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LOTTE IN CORSO

Questa sezione nasce per pubblicizzare al massimo le lotte operaie in corso. Lotte vere e significative non lamentele o semplici proteste, per queste ci sono già parecchi siti. Tutti possono partecipare allo sviluppo di questa sezione, avvisiamo però che il criterio di pubblicazione sarà selettivo e fedele al nostro "chi siamo e cosa vogliamo".

ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI

  • Mercoledì 30 Novembre 2016
    Stati Uniti d'America

    Il 29 novembre grande giornata di lotta per il salario negli States

    Per il quarto anno consecutivo migliaia di lavoratori hanno scioperato per ribadire le motivazioni della campagna Fight for 15, ovvero il salario minimo di 15 dollari l'ora e la possibilità di organizzarsi sindacalmente. Quest'anno, tra le parole d'ordine scandite, ci sono la fine delle violenze per mano della polizia, specialmente contro la popolazione di colore, e il no deciso alla deportazione dei lavoratori immigrati (soprattutto messicani). Lo sciopero è stato sostenuto dal sindacato Service Employees Union Internazionale (SEIU).

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  • Venerdì 18 Novembre 2016
    Piemonte

    Foodora punta a Roma e Firenze. E' facile crescere quando sono i lavoratori a sopportare tutti i rischi di fare impresa. Come è altrettanto facile isolare ed impedire di lavorare a chi tenta di alzare la testa.

    Vogliamo veramente accettare tutto questo?

    Uno storico sulla vicenda dei lavoratori torinesi di foodora forse può aiutare a capire meglio con chi abbiamo a che fare.

    E' ora di cambiare musica!

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  • Mercoledì 16 Novembre 2016
    Stati Uniti d'America

    Il 14 novembre scorso OUR Walmart ha lanciato WorkIt, un'applicazione per Android che connette i lavoratori e fornisce informazioni sui loro "diritti" nel luogo di lavoro.

    Alla Walmart consultare il manuale da 250 pagine sulla politica aziendale non è facile: bisogna accedere al terminale nell'ufficio del capo, entrare nell'intranet aziendale, e tenere sempre a mente che ogni ricerca sarà tracciata. Già da tempo i dipendenti della Walmart, tra i più attivi nella lotta per il living wage, si confrontano e si aiutano su forum e social network; le informazioni che si possono trovare in Rete sono moltissime, ma sparpagliate, caotiche e a volte imprecise. Per questo motivo, dicono i rappresentanti di Our Walmart, è nata WorkIt: per mettere a disposizione un hub centralizzato che possa rispondere velocemente ai quesiti posti e metta facilmente in comunicazione tra loro i lavoratori tramite chat di gruppo.

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  • Sabato 12 Novembre 2016
    Regno Unito

    di Jamie Woodcock – ricercatore alla London School of Economics

    A Londra la gig economy si sta espandendo rapidamente, in particolare per quanto riguarda la consegna di pasti a domicilio. L'azienda più grande è Deliveroo, con migliaia di fattorini in motorino o in bici sparpagliati in aree diverse, seguita da Uber, con la piattaforma rivale UberEATS. Più di recente, anche Amazon ha dato avvio a un servizio concorrente. Queste piattaforme di consegna di pasti funzionano da tramite tra ristoranti e consumatori, offrendo un servizio che si basa sull'esternalizzazione del lavoro materiale che serve per trasportare il cibo. Proprio come capita con il servizio taxi di Uber, che sostiene di non avere un rapporto di lavoro diretto con gli autisti né di possedere veicoli, i lavoratori sono falsamente classificati come autonomi.

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  • Martedì 08 Novembre 2016
    Egitto

    di cattivipensieri

    A quasi 6 anni dalla rivoluzione che nel gennaio 2011 spodestò il presidente Mubarak, l'Egitto vede nelle ultime settimane un'accelerazione della crisi economica che da anni affligge il paese. Le misure di austerità, i tagli ai sussidi pubblici per l'acquisto dei beni di prima necessità (zucchero, farina, olio, benzina…) e la svalutazione della moneta legata alla concessione di un nuovo prestito da 12 miliardi di dollari da parte del Fondo Monetario Internazionale, aprono una spirale di rapido peggioramento delle condizioni di vita e sussistenza delle classi più povere del paese. L'esercito egiziano, attore di primo piano nell'economia nazionale, e le forze di sicurezza del presidente al-Sisi proseguono nella repressione delle manifestazioni di dissenso e dei tentativi di lotta delle organizzazioni dei lavoratori, attraverso arresti mirati, sparizioni forzate ed un controllo sempre più capillare del territorio.

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  • Sabato 05 Novembre 2016
    Piemonte

    Comunicato stampa:

    precisazioni sulla convocazione da parte di foodora di alcuni dei suoi lavoratori il 2 Novembre '16

    Avevamo accolto con spirito costruttivo quella che ingenuamente avevamo considerato un'apertura dell'azienda nei confronti dei suoi lavoratori. Pensavamo potesse essere una buona occasione per confrontarsi e discutere delle esigenze e delle difficoltà con cui ogni rider si confronta giornalmente.

    Invece quello a cui abbiamo partecipato ieri – mercoledì 2 Novembre – è stato un incontro in cui i vertici di foodora hanno dimostrato per l'ennesima volta la loro indifferenza rispetto alle istanze portate avanti dai suoi lavoratori ormai da quasi un mese.

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  • Martedì 01 Novembre 2016
    Marocco

    La rabbia della piazza si colora di protesta politica e scuote un Paese risparmiato da derive violente.

    "È un martire, vogliamo giustizia!" Lo urlano e lo ripetono i manifestanti che si sono raccolti, in piazza, a Casablanca, a pochi passi dalla vecchia medina. La folla blocca il traffico e ferma i tram, siede sull'asfalto, sulle rotaie. E' il giorno della rabbia, la folla chiede dignità, giustizia sociale, denuncia il sistema dei privilegi. Gli slogan vengono scritti in alcuni striscioni, sale la tensione con la polizia. Scene che inquietano quelle che arrivano dal Marocco, Paese che è riuscito ad alzare un muro su tensioni ed estremismi.

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  • Domenica 23 Ottobre 2016
    Internazionale

    Il 21 e il 22 ottobre si sono svolte due giornate di mobilitazione nazionale, indette da varie sigle del sindacalismo di base e dal "Coordinamento NO Sociale" contro le politiche del governo in materia di lavoro e, nello specifico, per lanciare un "NO secco al tentativo di Renzi di stravolgere la Costituzione e i diritti, a cominciare da quello del lavoro".

    I sindacati SI Cobas e ADL Cobas si sono accodati allo sciopero generale del 21, promosso da USB, Unicobas e USI, con una loro piattaforma che, tra i vari punti, fa proprio il "no al referendum costituzionale in nome degli interessi materiali dei lavoratori". In questa giornata molte sono state le iniziative davanti ai magazzini della logistica.

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  • Lunedì 17 Ottobre 2016
    Piemonte

    Ieri pomeriggio, incuriositi dall'appello rivolto a "tutti i lavoratori che pagano il prezzo della precarietà sulla loro pelle, nelle proprie vite", siamo andati al presidio dei rider di Foodora nel centro di Torino, in Piazza Castello. Siamo arrivati verso le 16.00 e pian piano abbiamo visto crescere il sit-in: i ragazzi in bicicletta con le magliette rosa e le bandiere "Foodora Et labora" si son fatti sempre più numerosi ed è spuntata la telecamera del Tg3. Nel frattempo abbiamo avuto modo di parlare con qualche lavoratore e di farci raccontare com'è iniziata la vertenza e quali sono gli obiettivi della lotta.

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