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Italia

Sciopero dei rider di Deliveroo a Torino

Ieri a Torino, in occasione della promozione di Grom "1/2 kg di gelato a solo 1€" (che ha registrato oltre un centinaio di ordinazioni), Deliveroo, già partner della gelateria, ha deciso di offrire il servizio di consegna in una fascia oraria speciale, dalle 15 alle 17, chiamando a lavoro gran parte dei suoi fattorini, che hanno invece promosso e raggiunto il blocco del sevizio: tredici rider su quindici si sono rifiutati di accettare gli ordini ed oltre 60 consegne sono rimaste inevase. L'iniziativa è una prima risposta al silenzio dell'azienda riguardo le rivendicazioni avanzate il 24 settembre scorso dai lavoratori autorganizzati. Come leggiamo nella nota pubblicata sulla pagina Fb "Deliverance Project", i rider chiedono un monte ore garantito, il bonus in caso di pioggia, il bonus straordinari, l'esatta indicazione dei parametri di rating applicati ai lavoratori, limiti alle distanze e l'informativa societaria sulla privacy.

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Milano: i riders della consegna a domicilio hanno incrociato le bici contro sfruttamento e precarietà

E' stata un successo la biciclettata/sciopero dei fattorini e delle fattorine di Deliveroo, sabato 15 luglio a Milano.

Tanto che ad "incrociare la bicicletta" sono stati anche i lavoratori e la lavoratrici di Foodora e Glovo, altre due "app" che organizzano il servizio di consegna a domicilio.

Tanti e tante hanno girato la città, partendo da piazza XXIV Maggio, per denunciare lo stato di sfruttamento e precarietà che la "gig" economy genera. Molti e molte di più non hanno accettato turni per sabato sera, pur non manifestando. La prima Deliverance Strike Mass, a Milano, ha alzato il grido dei "riders" contro il pagamento a cottimo, e per un contratto che garantisca diritti e tutele salariali e legali. Non esistono ferie e malattie, non esiste nemmeno una copertura assicurativa per i riders che viaggiano su due ruote nel traffico metropolitano. Foodora ha tolto la paga oraria, Deliveroo vorrebbe fare lo stesso.

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Deliverance Strike Mass a Milano sabato 15 luglio

Siamo i lavoratori in bicicletta di Deliveroo. Quelli che la gig economy chiama "rider". Deliveroo dice che siamo "collaboratori autonomi" e "fornitori indipendenti" di prestazione d'opera, che bastano uno smartphone, una bicicletta funzionante e due gambe robuste e diventi "imprenditore di te stesso".

La nostra azienda dice che consegnare cibo non è un lavoro ma un "lavoretto" e per questo il sistema dell'assegnazione dei turni attraverso uno "slot" orario e "la messa a disposizione" rappresenta un sistema equo ed innovativo per la "valorizzazione" del nostro tempo: se sei molto disponibile e molto veloce consegnerai tanto e salirai nel ranking, perché l'algoritmo che smista gli ordini ne terrà conto; se avrai problemi, bucherai, sarai malato, partirai in vacanza, sospenderai per un po' la collaborazione, perderai posizioni e la possibilità che altri slot orari ti vengano assegnati. E' la dura legge del delivery food.

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Sciopero nazionale della logistica e dei trasporti

Quando migliaia di proletari avvertono un deciso peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro ed incrociano le braccia rispolverando la pratica dello sciopero come arma di una classe contro un'altra classe, significa che una certa soglia è stata superata.

Grande partecipazione il 16 giugno scorso allo sciopero nazionale della logistica promosso da CUB/SGB e a cui si sono accodati SI Cobas, ADL Cobas, Slai Cobas e USI. La mobilitazione ha messo insieme per la prima volta i lavoratori della logistica e del trasporto autoferrotranviario, marittimo, aereo e aeroportuale. Numerosi i picchetti nei magazzini e diverse le città bloccate.

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Domani lo sciopero del settore servizi/turismo/pulizie

Anni di flessibilità per poi ritrovarsi nella disperazione più assoluta. Lo sfogo di una lavoratrice (intervista audio): "Vogliono portarci via tutto, altro che imprenditori".

Sono migliaia le lavoratrici e i lavoratori attesi alla manifestazione nazionale unitaria del 31 marzo organizzata a Roma dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti con presidio statico a Piazza Bocca della Verità in supporto della giornata di sciopero plurisettoriale multiservizi e turismo. La protesta #FuoriServizio è stata indetta dalle quattro sigle a seguito della interruzione delle trattative e dello stallo negoziale che non consentono ad oggi di rinnovare i contratti nazionali di settore scaduti dal 2013.

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