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Europa

Polonia: la lotta delle classi giorno per giorno alla Fiat (Tychy)

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Cadenze disumane, polizia politica, spettri: così i salariati parlano dei retroscena del loro lavoro nella fabbrica modello della Fiat a Tychy, in Slesia.

Il giorno della festa dell'Indipendenza, al Castello Reale di Varsavia, Zdzislaw Arlet, membro della direzione della Fiat Auto Poland e direttore della fabbrica di Tychy, riceveva dalle mani del vice primo ministro Waldemar Pawlak il titolo di "Miglior Dirigente". In quel momento, un gruppo di persone muniti di passamontagna gridavano "Tiranno! Dittatore! Vattene in Corea del Nord". Uno di loro teneva un cartello che diceva: "Il direttore è premiato, ma la fabbrica è un campo di concentramento".

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Decine di migliaia a Bruxelles contro l'austerity

manifestazione in BelgioMigliaia di lavoratori protestano contro l'austerity sociale - Tra i 20 e i 25 mila lavoratori europei sono scesi in strada oggi a Bruxelles per chiedere con forza ai capi di Stato e di governo dell'Ue - che tra poche ore si riuniranno nella capitale europea - di varare una risposta globale alla crisi economica che tenga conto delle grosse difficoltà in cui si trova il mondo del lavoro. Le forze dell'ordine, schierate a difesa delle istituzioni, sono dovute già intervenire con autopompe contro i manifestanti che al grido "Chi paga la crisi?", "Difendiamo i posti di lavoro", "no al caro-vita", hanno invaso il quartiere delle istituzioni europee. Gli incidenti al momento sono limitati soprattutto a lanci di uova contro le sedi delle banche e di numerosi petardi. Intanto, le strade del quartiere europeo, e in particolare rue de la Loi, si è trasformata in un mare di cappellini e camice rosse. I lavoratori hanno bloccato anche le strade circostanti al Consiglio dei ministri dell'Ue e alla Commissione europea, utilizzando vecchi bus scolastici con su scritto "Insieme siamo forti". Lungo il percorso del corteo, i sindacati hanno posto cartelli elettronici che riprendono in continuo le richieste dei lavoratori accompagnate da un sottofondo di tamburi che contribuiscono a far crescere il clima di tensione. Di fatto, tutta la città è assediata dai manifestanti che, oltre al quartiere europeo si sono insediati in altri arterie nevralgiche della capitale. Il centro di Bruxelles è ormai da ore paralizzato e sulle autostrade per entrare in città si contavano già 126 km di file.

[tratto da www.ansa.it]

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Portogallo, manifestazione contro la precarietà

protesto_lisboaMobilitati via facebook, migliaia di precari in corteo a Lisbona e in una dozzina di città portoghesi.

Una protesta giovanile che ha coinvolto tutte le età dopo le nuove misure di austerity varate dal governo. In Portogallo, la metà della popolazione attiva é disoccupata o precaria.

Sabato 12 marzo a Porto e Lisbona la Geração À Rasca ha indetto una grande manifestazione a cui, su Facebook, hanno aderito oltre 57mila persone. Si tratta della generazione dei giovani precari, pluridiplomati e laureati, che passano di stage in stage senza alcun tipo di prospettiva e di copertura sociale.
Si calcola che in Portogallo la precarietà tocchi 1 milione di persone.

Più di 57mila persone (all'11 marzo) hanno annunciato che parteciperanno alla manifestazione della Geração À Rasca (Generazione rovinata) prevista per il 12 marzo a Porto e Lisbona. La pagina di Facebook dedicata all'evento dice che si tratterà di una manifestazione "non partigiana, laica e pacifica" che mette insieme tutti coloro che non hanno un lavoro né delle entrate, che passano di stage in stage e che non hanno diritto alla disoccupazione né a diritti sul lavoro. Si tratta di una generazione che ha studiato ma che non trova lavoro e che, spesso, lascia il Paese.

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Fiat di Tichy

tychy10 Marzo 2011

Bocche cucite allo stabilimento Fiat di Tychy. È da poco finito il primo turno, dai cancelli escono gli operai ma hanno poca voglia di parlare e appena salta all'orecchio la parola «sabotaggio» fuggono con un laconico nie wiem, non lo so. Il sabotaggio però c'è stato, durante la notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana. Secondo una nota ufficiosa di Fiat Auto Poland, sarebbero 60 le auto distrutte ma i dati del personale di sorveglianza parlano di 200-300 vetture danneggiate con graffi e ammaccature sulla carrozzeria. Boguslaw Cieslar, portavoce della Fiat in Polonia, nega che ci siano stati sabotaggi. L'ufficio stampa di Torino conferma le parole di Cieslar.

A prescindere dalla versione più o meno ufficiale dei fatti, l'intera faccenda ha messo in allarme la dirigenza e soprattutto i lavoratori, che adesso temono possibili ritorsioni aziendali. «In 35 anni di lavoro non ho mai visto una cosa simile», si sfoga un operaio che ci chiede l'anonimato. «Quello che è successo non mi piace affatto - continua - perché a pagarne le conseguenze siamo sempre noi operai, ma c'è un grande malessere in fabbrica e questi sono i risultati. Ci spremono come limoni, sempre sotto il ricatto del licenziamento. Dove sta la nostra dignità? Chiunque sia stato, doveva essere alla disperazione e lo capisco».

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Grecia: scontri in piazza ad Atene nel giorno dello sciopero generale

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Andiamo in Grecia, dove soffia forte il vento dell’esempio del Maghreb. "Trasformiamo Piazza Syntagma ad Atene in Piazza Tahrir del Cairo sino alle dimissioni del governo del premier Giorgio Papandreou!". E’ questo lo slogan lanciato oggi alle decine di migliaia di persone in piazza da Alekos Alavanos, leader storico della sinistra greca, per il decimo sciopero generale contro il piano di lacrime e sangue voluto dalla maggioranza socialista. Alavanos, deputato ed ex presidente della coalizione di sinistra Syriza, ha invitato i greci a rimanere in Piazza Syntagma, davanti al parlamento, al termine della grande manifestazione indetta per metà giornata in occasione dello sciopero generale convocato da tutti i sindacati. Non è chiaro al momento se Syriza e il resto dei movimenti, che si oppongono in parlamento e nelle piazze al governo socialista faranno loro l’appello di Alavanos. Ci sono comunque già scontri ad Atene, con la polizia schierata in massa contro numerosi gruppi di attivisti che vogliono la caduta del governo Pasok. Obiettivo delle repressione poliziesca sarebbe proprio quello di impedire ai manifestanti di stazionare a lungo in piazza Syntagma.

[tratto da www.radiondadurto.org]

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