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Rapporto della prima settimana di mobilitazione a Deliveroo: un appuntamento mancato per la direzione?

È passata una settimana da quando le cose hanno cominciato a muoversi a Deliveroo, in Francia. Sfidando le nuove politiche di tariffazione, i fattorini di tutte le città della Francia si sono riuniti attraverso gruppi di discussione su diverse applicazioni (Facebook, Telegram, ecc.) per organizzare azioni locali e tenere gli altri informati su ciò che viene fatto e su cosa si può fare.

Primi raduni spontanei e determinati:

Numerosi raduni locali sono stati organizzati nei giorni scorsi: venerdì 5 ottobre, 25 fattorini della zona PNO (Paris Nord Ovest) si sono riuniti a mezzogiorno in viale Niel. Poi, la sera di domenica 7, a Parigi, si sono radunati in piazza de la République una quarantina di rider di tre zone: PNO, PN (Parigi Nord) e PCRG (Parigi Centro Riva Sinistra, inizialmente riuniti a Montparnasse, partiti insieme su bici e scooter alla volta di République). Altri venti corrieri si sono radunati la stessa sera a Rennes, riuscendo addirittura a mandare in crash l'algoritmo. Avendo sentito parlare dei disordini sulle reti, Deliveroo decide di introdurre un bonus pioggia che non vedevamo da mesi (... mentre il clima era perfettamente asciutto). Così facendo, l'azienda non tentava tanto di dissuadere i fattorini dal fare uno sciopero che sapeva avrebbe avuto scarso impatto (per la domenica sera), ma piuttosto puntava a creare tensione tra i corrieri già in sciopero e quelli che avevano continuato a lavorare, impedendo così al movimento di crescere.

Prima visita in ufficio:

Dopo una prima fase di raduni, indispensabile per consentire ai fattorini di conoscersi e incontrarsi, è diventato essenziale pianificare gli eventi futuri e passare ad azioni concrete. Dopo che Deliveroo ha deciso di chiudere i locali che ci avrebbero ospitato in caso di problemi, poco prima dell'annuncio della riduzione del prezzo, abbiamo deciso di fare visita alla direzione venerdì 12 ottobre.

Al pre-appuntamento delle 14 in piazza de la République si sono riuniti una cinquantina di rider, che alle 15 sono partiti insieme verso via des Petites Écuries (Parigi 10°) dove si trovano gli uffici di Deliveroo. Una volta all'interno dell'edificio, ci siamo presto trovati di fronte ad una porta chiusa: ci eravamo dimenticati di fissare un appuntamento! L'ufficio era chiuso nel bel mezzo del pomeriggio di un giorno feriale: non sapremo mai se la direzione abbia offerto un weekend di tre giorni sapendo del nostro arrivo o se si sia barricata e poi sia fuggita da una porta sul retro sentendoci arrivare. Nonostante diverse chiamate da parte nostra, la direzione non ci ha dato alcuna opportunità di incontrarla, o anche di avere una discussione telefonica, promettendo di richiamarci più tardi (promessa non mantenuta contrariamente a quella fatta ai giornalisti che ci hanno accompagnato).

La direzione ha infatti trovato più utile risponderci tramite la stampa, affermando di non essere impressionata da una manifestazione di 50 fattorini quando la loro flotta ne conta 10.000 (di cui solo 4000 sono stati in grado di connettersi per almeno un'ora la settimana scorsa). Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di continuare la mobilitazione la settimana successiva (venerdì 19 ottobre alle 14 in piazza de la République) e di ritornare più numerosi e sempre più determinati. A Lione, in un'azione simile, una dozzina di corrieri si è riunita in piazza Antonin Poncet per far visita agli uffici dell'azienda; anche questo raduno si ripeterà.

Mappa delle principali città rappresentate sui gruppi di discussione

La sfida dell'organizzazione:

Una delle questioni importanti delle prossime settimane sarà quella di far crescere la mobilitazione e di acquisire fiducia nelle nostre modalità di azione e nella nostra capacità di reggere i rapporti di forza: la nostra vittoria non dipenderà dalla buona volontà delle piattaforme o da uno "sciopero dei consumatori" (boicottaggio). Se certe modalità di azione come la "disconnessione massiva" (l'idea di riunire la maggior parte dei fattorini e di disconnettersi congiuntamente dalla piattaforma sperando di far crollare l'algoritmo) ci sembrano impossibili in una città come Parigi che raccoglie più di 1000 rider per una singola piattaforma, altre modalità molto più efficaci sono ancora da testare e migliorare. Questi incontri statici, spesso organizzati in modo spontaneo, riuniscono solo alcuni fattorini e sembrano non portare a risultati concreti. Tuttavia, rimangono essenziali come primo passo per stabilire il massimo di contatti tra i corrieri e per consentire di decidere collettivamente il seguito della mobilitazione. Ogni incontro, per quanto piccolo, consente di strutturare il movimento e di prendere in considerazione azioni comuni con diverse città della Francia e dell'Europa.

Sembra quindi che la forza delle nostre mobilitazioni derivi prima di tutto da un lavoro di organizzazione a monte, per far circolare le informazioni tra i rider, che spesso sono difficili da raggiungere (attraverso i gruppi di discussione, ecc.). Ma soprattutto il nostro vantaggio sul campo è dovuto alla nostra mobilità e alla capacità di agire sui punti deboli dell'algoritmo, colpendo laddove è concentrata la maggior parte degli ordini e quindi le principali fonti di guadagno della piattaforma. Questo tipo di azione richiede la collaborazione di tutti i lavoratori di tutte le piattaforme (Deliveroo, Uber Eats, Stuart, le tre principali), ma anche del personale dei ristoranti (camerieri, cuochi) - le cui condizioni di lavoro stanno, allo stesso modo, peggiorando in seguito alla moltiplicazione delle consegne -, e il supporto di militanti esterni. Avremo bisogno del massimo della solidarietà ai picchetti!

Prossimo appuntamento venerdì 19 alle 14 in piazza de la République!

[tradotto da https://larueestnotreusine.wordpress.com]

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