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Sciopero dei rider di Deliveroo a Torino

Ieri a Torino, in occasione della promozione di Grom "1/2 kg di gelato a solo 1€" (che ha registrato oltre un centinaio di ordinazioni), Deliveroo, già partner della gelateria, ha deciso di offrire il servizio di consegna in una fascia oraria speciale, dalle 15 alle 17, chiamando a lavoro gran parte dei suoi fattorini, che hanno invece promosso e raggiunto il blocco del sevizio: tredici rider su quindici si sono rifiutati di accettare gli ordini ed oltre 60 consegne sono rimaste inevase. L'iniziativa è una prima risposta al silenzio dell'azienda riguardo le rivendicazioni avanzate il 24 settembre scorso dai lavoratori autorganizzati. Come leggiamo nella nota pubblicata sulla pagina Fb "Deliverance Project", i rider chiedono un monte ore garantito, il bonus in caso di pioggia, il bonus straordinari, l'esatta indicazione dei parametri di rating applicati ai lavoratori, limiti alle distanze e l'informativa societaria sulla privacy.

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Food delivery: lavoratori cinesi in sciopero contro il peggioramento delle condizioni di lavoro

In Cina sono circa tre milioni i lavoratori impiegati nella consegna di pasti a domicilio che ogni giorno scorrazzano per le strade del paese, cercando di rispettare le tempistiche imposte da aziende come Meituan, Ele.me, Waimai, le tre più grandi del settore. Ma il continuo peggioramento delle condizioni di lavoro scatena proteste e mobilitazioni.

Il 4 settembre scorso un gruppo di driver di Ele.me, l'azienda che col motto "Make Everything (in) 30min" si è diffusa nel giro di 8 anni in 2000 città cinesi, ha manifestato per le strade di Pechino per la mancata corresponsione del salario. In agosto la ditta subappaltatrice per cui sono impiegati aveva dichiarato di non avere i soldi per pagare gli ultimi due stipendi, proponendo in cambio le auto con cui i fattorini effettuano le consegne. I lavoratori si sono invece rivolti alla commissione locale per le controversie sul lavoro ottenendo l'intervento dell'azienda madre, che però ha calcolato al ribasso il dovuto provocando la protesta per le vie della capitale. A seguito della manifestazione, le due aziende hanno promesso l'immediato pagamento dei salari.

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Lo sciopero dei tessili di Mahalla al-Kubra contagia l'Egitto

Delta del Nilo. Da 13 giorni nella fabbrica, l'azienda rifiuta il negoziato. La solidarietà di altri lavoratori

Cresce e si espande la lotta degli oltre 16mila lavoratori tessili della Misr Spinning and Weaving Company, a Mahalla al-Kubra, ormai al tredicesimo giorno di sciopero. Negli ultimi giorni l'azienda per rappresaglia ha imposto il distacco della corrente elettrica agli stabilimenti presidiati 24 ore su 24 dagli operai e, nonostante la mediazione di diversi parlamentari, si è rifiutata di negoziare qualsiasi soluzione fino a quando non sarà ripresa la produzione.

Per contro, negli ultimi giorni migliaia di operai sono usciti più volte in corteo dalla fabbrica per protestare sotto gli edifici della direzione aziendale, raggiunti da un gran numero di familiari e concittadini solidali. Tra gli slogan il grido "Ladri! Ladri!", riferito ai dirigenti che vorrebbero negare gli aumenti adducendo presunte perdite nei bilanci.

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4 settembre: giornata Internazionale dei Lavoratori dei Fast Food

Dal 2014, i lavoratori dei fast food di tutto il mondo hanno unito le forze in una crescente campagna internazionale. Ciò ha coinvolto i sindacati nazionali affiliati a IUF (Associazione internazionale dei sindacati dei settori ristorazione, alberghi, catering e agricoltura) che si occupano di questioni quali il diritto di aderire o di formare un sindacato, il pagamento di salari bassi e inadeguati al lavoro svolto, contratti applicati unilateralmente senza orari minimi garantiti e occupazione precaria.

Recentemente, nel Regno Unito, una lunga campagna del sindacato BFAWU contro i "contratti a zero ore" ha portato McDonald's a stipulare contratti fissi con un numero minimo di ore garantite; in Germania, il sindacato NGG è in conflitto con i datori di lavoro sulla giusta remunerazione e sul salario per i lavoratori dei fast food; in Indonesia, FSPM è impegnato a far rispettare i diritti fondamentali per i lavoratori della catena dei fast food locali

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Francia: riparte la lotta contro la Loi Travail

"Secondo avvertimento". Così la Francia torna in piazza, martedì 12 settembre, contro il presidente Macron e la sua seconda controriforma del lavoro in pochi mesi.

Il nuovo testo riprende di fatto le norme cancellate a seguito delle proteste di piazza della primavera contro la prima Loi Travail.

Dopo aver già allentato i vincoli di licenziabilità per i lavoratori, ora Macron punta a estendere la contrattazione solo aziendale anche alle imprese medio-piccole, con una conseguente riduzione d'importanza dei contratti nazionali, oltre a depotenziare il ruolo delle rappresentanze sindacali, oltre a facilitare il lavoro domenicale e festivo.

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