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Dal ventre della balena

Il posto a tavola. Landini, la Cgil e il governo

Una (breve) nota di Luca Scacchi, Direttivo nazionale CGIL.

Qui il PDF.

Qualche settimana dopo la costituzione del nuovo governo Conte bis, Crozza ha realizzato la cena delle beffe: un Salvini solo e sotto la pioggia guarda dietro a una vetrina i protagonisti della nascita del nuovo esecutivo bere, mangiare, ridere e scherzare. Sono Conte, Grillo, Zingaretti, Berlusconi, Gentiloni, Mattarella e… Landini. Il quale ricorda a tutti di aver fatto la ola con la Camusso, ma anche che tra gli operai la Lega è ancora forte…. "sembra me negli anni novanta". Come spesso accade, con le sue caricature Crozza riesce a cogliere l'anima di un passaggio politico.

Nella crisi estiva, infatti, la CGIL si è seduta a pieno titolo intorno a quel tavolo. Prima sospingendo la formazione di un nuovo esecutivo (anche con le dichiarazioni pubbliche di Landini, proprio nei momenti cruciali in cui la segreteria PD non era convinta della soluzione e non era convinta di Conte). Poi instradando alcuni suoi cardini programmatici, a partire dalla defiscalizzazione dei salari come strumento per aumentare i redditi.

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Precari scuola. Milano, 15 dicembre

Un appello e un appuntamento per una reale stabilizzazione e per respingere l'autonomia differenziata.

A fronte dell'intesa sindacale e poi della presentazione del decreto precari, in diverse realtà del paese si è sviluppata una mobilitazione per la stabilizzazione nella scuola. In diversi casi, ad esser protagonisti sono stati comitati e coordinamenti che hanno riunito delegati/e, lavoratori e lavoratrici, al di là delle proprie appartenenze sindacali, intorno a piattaforme ed obbiettivi di lotta. Come area sindacale, abbiamo sempre ritenuto queste esperienze importanti. Quattro coordinamenti precari hanno quindi deciso in questi giorni, parallelamente al percorso di approvazione del DL 129 sul precariato nella scuola e dintorni, di lanciare un appello e convocare un'assemblea nazionale domenica 15 dicembre 2019 a Milano. Condividendone pienamente l'impianto e sostenendo come sempre ogni percorso di autorganizzazione e di lotta, come RiconquistiamoTutto nella FLC pubblichiamo questo appello e invitiamo tutte le realtà a partecipare all'appuntamento di Milano.

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Non si può trattare con questi dirigenti Piaggio

Lunedì 21 ottobre sciopero e presidio in difesa di Massimo Cappellini, RSU sospesa per ritorsione dall'azienda.

Le montature dei dirigenti aziendali contro Cappellini sono il tentativo di colpire, intimidire e neutralizzare con la minaccia di licenziamento il delegato più rappresentativo delle lotte dei lavoratori in questi anni. Un tentativo strategico e classico dei padroni per fermare le rivendicazioni e le proteste operaie mettendo a tacere chi ne è il portavoce riconosciuto. Un attacco che nella storia è sempre stato considerato dai sindacati tra i più pericolosi, perché ne mette a rischio l'esistenza stessa. Oggi, invece, a questo attacco la maggioranza della RSU e dei sindacati provinciali hanno fatto seguire un silenzio sconcertante e inaccettabile, hanno ignorato ogni sollecitazione in questo senso e hanno addirittura continuato a tenere rapporti con l'azienda come se niente fosse accaduto.

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1 maggio: il nostro futuro è nel nostro passato!

Per un 1 maggio internazionale, di lotta, per la difesa del salario e la riduzione dell'orario di lavoro.

Scarica il volantino in pdf.

1 maggio. Questa data si è imposta alla fine dell'800, durante una lunga depressione, quando venne individuata da alcuni sindacati USA come giornata di lotta per "le 8 ore": una rivendicazione che ricomponeva uomini e donne, professionali e manovali, migranti e americani. L'indignazione per i 5 di Haymarket Square (attivisti impiccati per i disordini del 1 maggio 1886 a Chicago) la diffuse in tutto il mondo, simbolo di resistenza allo sfruttamento e di ricomposizione del lavoro. Il 1 maggio divenne così una giornata di lotta di tutti i lavoratori e le lavoratrici, indipendentemente dalla nazionalità e dalla professione: per difendere i salari, ridurre l'orario di lavoro, ribadire i diritti nel pieno di una grande crisi. Il 1 maggio deve riscoprire queste radici. Nel corso di una nuova lunga crisi mondiale, oggi come allora, la risposta deve essere in grado ricomporre la moltitudine del lavoro, senza rinchiudersi nella difesa di singole categorie o nazionalità.

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Cgil, parla l'opposizione: "Davvero credete al Landini movimentista?"

Eliana Como: "in Riconquistiamo tutto siamo per una Cgil più radicale, Colla moderato e Landini continuità con Camusso

E' l'unica opposizione ufficiale interna alla Cgil, raggruppa circa il 2% dei consensi del sindacato e ha presentato un documento congressuale alternativo a quello della maggioranza dal titolo "Riconquistiamo tutto". Numeri piccoli, dunque, se paragonati al muro granitico del 98% con cui è stato approvato il documento di maggioranza, "Il lavoro è", firmato dal leader uscente Susanna Camusso, che però non ha impedito che il sindacato si spaccasse e che, al momento, fossero formalizzate ad un congresso Cgil due candidature alternative, quella di Maurizio Landini e quella di Vincenzo Colla.

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Cgil, il derby Landini-Colla spiegato (forse) bene

Congresso Cgil, ancora aperta la gara per il posto di segretario generale. Nella sinistra sindacale c'è chi sta con Landini, chi sceglie Colla e chi resta alternativo

Congresso Cgil, a poco più di due settimane dalla diciottesima assise nazionale del più grande sindacato italiano (Bari 22-25 gennaio) restano due le candidature, all'interno della stessa maggioranza (98% dei voti congressuali) per la corsa al posto di segretario generale: Landini e Colla. Landini, a lungo leader della Fiom, è stato proposto da Susanna Camusso, segretaria generale uscente, e dalla maggioranza della segreteria nazionale. Vincenzo Colla, ha esplicitato la sua solo nel corso dell'ultimo direttivo nazionale denunciando l'irritualità della mossa di Camusso a favore di Landini. Una rottura drammatica della maggioranza che si spaccò su un ordine del giorno al punto da sospendere la riunione del direttivo per 15 giorni. Era il mese di ottobre, in un autunno drammatico per le mosse del governo grilloleghista che di caldo ha avuto solo il confronto nelle stanze della Cgil, grande assente nelle piazze se non per la buona volontà dei militanti di base e dell'opposizione interna. I bene informati danno a Landini l'appoggio di 7 categorie attive – le più grandi in termini di iscritti – su 11 (Filcams, Fiom, Funzione Pubblica, Fisac, Flc, Flai, Nidil). Con Landini anche 17 regioni su venti, quasi tutte le camere del lavoro. Ma Colla, che ha ricordato le sue ragioni in una conferenza stampa prima di natale, ha dalla sua Fillea, Slc, Filt, Filctem, tre regioni e, soprattutto, lo Spi, il potente sindacato pensionati, più o meno la metà degli iscritti Cgil, che andrà al suo congresso nazionale (1200 tra delegati e invitati compresi tutti i volti più noti di Corso Italia), a Torino dal 9 all'11 gennaio.

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