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Ancora scioperi nei Fast Food contro i salari da fame

Oggi, 4 settembre, migliaia di "Fast Food Workers" di McDonald's, Burger King, Wendy's, ecc., sono scesi in piazza in oltre 100 città degli Stati Uniti per manifestare contro paghe da fame: chiedono l'innalzamento della retribuzione minima a 15 dollari l'ora ed espongono cartelli con scritto "Fight For 15" e "Low Pay Is Not OK". Il sindacato SEIU (The Service Employees International Union) ha coinvolto nella lotta anche i lavoratori che svolgono assistenza domiciliare (#HomeCare).

A New York una ventina di lavoratori sono stati arrestati durante la protesta a Times Square. Arresti anche a Detroit e in altre città in seguito ai blocchi del traffico organizzati dai manifestanti.

Molti datori di lavoro hanno minimizzato la portata del movimento, affermando che solo un piccolo gruppo di lavoratori ha partecipato alla precedente protesta, con un impatto molto basso sull'attività. Diverso il resoconto dei militanti sindacali, secondo cui il #FastFoodGlobal di maggio ha interessato 150 città negli Stati Uniti e una trentina di Paesi in tutto il mondo.

Sul canale Twitter #StrikeFastFood aggiornamenti sulla giornata di sciopero.

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