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Abbiamo 69mila buone ragioni!

L'assemblea dei delegati e delle delegate del 24 gennaio 2017 a Firenze.

Abbiamo 69mila buone ragioni!
Rilanciamo una campagna per la difesa delle condizioni di lavoro e il diritto al dissenso.

Nella assemblea del 6 dicembre a Firenze abbiamo lanciato la campagna per il NO al ccnl dei metalmeccanici firmato da FIM FIOM e UILM, sapendo che ci sarebbe stata negata qualsiasi agibilità e che sarebbe quindi stato difficile far arrivare ai lavoratori e alla lavoratrici la nostra posizione. I 69mila voti contrari all’accordo ci restituiscono altrettante buone ragioni per dare continuità a quell’appuntamento.Per questo ci siamo rivisti il 24 gennaio sempre a Firenze, invitando tutti quelli che hanno sostenuto la campagna per il NO a questo accordo a proseguire il confronto e dare una prospettiva alle nostre posizioni. Hanno partecipato oltre 80 delegati e delegate di tanti territori e fabbriche importanti, in particolare di GKN, Same, Fincantieri di Palermo e di Marghera, Fincantieri di Palermo e di Marghera, Piaggio, Continental, Motovario, Bonfiglioli, Ducati, IBM, Electrolux, Magneti Marelli di Napoli e Corbetta, Motori Minarelli, Brembo, Danieli, Piombino, INNSE e tanti altri di realtà più piccole tra Pisa, Lucca, Firenze, Venezia, Padova, Modena, Bologna, Parma, Bergamo, Brescia.

Il ccnl è stato approvato dall’80% dei votanti, è un dato di fatto. Ma il risultato politico del NO va ben oltre il 20% che è uscito dalla consultazione. Ovunque la posizione del NO è riuscita a essere presente nelle assemblee o con i volantinaggi, il risultato è stato ben superiore. La percentuale del NO è stata alta soprattutto nelle grandi fabbriche e in tanti grandi gruppi industriali, cioè proprio tra la base più militante e radicale del mondo metalmeccanico. Il fatto che il NO abbia raccolto oltre un terzo dei voti nelle grandi fabbriche è un elemento che rafforza le nostre ragioni. Così come, la maggiore la partecipazione al voto e la maggiore affermazione del SI proprio nelle piccole imprese la dice lunga sulla crisi di rappresentanza e di strategia di FIM FIOM e UILM.Il punto non è però mettere in discussione l’approvazione del contratto nazionale, dato che era ampiamente scontato, con la firma di tutte e tre le organizzazioni sindacali. Bensì cogliere il messaggio di insoddisfazione e dissenso che la larga affermazione del NO nei settori più combattivi ci restituisce, provando a dargli una prospettiva e trasformarlo in maggiore consapevolezza e militanza.

Non giureremo fedeltà al ccnl come ci chiede la stessa FIOM e lanciamo da questa assemblea una campagna di lunga durata per informare i lavoratori sugli effetti del ccnl e proseguire una contrattazione acquisitiva, attraverso la contrattazione di secondo livello e una azione sindacale quotidiana. Sarebbe paradossale accettare che il ccnl è modificabile in peggio con le deroghe, mentre non può essere migliorato con la contrattazione aziendale, laddove si determinano le condizioni di forza necessarie.

Nessuna organizzazione sindacale può pretendere questa linea. Così come non può pretendere di cancellare il diritto al dissenso. Per questo contrasteremo una applicazione del Testo Unico sulla rappresentanza che provi a impedirlo.

Il risultato del NO alla consultazione dei metalmeccanici deve essere praticato e riempito di contenuti, mettendo in gioco tutte le nostre capacità e le competenze anche materiali che la nostra area può avere. Ci impegniamo a condividere una sorta di piattaforma contrattuale comune per impedire in particolare: la richiesta di flessibilità e di straordinario da parte delle aziende; la programmazione della legge 104; la totale variabilità dei premi, l’assorbibilità dei minimi e lo sostituzione del salario con il welfare aziendale; la derogabilità a qualsiasi livello del contratto nazionale. Le condizioni di ciascuno sono diverse e non avremo ovunque gli stessi rapporti di forza, ma proveremo a portare avanti una linea e una pratica sindacale comune, ovunque possiamo. Non intendiamo astrarci dal contesto generale. Siamo consapevoli che le condizioni non saranno facili, i tempi saranno lunghi e non è pensabile invertire i rapporti di forza soltanto in una o due fabbriche. Per questo rilanciamo l’impegno condiviso da tutte e tutti a valorizzare e socializzare le esperienze positive, a dare reciproco sostegno alle diverse vertenze e esperienze di resistenza, intensificando i rapporti e il confronto tra delegati per rompere l’isolamento e rafforzare le singole esperienze, anche partecipando gli uni alle assemblee degli altri. Il messaggio che ci arriva dalla consultazione dei metalmeccanici e da altre significative vertenze contrattuali (per esempio quella dell’igiene ambientale e di Almaviva) parla anche della crisi di autorevolezza e di strategia del sindacato e deve essere organizzato e rappresentato. Questo ci conferma che è necessaria una nuova stagione di lotte e una vasta mobilitazione nel paese per i diritti e il salario, per il controllo degli orari, dei ritmi, delle condizioni di lavoro e dei tempi di vita, contro la precarietà e per la riconquista delle pensioni.

Rilanciamo, quindi, con Il sindacato è un’altra cosa la linea di opposizione dentro la CGIL e la FIOM in particolare, rivendicando democrazia e diritto al dissenso. Proveremo a dare continuità alla nostra proposta attraverso la pratica sindacale, sostenendo le vertenze nei posti di lavoro e organizzando una campagna per provare a intercettare quella vasta area di dissenso emersa dalla consultazione, anche attraverso manifesti e volantini e anche in vista del prossimo Congresso della CGIL. Ci riaggiorneremo con una terza assemblea nazionale da qui a qualche mese per fare un bilancio della nostra capacità di iniziativa e proseguire nel nostro percorso.

Non pensiamo che sarà facile, ma abbiamo 69.000 buone ragioni per andare avanti in direzione ostinata e contraria.

sindacatoaltracosa - OpposizioneCgil in FIOM

[tratto da https://sindacatounaltracosa.org]

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