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LOTTE IN CORSO

Questa sezione nasce per pubblicizzare al massimo le lotte operaie in corso. Lotte vere e significative non lamentele o semplici proteste, per queste ci sono già parecchi siti. Tutti possono partecipare allo sviluppo di questa sezione, avvisiamo però che il criterio di pubblicazione sarà selettivo e fedele al nostro "chi siamo e cosa vogliamo".

ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI

  • Martedì 31 Marzo 2015
    Argentina

    Argentina paralizzata. Bus, treni, metro, navi e aerei fermi, banche chiuse, grandi multinazionali bloccate, distribuzione delle merci interrotta.

    Lo sciopero è cominciato alle cinque di mattina con il blocco della autostrada Panamericana all'altezza della Lear Corporation. Migliaia i lavoratori che nel giorno del #Paro31M hanno incrociato le braccia per protestare contro le tasse sui salari, l'inflazione, i licenziamenti, e per ottenere l'aumento della paga minima.

  • Martedì 31 Marzo 2015
    Internazionale

    Da qualche settimana è iniziato il tam tam per l'organizzazione di un "Global Day of Action", il prossimo 15 aprile, di #FightFor15. La chiamata allo sciopero è diretta principalmente a cassieri e cuochi della ristorazione veloce, addetti alla vendita al dettaglio, fornitori di assistenza domiciliare, operatori aeroportuali; e a tutti quei lavoratori che lottano per 15 dollari l'ora e la libertà di formare un sindacato senza ritorsioni da parte dei datori di lavoro.

    #FightFor15 è nato nel novembre del 2012 organizzando circa 200 dipendenti dei fast food di New York City. Nel 2013 si è allargato, coinvolgendo migliaia di lavoratori in tutti gli Stati Uniti e dando vita ad uno sciopero nei ristoranti di oltre 150 città. Nel 2014 il movimento è diventato globale e ha lanciato il #FastFoodGlobal con scioperi e azioni di solidarietà in 33 paesi e 6 continenti.

  • Domenica 29 Marzo 2015
    Messico

    Lo sciopero nella valle di San Quintín nello stato messicano di Baja California, a 200 miglia a sud di San Diego, ha coinvolto 50.000 lavoratori agricoli.

    I braccianti, per più di una settimana, hanno interrotto la raccolta lasciando i prodotti a marcire nei campi e nelle serre. Si sono ribellati alle loro miserevoli condizioni di lavoro e di vita (abitazioni fatiscenti, servizi igienico-sanitari inadeguati, salari da fame, e spesso, modalità di lavoro che si avvicinano alla schiavitù), e hanno intrapreso coraggiose azioni di lotta tra cui il blocco della Transpeninsular Highway, un'arteria stradale fondamentale per il trasporto delle merci da Baja California agli Stati Uniti. Circa 200 i lavoratori arrestati e pesantemente maltrattati dalla polizia.

  • Lunedì 23 Marzo 2015
    Basilicata

    Alla FIAT di Melfi i sindacati ammessi al tavolo di Marchionne hanno firmato un accordo aziendale che stabilisce l'orario di lavoro su 20 turni settimanali, cioè la turnazione a ciclo continuo con esclusione della sola domenica mattina.Un accordo che ha ricevuto e riceverà il sostegno generale di istituzioni, forze politiche e mezzi di informazione.

  • Domenica 22 Marzo 2015
    Internazionale

    Dopo la riuscita mobilitazione organizzata dalla rete "Blockupy" a Francoforte, dove hanno sfilato precari, lavoratori organizzati e sindacati da tutta Europa, è arrivato il turno della Spagna.

    Nove le colonne di persone che, partite da diversi punti del paese, sono confluite ieri nella capitale spagnola. "La recessione non è finita" hanno gridato le migliaia di lavoratori, disoccupati e precari scesi in strada per prendere parte alla "Marchas de la Dignidad", in numero minore, ammettono gli organizzatori, rispetto all'anno scorso. La folla ha accusato il governo conservatore del primo ministro Rajoy, ma anche quello del suo predecessore socialista, di aver sprofondato il paese nella miseria; alcuni striscioni chiedevano lo sciopero generale e il motto della manifestazione era "Pan, trabajo, techo y dignidad". Dopo la marcia si sono verificati incidenti nel centro di Madrid tra gruppi di giovani e forze dell'ordine.

  • Giovedì 19 Marzo 2015
    Liguria

    Fincantieri. A Riva Trigoso e Muggiano i lavoratori protestano unitariamente. Ma i sindacati sono divisi. Piattaforme e assemblee separate "Si preparano a firmare la consegna all’impresa".

    Scioperi spontanei contro i microchip negli scarponi per controllare i lavoratori e la richiesta di oltre 100 ore di straordinario non retribuito. Nei tanti siti Fincantieri sparsi sulla penisola la tensione è al massimo. La trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale è vicina alla rottura. L'azienda guidata dall'inossidabile boiardo di Stato Giuseppe Bono — uno che per lunghezza di mandato confermato dai vari governi farebbe impallidire anche Ercole Incalza, è amministratore delegato del gruppo da 13 ben anni — continua a chiedere flessibilità esasperata, tagli salariali, esternalizzazioni delle attività di scafo per quanto riguarda Riva Triogoso e la separazione del comparto della meccanica dal resto del cantiere.

  • Mercoledì 11 Marzo 2015
    Emirati Arabi Uniti

    Centinaia di lavoratori immigrati del settore edile hanno partecipato a una protesta davanti a un centro commerciale di Dubai per protestare contro i bassi salari e per chiedere di essere pagati per gli straordinari. Le proteste dei lavoratori, in gran parte immigrati indiani, pachistani e bangladesi, sono molto rare a Dubai dove in passato i lavoratori che hanno partecipato a scioperi sono stati sospesi dal lavoro, arrestati o espulsi dal paese.

    Le autorità hanno schierato la polizia antisommossa nel centro della città ed è stato bloccato il traffico per circa un'ora, per permettere ai lavoratori di negoziare il loro salario con il datore di lavoro. Dubai è uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti. Secondo l'International trade union confederation, nei paesi del golfo milioni di lavoratori immigrati di origine asiatica o africana sono soggetti ad abusi da parte dei datori di lavoro tra cui stipendi non pagati, confisca dei passaporti, lavori forzati e maltrattamenti.

  • Giovedì 05 Marzo 2015
    Liguria

    Volantino per lo sciopero porti del 6 marzo 2015

    AL FIANCO DEI PORTUALI!
    CONTRO PRIVATIZZAZIONI E SFRUTTAMENTO!
    LA RESISTENZA DEVE ESSERE DI TUTTI I LAVORATORI!

    La manovra del governo Renzi sugli scali marittimi ha come obiettivo la cancellazione di quelle parti della legge 84/94 che, pur avviando la liberalizzazione degli scali, consentivano comunque alla CULMV di Genova di mantenere un ruolo a tutela di tutti i lavoratori portuali. Quella legge avviava un periodo in cui i lavoratori pur cedendo su parecchi diritti mantenevano una struttura operaia importante che il governo ora vuole abbattere.

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