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LOTTE IN CORSO

Questa sezione nasce per pubblicizzare al massimo le lotte operaie in corso. Lotte vere e significative non lamentele o semplici proteste, per queste ci sono già parecchi siti. Tutti possono partecipare allo sviluppo di questa sezione, avvisiamo però che il criterio di pubblicazione sarà selettivo e fedele al nostro "chi siamo e cosa vogliamo".

ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI

  • Sabato 24 Gennaio 2015
    India

    Maruti IndiaPer attirare gli investitori in India, il primo ministro Narendra Modi propone di aumentare la flessibilità lavorativa. Come dimostra l'importante sciopero del 2011-2012 alla Maruti-Suzuki, i giochi non sono del tutto fatti. Solidarietà tra precari e dipendenti, rinnovamento sindacale: i giovani lavoratori resistono e sconvolgono il repertorio tradizionale della lotta in fabbrica.

    Sesto produttore mondiale con due milioni di autoveicoli costruiti nel 2013 (1), l'India spera di salire al quarto posto entro il 2016. La riforma del lavoro presentata a ottobre 2014 dal nuovo primo ministro Narendra Modi dovrebbe favorire un ritorno alla crescita pari a quella che il settore ha conosciuto negli anni 2000 (nell'ordine dell'8% l'anno in media). Essa impone la diminuzione degli ispettorati del lavoro, la "semplificazione" di alcune leggi, l'allungamento della durata dell'apprendistato, spingendo al ricorso sistematico a una mano d'opera non stabile e pagata meno (2).

  • Venerdì 23 Gennaio 2015
    Brasile

    manifestazioni Brasile #ContraTarifaTornano nelle strade gli abitanti di San Paolo e Rio de Janeiro per protestare contro l'aumento delle tariffe dei trasporti pubblici. A pochi mesi dalle grandi manifestazioni che paralizzarono il paese, migliaia di persone sono di nuovo scese in piazza contro i rincari di autobus, treni urbani e metropolitane. Il movimento #ContraTarifa chiede l'accesso libero ai trasporti e ha lanciato l'hashtag #TarifaZero. Il biglietto dei mezzi pubblici è salito da 3 reales a tre reales e mezzo e i più colpiti dal rincaro sono gli abitanti delle periferie povere.

    Nella giornata di ieri sette manifestazioni simultanee, partite da diversi punti della periferia di San Paolo, hanno raccolto 10 mila persone. Un esempio di sciopero sociale ben riuscito. Per oggi, venerdì 23 gennaio, è stata indetta una giornata nazionale di protesta: Ato Nacional #ContraTarifa em 8 cidades brasileiras.

  • Lunedì 19 Gennaio 2015
    Perù

    Manifestazioni a lima - Fonte: MaldeOjo Foto"Se non c'è giustizia per il popolo, non ci sarà pace per il governo!": scontri e arresti a Lima per la quarta marcia contro la Legge Pulpìn.

    Tornano a marciare i giovani peruviani, nella quarta marcia contro la legge Pulpìn, che riforma il mercato del lavoro.

    L'avevano annunciato sui social network, "non sarà una passeggiata! Non lasceremo che ci facciano fare solo un tour per Lima! Abbiamo deciso che la nostra destinazione deve essere il luogo dove questa legge è stata promulgata, il Congresso!".

    Ma quando i due tronconi si sono riuniti per dirigersi verso il congresso si sono trovati davanti un imponente schieramento di forze dell'ordine, circa 500 poiliziotti, che sbarravano il cammino.

  • Mercoledì 14 Gennaio 2015
    Regno Unito

    Traffico in tilt a Londra per lo sciopero di 24 ore convocato dal sindacato dei trasporti UNITE per chiedere l'applicazione di un unico contratto e di analoghe condizioni di lavoro e stipendi per tutti i lavoratori degli autobus cittadini. Nella capitale infatti i circa 27mila dipendenti delle 18 compagnie private che gestiscono il trasporto pubblico hanno retribuzioni e regole contrattuali molto diverse tra loro (fino a 3 sterline di differenza per un'ora di lavoro). Una condizione che rischia di diventare normale anche in Italia se i processi di privatizzazione andranno avanti.

    Secondo quanto riferisce il Telegraph UNITE dichiara che circa 20mila lavoratori hanno incrociato le braccia. Sono stati organizzati picchetti davanti a oltre 70 rimesse e – secondo Transport for London – circa due terzi dei bus sono rimasti fermi causando "danni significativi al servizio bus a Londra".

  • Martedì 13 Gennaio 2015
    Cina

    scioperi in Cina nel 2014 - China Labour Bulletin1378, questo il numero degli scioperi in Cina nel 2014 secondo il China Labour Bulletin di Honk Kong. Quasi il doppio rispetto all’anno precedente. I nuovi dati raccolti evidenziano inoltre un’accelerazione della tendenza: nell’ultimo trimestre dell’anno i numeri sono triplicati rispetto allo stesso periodo del 2013.

    I lavoratori cinesi scesi in sciopero - operai, camionisti, insegnanti, lavoratori edili, minatori, ecc. - rivendicano salari più alti, arretrati e pensioni. Attraverso l’utilizzo di smartphone e social network, le mobilitazioni si sono diffuse di fabbrica in fabbrica, espandendosi oltre la provincia industriale del Guangdong, da sempre epicentro delle proteste. Scioperi sono stati indetti infatti anche nelle ricche province di Jiangsu e Shandong, nonché nella Cina centrale nella più povera Henan.

  • Martedì 13 Gennaio 2015
    Toscana

    "Se toccano uno toccano tutti". Con questo slogan si potrebbe riassumere lo spirito dell'assemblea organizzata dal Coordinamento No Jobs Act del 10 gennaio scorso. Il saloncino del Dopo Lavoro Ferroviario di Via Alamanni è stato invaso da 120 persone: lavoratori, militanti sindacali, studenti, e militanti politici. Segno che, nonostante la deriva razzista che ha invaso il dibattito politico pubblico in questi ultimi, l'attenzione intorno alla riforma del lavoro non è affatto calata.

    Costruire l'opposizione al Jobs Act partendo dalle lotte che investono il tessuto produttivo: questo l'intento degli organizzatori dell'assemblea.

  • Sabato 13 Dicembre 2014
    Generale

    Lo sciopero generale indetto da CGIL e UIL per il 12 dicembre ha avuto una buona partecipazione, anche se i cortei organizzati dai confederali sono risultati abbastanza fiacchi e poco combattivi. Secondo i dati disponibili ci sono state mobilitazioni in 54 piazze, voli cancellati, treni fermi, metro chiuse e autobus nei depositi lungo tutta la penisola.

    A Torino, Milano e Bologna si sono verificati scontri con le forze dell'ordine; a Roma la polizia è intervenuta violentemente per sgomberare un edificio occupato nella stessa giornata; a Napoli la celere ha impedito al corteo degli studenti di entrare in piazza Matteotti e ha blindato la stazione ferroviaria. A Bari i lavoratori incazzati hanno cacciato dalla piazza un impaurito Massimo D'Alema.

  • Domenica 30 Novembre 2014
    Stati Uniti d'America

    Saranno almeno 150 le città interessate dallo sciopero dei Fast Food il prossimo 4 dicembre. I lavoratori rivendicano un salario minimo di 15 dollari l'ora e il diritto ad organizzarsi sindacalmente. La data della manifestazione è stata votata all'unanimità durante una "conference call" il 25 novembre scorso, a pochi giorni di distanza dal secondo anniversario della prima azione di lotta.

    Il 29 novembre 2012 duecento lavoratori di diversi ristoranti di New York parteciparono allo sciopero della categoria. Da allora il movimento ha continuato a crescere, trovando l'appoggio del sindacato dei servizi SEIU e coinvolgendo migliaia di lavoratori negli Stati Uniti.

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