chicago86

Appello ai salariati, disoccupati, studenti e precari d'Europa

blocage_-_France_2010

Siamo un gruppo di lavoratori salariati di differenti settori (ferrovieri, insegnanti, informatici ...), disoccupati, precari. Durante i recenti scioperi in Francia, ci siamo riuniti in Assemblea Generale Interprofessionale – all'inizio sulla banchina di una stazione (Gare de l'Est, Parigi), poi in una sala di una Camera del Lavoro. Vogliamo riunire nel modo più ampio possibile i lavoratori di altre città della regione parigina. Perché siamo stufi della collaborazione di classe dei sindacati, che ancora una volta ci portano alla sconfitta; vogliamo organizzarci da soli, per cercare di unificare i settori in sciopero, estendere lo sciopero e fare in modo che siano gli scioperanti stessi a controllare la propria lotta.

Alla guerra sociale dei capitalisti i lavoratori devono rispondere con la lotta di classe

In Gran Bretagna, in Irlanda, in Spagna, in Francia ... in tutti i paesi, ci attaccano duramente. Le nostre condizioni di vita peggiorano.
In Gran Bretagna il governo Cameron ha annunciato la soppressione di 500.000 posti di lavoro nel pubblico impiego, un taglio di sette milioni di sterline nel welfare, aumenti di tre volte delle tasse universitarie, etc.
In Irlanda, il governo Cowen sta riducendo di più di un euro il salario orario minimo e le pensioni del 9%.
In Portogallo, i lavoratori stanno affrontando una disoccupazione record.
In Spagna, il socialistissmo Zapatero non esita a tagliare brutalmente gli assegni di disoccupazione, l'assistenza sociale e sanitaria.
In Francia, il governo continua a smantellare le nostre condizioni di vita. Dopo le pensioni, è il turno della sanità. Per i lavoratori, l'accesso all'assistenza sanitaria diventa sempre più difficile; sono sempre di più le prestazioni e le medicine non rimborsate, aumentano le mutue private e crescono i posti soppressi negli ospedali pubblici. Come tutti i servizi pubblici (poste, luce, gas, Telecom), gli ospedali sono smantellati e privatizzati. Risultato: milioni di famiglie operaie, fin da ora, non possono più curarsi.

Questa politica è vitale per i capitalisti. Di fronte al montare della crisi e al crollo di pezzi interi dell'economia capitalista, i capitalisti fanno sempre più fatica a trovare mercati che siano fonte di profitti per i loro investimenti. Per questo, sono ancor più spinti a privatizzare i servizi pubblici.
Tuttavia, questi nuovi mercati sono più ristretti in termini di sbocchi produttivi rispetto ai pilastri dell'economia mondiale, come le costruzioni, l'automobile, il petrolio ... Questi "nuovi" mercati, nel migliore dei casi, non consentiranno una nuova e salvifica ripresa economica.
Così pure, in questo scenario di rovina, per le multinazionali, la lotta per i mercati sarà più spietata. Detto altrimenti, la lotta per investire i capitali è una questione di vita o di morte. In questa lotta, ogni capitalista, per difendersi, si trincererà dietro al proprio Stato. In nome dell'economia nazionale, i capitalisti faranno di tutto per trascinarci nella loro guerra economica.
Le vittime di questa guerra sono i lavoratori. Perché, dietro la difesa dell'economia nazionale, ogni borghesia nazionale, ogni Stato, ogni padrone cerca di ridurre i suoi "costi" per sostenere la sua "competitività". In poche parole, non faranno altro che intensificare gli attacchi alle nostre condizioni di vita e di lavoro. Se li lasciamo fare, se accettiamo di tirare ancora la cinghia, questi sacrifici non avranno termine. E finiranno solo per mettere in gioco le nostre stesse condizioni di vita! Lavoratori, rifiutiamo di farci dividere per corporazioni, settori e nazionalità.
Rifiutiamo di legarci a questa guerra economica, da una parte all'altra delle frontiere. Lottiamo insieme, uniamoci nella lotta. Il grido lanciato da Marx è quanto mai attuale:

Proletari di tutti i Paesi unitevi!

Noi lavoratori dobbiamo prendere le lotte nelle nostre mani

Oggi sono i lavoratori della Grecia, della Spagna, gli studenti dell'Inghilterra a scendere in lotta e a scontrarsi con governi che, sia di destra che di sinistra, sono al servizio delle classi dirigenti. E come noi in Francia, anche voi dovete affrontare governi che reprimono violentemente i lavoratori e gli studenti.
In Francia, lo scorso autunno, abbiamo cercato di difenderci. In milioni, siamo scesi in piazza, per respingere l'attacco alle nostre pensioni. Ci siamo battuti contro questa nuova legge e contro tutte le misure di austerità che ci cadono addosso. Abbiamo detto NO all'aumento della precarietà e della povertà.

Ma i sindacati ci hanno portato coscientemente alla sconfitta, ostacolando l'estensione degli scioperi.

- Invece di spezzare le barriere di mestiere e di corporazione, per unire nel modo più ampio i lavoratori, i sindacati, nelle fabbriche, hanno chiuso le porte delle assemblee generali agli altri lavoratori.

- Certo, i sindacati hanno fatto azioni spettacolari per "fermare l'economia", ma non hanno fatto nulla per organizzare picchetti di sciopero o picchetti volanti, che avrebbero potuto coinvolgere altri lavoratori nella lotta. Come alcuni lavoratori hanno fatto.

- Alle nostre spalle, i sindacati hanno negoziato la sconfitta, a porte chiuse, negli uffici dei ministeri.

I sindacati non hanno mai respinto la legge sulle pensioni. Hanno continuato a ripetere che è "necessaria" e "inevitabile"! Per capirci, noi avremmo dovuto solo chiedere "negoziati più ampi tra governo - padroni - sindacati", "maggior articolazione della legge, per una riforma più giusta e più equa"...

Per lottare contro tutti questi attacchi, possiamo contare solo su noi stessi.

Per quanto ci riguarda, in quel movimento di lotta abbiamo sostenuto che i lavoratori hanno la necessità di organizzarsi, nei luoghi di lavoro, in assemblee generali e sovrane; di coordinarsi a scala nazionale, per dirigere il movimento di sciopero, eleggendo delegati revocabili in ogni momento. Solo una lotta animata, organizzata e controllata dall'insieme dei lavoratori, sia nei piccoli come nei grandi obiettivi, può creare le condizioni necessarie per arrivare alla vittoria.
Sappiamo che la storia non è finita: gli attacchi stanno continuando, le condizioni di vita diventano sempre più difficili, le conseguenze della crisi del capitalismo peggiorano. Ovunque, in tutto il mondo, dobbiamo batterci. Per questo, dobbiamo avere fiducia nelle nostre forze.

Noi siamo capaci di prendere nelle nostre mani le lotte e possiamo organizzarci collettivamente.
Noi siamo capaci di discutere apertamente e fraternamente, parlando liberamente.
Noi siamo capaci di stabilire il vero significato delle nostre discussioni e decisioni.

Le assemblee generali devono essere dirette dai lavoratori stessi, non dai sindacati.
Dobbiamo batterci per difendere la nostra vita e l'avvenire dei nostri figli!
Gli sfruttati di tutto il mondo sono fratelli e sorelle di un'unica classe!

Solo la nostra unione, al di là delle frontiere, potrà mettere fine a questo sistema di sfruttamento.

Alcuni partecipanti all'Assemblea Generale interpo "Gare de l'Est et Île de France"
Per contatti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

- Documento in PDF

Share |
e-max.it: your social media marketing partner
You are here: Lotte in corso Europa Francia Appello ai salariati, disoccupati, studenti e precari d'Europa

News archivio storico

News lotte in corso

News dal ventre della balena

  • 1
  • 2
  • 3

News feedback