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Italia

Sciopero nazionale della logistica e dei trasporti

Quando migliaia di proletari avvertono un deciso peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro ed incrociano le braccia rispolverando la pratica dello sciopero come arma di una classe contro un'altra classe, significa che una certa soglia è stata superata.

Grande partecipazione il 16 giugno scorso allo sciopero nazionale della logistica promosso da CUB/SGB e a cui si sono accodati SI Cobas, ADL Cobas, Slai Cobas e USI. La mobilitazione ha messo insieme per la prima volta i lavoratori della logistica e del trasporto autoferrotranviario, marittimo, aereo e aeroportuale. Numerosi i picchetti nei magazzini e diverse le città bloccate.

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Domani lo sciopero del settore servizi/turismo/pulizie

Anni di flessibilità per poi ritrovarsi nella disperazione più assoluta. Lo sfogo di una lavoratrice (intervista audio): "Vogliono portarci via tutto, altro che imprenditori".

Sono migliaia le lavoratrici e i lavoratori attesi alla manifestazione nazionale unitaria del 31 marzo organizzata a Roma dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti con presidio statico a Piazza Bocca della Verità in supporto della giornata di sciopero plurisettoriale multiservizi e turismo. La protesta #FuoriServizio è stata indetta dalle quattro sigle a seguito della interruzione delle trattative e dello stallo negoziale che non consentono ad oggi di rinnovare i contratti nazionali di settore scaduti dal 2013.

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Dobbiamo diventare un soggetto visibile

Intervento di Michela Ruffa all'assemblea dei metalmeccanici del sindacatoaltracosa a Firenze.

Mi chiamo Michela Ruffa e vengo dalla Continental di Pisa, multinazionale tedesca di circa 1000 dipendenti. Alla Continental abbiamo ottenuto il 72.4% di NO, una delle percentuali più alte a livello nazionale, con una affluenza pari al 65%.

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Almaviva: basta ricatti e sfruttamento! Il 21 tutti in piazza!

Siamo i 1666 licenziati di Almaviva Contact di Roma.

Secondo il Governo e la stampa dei suoi amici padroni, saremmo noi i colpevoli del nostro stesso licenziamento e non un'azienda che l'ha sempre voluto, che da anni usa questa minaccia per intascare soldi e commesse pubbliche, che da anni vessa i propri dipendenti e li mette gli uni contro gli altri. Un'azienda che mentre chiude le sedi di Roma e Napoli dove i lavoratori sono più anziani e le costano di più perché hanno ancora dei diritti, non si fa scrupolo di delocalizzare in Romania e chiedere ore di straordinario nelle sedi di Milano e Rende.

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Almaviva: flash mob alla processione dei re Magi a Roma

Ieri sera, in una piazza Navona gelida, si è svolta un'iniziativa di lotta dei neo-licenziati di Almaviva a cui hanno partecipato anche alcuni solidali.

Circa 80 lavoratrici e lavoratori hanno intonato slogan come "La gente come noi non molla mai!" e innalzato cartelli con scritto "1666 famiglie in mezzo alla strada." Da quel che sembra – parlando con alcuni di loro – la ristrutturazione aziendale non è dovuta ad un problema di commesse in quanto uno dei primi committenti è lo stato (ad esempio l'Inps). L'obiettivo è - e questo lo hanno capito bene gli ex dipendenti - abbassare il costo del lavoro; guarda caso, Almaviva ha aperto una nuova sede in Romania dove i salari sono più bassi.

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