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LOTTE IN CORSO

Questa sezione nasce per pubblicizzare al massimo le lotte operaie in corso. Lotte vere e significative non lamentele o semplici proteste, per queste ci sono già parecchi siti. Tutti possono partecipare allo sviluppo di questa sezione, avvisiamo però che il criterio di pubblicazione sarà selettivo e fedele al nostro "chi siamo e cosa vogliamo".

ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI

  • Domenica 29 Marzo 2015
    Messico

    Lo sciopero nella valle di San Quintín nello stato messicano di Baja California, a 200 miglia a sud di San Diego, ha coinvolto 50.000 lavoratori agricoli.

    I braccianti, per più di una settimana, hanno interrotto la raccolta lasciando i prodotti a marcire nei campi e nelle serre. Si sono ribellati alle loro miserevoli condizioni di lavoro e di vita (abitazioni fatiscenti, servizi igienico-sanitari inadeguati, salari da fame, e spesso, modalità di lavoro che si avvicinano alla schiavitù), e hanno intrapreso coraggiose azioni di lotta tra cui il blocco della Transpeninsular Highway, un'arteria stradale fondamentale per il trasporto delle merci da Baja California agli Stati Uniti. Circa 200 i lavoratori arrestati e pesantemente maltrattati dalla polizia.

  • Lunedì 23 Marzo 2015
    Basilicata

    Alla FIAT di Melfi i sindacati ammessi al tavolo di Marchionne hanno firmato un accordo aziendale che stabilisce l'orario di lavoro su 20 turni settimanali, cioè la turnazione a ciclo continuo con esclusione della sola domenica mattina.Un accordo che ha ricevuto e riceverà il sostegno generale di istituzioni, forze politiche e mezzi di informazione.

    Ma già nelle assemblee, tenute per pura informazione, i lavoratori hanno contestato duramente i contenuti dell'accordo e i rappresentanti sindacali che l'hanno firmato. Date le condizioni molto difficili presenti in FIAT, questa prima reazione è stato un chiaro segnale di resistenza, che è andato ben al di là delle previsioni di FIAT e sindacati e ha aperto una situazione nuova nella fabbrica di Melfi.

  • Domenica 22 Marzo 2015
    Internazionale

    Dopo la riuscita mobilitazione organizzata dalla rete "Blockupy" a Francoforte, dove hanno sfilato precari, lavoratori organizzati e sindacati da tutta Europa, è arrivato il turno della Spagna.

    Nove le colonne di persone che, partite da diversi punti del paese, sono confluite ieri nella capitale spagnola. "La recessione non è finita" hanno gridato le migliaia di lavoratori, disoccupati e precari scesi in strada per prendere parte alla "Marchas de la Dignidad", in numero minore, ammettono gli organizzatori, rispetto all'anno scorso. La folla ha accusato il governo conservatore del primo ministro Rajoy, ma anche quello del suo predecessore socialista, di aver sprofondato il paese nella miseria; alcuni striscioni chiedevano lo sciopero generale e il motto della manifestazione era "Pan, trabajo, techo y dignidad". Dopo la marcia si sono verificati incidenti nel centro di Madrid tra gruppi di giovani e forze dell'ordine.

    Un'altra importante manifestazione contro l'austerità è stata organizzata ieri in Canada, a Montreal, il centro più popoloso della provincia del Québec. Dato che nessun percorso era stato autorizzato, la polizia ha dichiarato illegale la dimostrazione che però è stata tollerata vista la presenza di migliaia di persone, famiglie comprese.

  • Giovedì 19 Marzo 2015
    Liguria

    Fincantieri. A Riva Trigoso e Muggiano i lavoratori protestano unitariamente. Ma i sindacati sono divisi. Piattaforme e assemblee separate "Si preparano a firmare la consegna all’impresa".

    Scioperi spontanei contro i microchip negli scarponi per controllare i lavoratori e la richiesta di oltre 100 ore di straordinario non retribuito. Nei tanti siti Fincantieri sparsi sulla penisola la tensione è al massimo. La trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale è vicina alla rottura. L'azienda guidata dall'inossidabile boiardo di Stato Giuseppe Bono — uno che per lunghezza di mandato confermato dai vari governi farebbe impallidire anche Ercole Incalza, è amministratore delegato del gruppo da 13 ben anni — continua a chiedere flessibilità esasperata, tagli salariali, esternalizzazioni delle attività di scafo per quanto riguarda Riva Triogoso e la separazione del comparto della meccanica dal resto del cantiere.

  • Mercoledì 11 Marzo 2015
    Emirati Arabi Uniti

    Centinaia di lavoratori immigrati del settore edile hanno partecipato a una protesta davanti a un centro commerciale di Dubai per protestare contro i bassi salari e per chiedere di essere pagati per gli straordinari. Le proteste dei lavoratori, in gran parte immigrati indiani, pachistani e bangladesi, sono molto rare a Dubai dove in passato i lavoratori che hanno partecipato a scioperi sono stati sospesi dal lavoro, arrestati o espulsi dal paese.

    Le autorità hanno schierato la polizia antisommossa nel centro della città ed è stato bloccato il traffico per circa un'ora, per permettere ai lavoratori di negoziare il loro salario con il datore di lavoro. Dubai è uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti. Secondo l'International trade union confederation, nei paesi del golfo milioni di lavoratori immigrati di origine asiatica o africana sono soggetti ad abusi da parte dei datori di lavoro tra cui stipendi non pagati, confisca dei passaporti, lavori forzati e maltrattamenti.

  • Giovedì 05 Marzo 2015
    Liguria

    Volantino per lo sciopero porti del 6 marzo 2015

    AL FIANCO DEI PORTUALI!
    CONTRO PRIVATIZZAZIONI E SFRUTTAMENTO!
    LA RESISTENZA DEVE ESSERE DI TUTTI I LAVORATORI!

    La manovra del governo Renzi sugli scali marittimi ha come obiettivo la cancellazione di quelle parti della legge 84/94 che, pur avviando la liberalizzazione degli scali, consentivano comunque alla CULMV di Genova di mantenere un ruolo a tutela di tutti i lavoratori portuali. Quella legge avviava un periodo in cui i lavoratori pur cedendo su parecchi diritti mantenevano una struttura operaia importante che il governo ora vuole abbattere.

  • Sabato 28 Febbraio 2015
    Toscana

    Il #Coordinamento Lavoratori e Lavoratrici Livornesi lancia il corteo per il 18 Aprile;Dall'assemblea cittadina di giovedì sera (26/2) siamo usciti ancora più convinti che il nostro percorso sia solo agli inizi.

    Le testimonianze e le storie dei lavoratori e delle lavoratrici intervenuti (People Care, Ifb, Porto 2000, ex Trw, Alp, e altri) ci dicono che la situazione a Livorno purtroppo non è migliorata dal nostro corteo del 15 novembre, anzi.

    Si sono aggiunte infatti altre situazioni di difficoltà, esuberi, licenziamenti collettivi, privatizzazioni. Insomma, l'attacco ai lavoratori, fedelmente in linea con la logica renziana ispiratrice del Jobs Act, prosegue e si porta dietro tutte le sue nefaste conseguenze, in primis quella dell'arricchimento di pochi e l'impoverimento di molti.

  • Venerdì 27 Febbraio 2015
    Messico

    manifestazioni insenanti messicoIn Messico la tensione tra insegnanti in lotta e polizia prosegue da mesi. Dopo il blocco del centro di Città del Messico lo scorso 9 febbraio, martedì 24 la protesta è divampata nei pressi dell'aeroporto di Acapulco, dove negli scontri tra polizia federale e membri del Coordinadora Estatal de Trabajadores de la Educación de Guerrero (CETEG) c'è stato un morto e parecchi feriti.

    La vittima è Claudio Castillo, un insegnante in pensione di 65 anni deceduto in ospedale il 25 febbraio per le ferite riportate. Le persone arrestate sono state almeno 112, secondo un portavoce del sindacato regionale dei lavoratori dell'istruzione. I 5000 manifestanti sono scesi in strada contro le riforme dell'istruzione, rivendicando un salario migliore e giustizia per i 43 studenti desaparecidos di Ayotzinapa.

    In un comunicato il ministero dell'interno messicano ha assicurato che la polizia federale ha "privilegiato il dialogo" per chiedere agli insegnati di ritirarsi dall'aeroporto, i quali hanno invece attaccato gli agenti "con pietre e diversi oggetti".

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