamo. Un'iniziativa di coordinamento autonomo dei lavoratori della Coop Cadiai Il 22 giugno è stato indetto lo sciopero degli operatori socio-sanitari impiegati nei servizi comunali di assistenza domiciliare in appalto, gestiti [...]

Albania . 16 Giugno 2026

La "rivoluzione dei fenicotteri" in Albania

Da settimane la costruzione di nuovi complessi turistici sulle coste albanesi ha fatto da detonatore a tensioni sociali accumulate Da inizio mese l'Albania è attraversata da un'ondata di mobilitazioni che ha [...]

India . 12 Giugno 2026

I giovani indiani scendono in strada

Etichettati come "scarafaggi" e "parassiti", da Mumbai a Delhi milioni di giovani fanno sapere di essere stanchi dello stato di cose presente Dopo la mobilitazione dello scorso febbraio, che ha coinvolto [...]

Nazionale . 10 Giugno 2026

Sullo sciopero generale di venerdì 29 maggio 2026

I bonzi sindacali puntano tutto sulla mediazione sociale e sulla conservazione del proprio ruolo nei tavoli negoziali, ma il malcontento sociale potrebbe sfuggirgli di mano Lo sciopero del 29 maggio si [...]

Bolivia . 10 Giugno 2026

Bolivia nel caos tra crisi economica e lotte sociali

La Bolivia si aggiunge alla lista dei paesi attraversati da un crescente malessere sociale, che colpisce in particolare le nuove generazioni Da oltre un mese il paese andino è paralizzato da [...]

Archivio storico

Alcune piccole e grandi iniziative di lotta hanno trasformato il Black Friday, la giornata dello shopping che dagli Stati Uniti ha contagiato l'Europa, in un Red Friday, un venerdì rosso. L'appuntamento più atteso - e più pubblicizzato dai giornali - è stato lo sciopero organizzato dai confederali nel magazzino Amazon di Castel San Giovanni a Piacenza, a cui hanno aderito, dichiara la Cgil nella consueta guerra delle cifre, circa il 60% dei lavoratori. Se fosse vero, sarebbe un ottimo risultato trattandosi della prima volta in Italia per il colosso dell'e-commerce. Resta il fatto che i lavoratori in somministrazione – quelli che temono di perdere il posto di lavoro e che vengono assunti dalle agenzie interinali, come Adecco e Manpower, per far fronte ai picchi di vendite – non hanno scioperato.

Per Fiorenzo Molinari, segretario della Filcams Cgil di Piacenza, "lo sciopero è un successo perché stiamo organizzando lavoratori in gran parte giovanissimi, che si avvicinano a questa modalità di lotta con molta prudenza. Ci siamo arrivati dopo più di un anno di dialogo infruttuoso con l'azienda: dialogo sì, purché non si arrivi a nulla. Oggi, vedere le persone con il badge verde dimostrare la condivisione delle ragioni dello sciopero pur sapendo l'impossibilità di aderirvi in quanto, appunto, interinali, per noi è stata una grande soddisfazione. Questa è una mobilitazione paradigmatica dei rapporti di forza nel mondo del lavoro".

Sarà anche una "una mobilitazione paradigmatica", su questo non c'è dubbio, però l'unico modo per rendere possibile l'adesione di tutti allo sciopero è il blocco totale degli ingressi per mezzo della pratica del picchetto, con il coinvolgimento dei lavoratori di altre aziende. Che, per ora, un sindacato corporativo come la Cgil s'è guardato bene dal fare. Intanto, per lunedì 27 novembre è confermato l'incontro tra confederali e Amazon a Piacenza: sul tavolo i ritmi lavorativi, le produttività richieste dall'azienda e gli incrementi retributivi oltre i minimi contrattuali.

Da segnalare il sit-in dei facchini del SI Cobas, giunti da altri magazzini per portare solidarietà ai lavoratori di Amazon e tenuti a debita distanza dalla celere per impedire l'incontro tra i due concentramenti operai. L'iniziativa del sindacato di base sarebbe anche meritoria, peccato che si configuri come caccia alle tessere da parte dei bonzi di turno piuttosto che come sviluppo del coordinamento dei lavoratori. La parola d'ordine dell'unità ha senso solo se va oltre le sigle e le bandiere e viene praticata dai diretti interessati, i lavoratori in lotta.

Lo sciopero, oltre al nodo di Piacenza, ha riguardato anche sei hub tedeschi di Amazon (Bad Hersfeld, Lipsia, Rheinberg, Werne, Creuser e Koblenz), dove in passato si erano già verificati delle mobilitazioni. "Amazon sta giocando con la salute. La pressione per fare di più in un minimo tempo, le valutazioni delle prestazioni e il monitoraggio sono già una realtà mentre i tempi di recupero concessi sono insufficienti", dice il sindacato tedesco Ver.di.

Angelo Mincuzzi, su Il Sole24Ore, riguardo gli scioperi in Germania e in Italia ha scritto che si è trattato del "primo sciopero 'sincronizzato' ai danni della web company", sottolineando come "la sincronia delle due astensioni dal lavoro non può non colpire." Deve colpire, certo, perché è possibile che nei prossimi anni la sincronia maturi tra forze operaie ben più ampie. D'altronde, i proletari dei vari paesi hanno interessi comuni e quindi dovranno necessariamente unirsi, al di là delle sigle, della lingua, della religione e delle categorie.

Scandagliando la Rete, i segnali di sincronizzazione non mancano. Sugli scioperi di ieri Fight For 15, il movimento americano per il living wage, ha scritto su FB: "Solidarity to our European brothers and sisters fighting for fair pay and respect on the job!". In Italia alcuni gruppi di rider, i fattorini delle aziende del food delivery, hanno messo in atto iniziative di protesta: a Torino hanno contestato, all'università, l'avvocato di Foodora impegnato nella causa contro i sei lavoratori "sloggati", a Bologna hanno organizzato un presidio sotto le Due Torri, e a Milano hanno appeso uno striscione davanti agli uffici di Deliveroo Italy con su scritto "siamo lavoratori non schiavi". Sulla pagina Fb di Deliveroo Strike Raiders hanno scritto:

"Durante il 'venerdì nero' hanno incrociato le braccia anche i lavoratori di Amazon a Piacenza, colpita anche in Germania, e sono stati organizzati numerosi picchetti della logistica davanti ai magazzini SDA, dove ci sono stati due feriti ai cancelli. Uniamoci nella protesta, assicuriamoci il nostro futuro."

Merita inoltre di essere ricordato lo sciopero degli operai della Same, che hanno organizzato nello stesso giorno un corteo per le strade di Treviglio (a cui hanno partecipato anche altre fabbriche di Bergamo) contro l'aumento dell'età pensionabile, in continuità con quanto deciso dall'assemblea nazionale dei metalmeccanici del "sindacato è un'altra cosa" tenuta a Firenze il 13 novembre, e che ha visto i delegati di alcune importanti fabbriche condividere "l'urgenza di mobilitarsi sul tema delle pensioni" invitando "i delegati e le delegate di altre fabbriche e di altre categorie a partecipare a un percorso comune di mobilitazione."

Dal ventre della balena

Inflazione su, paghe giù, il sindacato non c'è più

L'inflazione è salita al 12%, e non c'è nessuna richiesta sindacale, nessuna piattaforma straordinaria, per un adeguamento generalizzato dei salari dei lavoratori dipendenti chiesto all'insieme dell'associazioni delle imprese, per i necessari aumenti e adeguamenti dei salarti ai prezzi fissati e voluti dalle stesse imprese, nel loro sistema di libero mercato. Le imprese hanno aumentato i prezzi e ora vendono meno perché i lavoratori hanno meno soldi per compare. L'italia [...]

29 Ottobre 2022

Sullo sciopero del 16 dicembre

Sciopero necessario, finalmente. Ma andava proclamato prima. Dichiarazione di Eliana Como. Di seguito articoli sulla stampa che la riprendono. "Meglio tardi che mai, ma lo sciopero dovevamo averlo dichiarato molto prima, anche senza Cisl e Uil. Uno sciopero a ridosso di Natale, il 16 dicembre, a finanziaria quasi approvata, per quanto necessario, rischia di non essere efficace e non aiuta nel rapporto con i lavoratori e le lavoratrici [...]

07 Dicembre 2021

Una strana follia possiede le classi operaie delle nazioni in cui regna la civiltà capitalistica. Questa follia porta con sé miserie individuali e sociali che da due secoli torturano l'infelice umanità. Questa follia è l'amore per il lavoro, la passione esiziale del lavoro, spinta fino all’esaurimento delle forze vitali dell'individuo e della sua progenie. Anziché reagire contro questa aberrazione mentale, i preti, gli economisti ed i moralisti hanno proclamato il lavoro sacrosanto.
Paul Lafargue, Il diritto all'ozio, 1887
Mondo chiuso, ai margini della società, spossessato della sua identità, l'ambiente operaio non ha altra risorsa, per ritrovare la speranza e la vita, se non le sue sofferenze e le sue lotte. E' questa lenta evoluzione che dobbiamo infine descrivere. I nuovi "barbari" alle porte della città passano dalla ribellione all'organizzazione, rifiutando una società che li esclude. Questo ambiente eterogeneo, in via di proletarizzazione, inserito come un corpo estraneo nella vecchia o nella nuova rete urbana, viene molto presto considerato dai possidenti, come un focolaio di criminalità. La classe lavoratrice diviene classe pericolosa.
J.P. Rioux, La rivoluzione industriale, 1971
Gli operai nella fabbrica non vanno per fare le inchieste, ma perché ci sono costretti. Il lavoro non è un modo di vivere, ma l'obbligo di vendersi per vivere. Ed è lottando contro il lavoro, contro questa vendita forzata di se stessi che si scontrano contro le regole della società. Ed è lottando per lavorare meno, per non venire più avvelenati dal lavoro che lottano anche contro la nocività. Perché nocivo è alzarsi tutte le mattine per andare a lavorare, nocivo è seguire i ritmi, i modi della produzione, nocivo è fare i turni, nocivo è andarsene a casa con un salario che ti costringe il giorno dopo a tornare in fabbrica.
Assemblea autonoma di P. Marghera, 1974
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