chicago86

Dal ventre della balena

Troppi ancora lavorano, troppi sono senza salario e reddito! Il Governo intervenga. Altrimenti sciopero

Troppe aziende stanno ancora lavorando. Come purtroppo avevamo previsto il decreto sulla sospensione della produzione – che comunque è arrivato in colpevole ritardo – si sta rivelando inefficace. Il Dpcm 22 marzo 2020 consente infatti (art. 1 comma 1 punto d) a tutte le aziende di continuare l'attività, comprese quelle non escluse dal fermo, previa una semplice comunicazione al prefetto che si stia lavorando per una delle filiere essenziali. Solo in Lombardia sono arrivate 12.300 dichiarazioni al prefetto di aziende che intendono continuare – e stanno continuando, fino all'eventuale diniego del prefetto – l'attività (solo per fare qualche esempio: 4000 a Milano, 2850 a Brescia, 1800 a Bergamo, ma anche 2000 a Bologna, 1500 a Modena). La Confindustria continua nel suo atteggiamento scellerato: da un lato critica il provvedimento, dall'altro usa tutte le scappatoie presenti nello stesso decreto per non fermare la produzione, continuando ad alimentare una tragedia che va avanti giorno dopo giorno.

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GKN licenzia 20 lavoratori durante l'epidemia!

COMUNICATO RSU GKN

Gkn disdetta 20 Staff Leasing a fabbrica chiusa: da "essenziali" a esuberi è un attimo

Abbiamo ricevuto la notizia da parte di Gkn della disdetta del contratto commerciale con l'agenzia interinale Umana, che riguarda 20 lavoratori impiegati in staff leasing presso Gkn Firenze. Si tratta per quanto ci riguarda di 20 potenziali licenziamenti, anche se "mascherati" dalla forma contrattuale dello staff leasing.

Gkn poteva "liquidare" questi venti lavoratori con una semplice mail di disdetta commerciale. E l'ha fatto.

Il fatto che questo annuncio sia arrivato a fabbrica chiusa per cassa integrazione e mentre siamo tutti confinati a casa in isolamento, lo rende ancora più intollerabile.

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Un decreto tardivo e insufficiente: sciopero!

Contro un provvedimento che fa gli interessi di Confindustria e di tutto il padronato.

Dopo oltre venti ore dall'annuncio di sabato sera, è uscito un decreto pasticciato e parziale. Soprattutto, un decreto segnato da Confindustria e da tutto il padronato. Per far rientrare dalla finestra quello che Conte nel suo confuso discorso sembrava aver chiuso, allargando a dismisura settori esentati e scappatoie, anche chiedendo di slittare i tempi di entrata in vigore (ed infatti, comunque, le aziende potranno stare aperte sino a mercoledì 25). Un decreto, alla fine, in cui sono larghe le maglie e molteplici gli spazi per far continuare produzioni non essenziali. Con in più un potere discrezionale ed esorbitante ai Prefetti, chiamati indebitamente a verificare cosa sia realmente essenziale.

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Padroni criminali!

Striscione apparso ieri davanti alla sede della Confindustria di Bergamo, lungo l'autostrada (fonte: BGreport)

Bloccare le produzioni non essenziali. Rendere sicure quelle essenziali. Sosteniamo le mobilitazioni e gli scioperi

Ph: striscione apparso ieri davanti alla sede della Confindustria di Bergamo, lungo l'autostrada (fonte: BGreport)

Ieri l'ennesimo provvedimento del governo che, invece di chiudere i posti di lavoro non essenziali e imporre misure stringenti di sicurezza in quelli essenziali, si accanisce contro comportamenti individuali. Ancora misure limitative dei singoli (vietato fare attività fisica all'aperto) e nessuna restrizione per decreto ai datori di lavoro, lasciando loro la decisione se tenere aperto e in quali condizioni di sicurezza.

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Comunicati di sciopero dalle fabbriche (Coronavirus)

PROCLAMAZIONE UNANIME DELLA RSU FIM FIOM UILM ELECTROLUX SUSEGANA DEL 16 MARZO 2020 - SCIOPERO A OLTRANZA.

Nell'incontro tenutosi oggi tra direzione e RSU, l'Azienda ha comunicato che da martedì introduce l'orario a 6 ore con 2 ore di cassa integrazione, fino a venerdì 20, per tutti gli operai - con orario 7-13 e 13-19 (salvo poche deroghe) - il servizio mensa rimane chiuso, per limitare i luoghi di contagio.

Electrolux con ciò ritiene di aver applicato correttamente il protocollo confederale, con tutte le misure di sicurezza già adottate. La RSU ritiene che la sanificazione non sia comunque adeguata alle dimensioni del capannone.

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Note sul Protocollo Sicurezza: vincono i padroni

Alcuni appunti sul Protocollo sulla Sicurezza.

Questo Protocollo, parafrasando una nota pubblicità, potrebbe essere intitolato: con la pandemia, puoi! Abbiamo scioperato per fermare i settori produttivi non essenziali. Perchè stare a casa è l'unica reale misura di limitazione del contagio. Perchè per quanto vi sforziate di elaborare generici e contraddittori protocolli di sicurezza, fabbriche e uffici non possono essere resi in poche ore o giorni luoghi asettici, a contagio zero.

Stiamo entrando forse nella settimana del picco di contagio. Fermare la produzione di settori non essenziali era vitale.

I padroni hanno giocato la loro partita, come sempre. E hanno portato a casa il risultato. Che cosa hanno chiesto? Tutto e niente. La loro rivendicazione è in fondo sempre la stessa: "fare quello che ci pare". Tanto che hanno chiesto di potersi autocertificare. Un simile affronto gli è stato negato (ci mancava solo quello).

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