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LOTTE IN CORSO

Questa sezione nasce per pubblicizzare al massimo le lotte operaie in corso. Lotte vere e significative non lamentele o semplici proteste, per queste ci sono già parecchi siti. Tutti possono partecipare allo sviluppo di questa sezione, avvisiamo però che il criterio di pubblicazione sarà selettivo e fedele al nostro "chi siamo e cosa vogliamo".

ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI

  • Sabato 14 Gennaio 2017
    Lazio

    Siamo i 1666 licenziati di Almaviva Contact di Roma.

    Secondo il Governo e la stampa dei suoi amici padroni, saremmo noi i colpevoli del nostro stesso licenziamento e non un'azienda che l'ha sempre voluto, che da anni usa questa minaccia per intascare soldi e commesse pubbliche, che da anni vessa i propri dipendenti e li mette gli uni contro gli altri. Un'azienda che mentre chiude le sedi di Roma e Napoli dove i lavoratori sono più anziani e le costano di più perché hanno ancora dei diritti, non si fa scrupolo di delocalizzare in Romania e chiedere ore di straordinario nelle sedi di Milano e Rende.

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  • Sabato 07 Gennaio 2017
    Generale

    Ieri sera, in una piazza Navona gelida, si è svolta un'iniziativa di lotta dei neo-licenziati di Almaviva a cui hanno partecipato anche alcuni solidali.

    Circa 80 lavoratrici e lavoratori hanno intonato slogan come "La gente come noi non molla mai!" e innalzato cartelli con scritto "1666 famiglie in mezzo alla strada." Da quel che sembra – parlando con alcuni di loro – la ristrutturazione aziendale non è dovuta ad un problema di commesse in quanto uno dei primi committenti è lo stato (ad esempio l'Inps). L'obiettivo è - e questo lo hanno capito bene gli ex dipendenti - abbassare il costo del lavoro; guarda caso, Almaviva ha aperto una nuova sede in Romania dove i salari sono più bassi.

    "I nostri dirigenti con stipendi da sei zeri" ha detto uno dei manifestanti "si sono permessi di venire a un tavolo ministeriale a dire che noi, che guadagniamo 600 euro al mese, ci dovevamo abbassare lo stipendio del 17 per cento. È una vergogna". Dopo il rumoroso presidio in piazza i manifestanti si sono diretti in Campidoglio dove una delegazione è stata ricevuta dal sindaco.

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  • Giovedì 29 Dicembre 2016
    Bangladesh

    Stefano Vecchia giovedì 29 dicembre 2016

    Nel cuore manifatturiero di Dacca, capitale del Bangladesh, gli operai fermano gli impianti dopo i licenziamenti di 121 operai. Scontri con le forze dell'ordine, serrate improvvise.

    Fabbriche costrette a fermarsi, scontri con le forze dell'ordine, serrate improvvise. Nel distretto industriale di Ashulia, cuore manifatturiero della capitale bengalese Dacca, è andata in scena la rivolta degli operai.

    E se oggi la situazione va lentamente normalizzandosi, con le produzioni che ripartono, torna ad alzarsi il velo sullo sfruttamento della manodopera nel Paese asiatico. Non tutte le fabbriche però tornano a "marciare". Restano ferme le cinquanta chiuse con la forza con il licenziamento di 1.500 lavoratori "colpevoli" di avere scioperato.

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  • Giovedì 15 Dicembre 2016
    Generale

    Si è tenuta a Firenze il 6 dicembre scorso l'assemblea nazionale dei delegati FIOM promotori dell'appello per il NO all'ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici sottoscritto il 26.11.16 da FIOM, FIM e UILM con Federmeccanica. E' stata un'assemblea caratterizzata dalla volontà delle decine di operai presenti di costruire una rete di comitati del NO nelle fabbriche e, per quanto riguarda i delegati FIOM, di non sottostare al divieto della direzione della FIOM di schierarsi per il NO; vari interventi, inoltre, hanno messo in luce la continuità tra questa battaglia e quella vittoriosa contro la riforma costituzionale del governo Renzi e dei suoi mandanti.

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  • Mercoledì 14 Dicembre 2016
    Generale

    Ieri una grande giornata di lotta quella dei dipendenti TIM di tutta Italia. Migliaia e migliaia di lavoratori in tantissime città: Roma, Napoli, Genova, Milano, Cagliari, Palermo, Ancona e tante altre. Uno sciopero riuscitissimo, con un'adesione stimata per il 70% dei dipendenti.

    Perché la rabbia è tanta dopo che l'azienda, due mesi fa, ha disdetto unilateralmente il contratto integrativo per scriverne uno nuovo, portando a: demansionamento fino a 2 livelli contrattuali con relativa riduzione economica; blocco scatti di anzianità; aumento della quota salariale legato alla produttività; controllo a distanza sia sui sistemi di produzione aziendale sia su sistemi informatici con utilizzo promiscuo (Pc, Web, Mail, Sistemi operativi, ecc); aumento effettivo dell'orario di lavoro; erosione in vari punti del salario accessorio; corresponsione di premi salariali legati alla produttività individuale (un cottimo di fatto).

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  • Mercoledì 30 Novembre 2016
    Stati Uniti d'America

    Il 29 novembre grande giornata di lotta per il salario negli States

    Per il quarto anno consecutivo migliaia di lavoratori hanno scioperato per ribadire le motivazioni della campagna Fight for 15, ovvero il salario minimo di 15 dollari l'ora e la possibilità di organizzarsi sindacalmente. Quest'anno, tra le parole d'ordine scandite, ci sono la fine delle violenze per mano della polizia, specialmente contro la popolazione di colore, e il no deciso alla deportazione dei lavoratori immigrati (soprattutto messicani). Lo sciopero è stato sostenuto dal sindacato Service Employees Union Internazionale (SEIU).

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  • Venerdì 18 Novembre 2016
    Piemonte

    Foodora punta a Roma e Firenze. E' facile crescere quando sono i lavoratori a sopportare tutti i rischi di fare impresa. Come è altrettanto facile isolare ed impedire di lavorare a chi tenta di alzare la testa.

    Vogliamo veramente accettare tutto questo?

    Uno storico sulla vicenda dei lavoratori torinesi di foodora forse può aiutare a capire meglio con chi abbiamo a che fare.

    E' ora di cambiare musica!

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  • Mercoledì 16 Novembre 2016
    Stati Uniti d'America

    Il 14 novembre scorso OUR Walmart ha lanciato WorkIt, un'applicazione per Android che connette i lavoratori e fornisce informazioni sui loro "diritti" nel luogo di lavoro.

    Alla Walmart consultare il manuale da 250 pagine sulla politica aziendale non è facile: bisogna accedere al terminale nell'ufficio del capo, entrare nell'intranet aziendale, e tenere sempre a mente che ogni ricerca sarà tracciata. Già da tempo i dipendenti della Walmart, tra i più attivi nella lotta per il living wage, si confrontano e si aiutano su forum e social network; le informazioni che si possono trovare in Rete sono moltissime, ma sparpagliate, caotiche e a volte imprecise. Per questo motivo, dicono i rappresentanti di Our Walmart, è nata WorkIt: per mettere a disposizione un hub centralizzato che possa rispondere velocemente ai quesiti posti e metta facilmente in comunicazione tra loro i lavoratori tramite chat di gruppo.

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  • Sabato 12 Novembre 2016
    Regno Unito

    di Jamie Woodcock – ricercatore alla London School of Economics

    A Londra la gig economy si sta espandendo rapidamente, in particolare per quanto riguarda la consegna di pasti a domicilio. L'azienda più grande è Deliveroo, con migliaia di fattorini in motorino o in bici sparpagliati in aree diverse, seguita da Uber, con la piattaforma rivale UberEATS. Più di recente, anche Amazon ha dato avvio a un servizio concorrente. Queste piattaforme di consegna di pasti funzionano da tramite tra ristoranti e consumatori, offrendo un servizio che si basa sull'esternalizzazione del lavoro materiale che serve per trasportare il cibo. Proprio come capita con il servizio taxi di Uber, che sostiene di non avere un rapporto di lavoro diretto con gli autisti né di possedere veicoli, i lavoratori sono falsamente classificati come autonomi.

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