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Torino: la lotta è nelle strade e non si fermerà

Nella città più cassaintegrata del paese e tra le più povere del Nord Italia, i confederali hanno aperto la "Vertenza Torino", organizzando una processione-sfilata per il prossimo 13 dicembre. I sindacati denunciano la perdita di quasi diecimila posti di lavoro dal 2008 al 2018 e dichiarano che le situazioni di crisi in corso coinvolgono circa 4 mila lavoratori (i settori in difficoltà vanno dall'industria all'edilizia, dalla grande distribuzione al terziario, dalla sanità alla pubblica amministrazione, con i casi Fca, Embraco, Lear, Manital e Auchan).

Dal canto suo, anche Intesa San Paolo dice di voler contribuire al contrasto della povertà e perciò ha organizzato un pranzo per trecento persone e famiglie in situazioni difficili presso la sede torinese della banca nel grattacielo di Renzo Piano.

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Report sulle piazze globali

Cile, Colombia, Hong Kong, Tunisia, Algeria, Iraq, Iran, Grecia, Francia…

Difficile seguire e dare notizia di tutte le rivolte, gli scioperi e le manifestazioni che stanno scoppiando ai quattro angoli del mondo negli ultimi mesi. Alcune considerazioni di massima le abbiamo fatte nell'articolo "Un mondo in rivolta", a cui rimandiamo i lettori; adesso cerchiamo di fare una breve cronologia, non certo esaustiva, degli ultimi avvenimenti, ribadendo che il filo rosso che li unisce tutti è l'ampliarsi della forbice tra i redditi (1/99%), con la relativa scomparsa delle mezze classi.

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#McStrike. Giornata di azione globale dei lavoratori dei fast-food!

Martedì 12 novembre è stata una giornata d'azione dei lavoratori dei fast-food, che si sono mobilitati in tutto il mondo contro il gigante del panino. Il movimento, nato a New York nel 2012 da poche decine di lavoratori, si è esteso a tutti gli Stati Uniti e oltre, arrivando a coinvolgere decine di migliaia di salariati.

I lavoratori di Detroit, riuniti sotto la sigla #FightFor15, ieri sono scesi in sciopero marciando per le strade della città per denunciare le molestie sessuali subite da alcune lavoratrici da parte dei capi dei ristoranti, e per chiedere aumenti salariali e la libertà di organizzazione sul posto di lavoro. Gli slogan urlati sono stati "I believe that we will win!" e "On strike! On Strike! For $15 and union rights!".

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Iran. La protesta si allarga

La rabbia per l'aumento del prezzo della benzina esplode in altre città, i pasdaran minacciano i manifestanti, il governo risponde con repressione e aiuti anticipati ai poveri. Le Nazioni Unite fanno appello alla calma. Ma la situazione economica è al collasso a causa delle sanzioni Usa e l'uscita di Washington dall'accordo sul nucleare del 2015.

Non si placa la protesta in Iran, partita lo scorso venerdì dopo l'annuncio della riduzione dei sussidi per il carburante e il conseguente aumento del prezzo della benzina. Anzi, si allarga. Nonostante il tentativo governativo di arginarla, con la forza della polizia e bloccando internet in quasi tutto il paese, ieri altre città si sono unite alle manifestazioni di piazza.

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Scioperi e blocchi ad Amazon nel giorno del Black Friday

Manifestazioni in Europa e negli Stati Uniti contro il colosso dell’e-commerce, verso l’organizzazione di un coordinamento internazionale dei lavoratori.

In tutto il Regno Unito è stata organizzata una serie di proteste operaie in coincidenza con il Black Friday e il Cyber ​​Monday 2019, per denunciare le pessime condizioni di lavoro. "I lavoratori si rompono le ossa, svengono e vengono portati via in ambulanza", ha affermato un rappresentante del sindacato inglese GMB: negli ultimi tre anni ci sono state oltre 600 chiamate di ambulanze nei magazzini inglesi di Amazon.

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