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Scioperi simultanei dei rider in Italia

Venerdì 28 giugno è stato una giornata di sciopero sincronizzato per i rider di Milano, Torino e Bologna. Sul banco degli imputati Glovo, ma in realtà il nemico sono tutte le piattaforme del food delivery (UberEats, Deliveroo, Just Eat, ecc.), che sfruttano selvaggiamente i lavoratori per mezzo di contratti irregolari e paghe misere, e senza fornire l'assicurazione per gli infortuni, che non riconoscono neppure come tali.

A Bologna la mobilitazione è iniziata con un presidio rumoroso lanciato da Riders Union di fronte al McDonald's di via Ugo Bassi, che si è poi trasformato in corteo e ha paralizzato il traffico automobilistico al grido "no allo sfruttamento no alla precarietà, blocchiamo il servizio blocchiamo la città!".

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Scioperi dei rider di Torino e Bologna verso un 1° Maggio di lotta!

Il mondo del food delivery è in continuo subbuglio: siccome i lavoratori subiscono condizioni di lavoro semi-schiavili, sono costretti a ribellarsi, riscoprendo la forza dell'organizzazione immediata territoriale e stabilendo legami di solidarietà, anche internazionali, con altri settori del precariato.

Sabato 27 aprile 2019 circa un centinaio di rider torinesi di Glovo hanno incrociato le braccia per chiedere più salario, più tutele, più sicurezza sul lavoro. In piazza Santa Rita a Torino si è formato un presidio davanti al McDonald's che si è presto trasformato in un corteo su due ruote che ha attraversato le vie del centro, raccogliendo la solidarietà dei passanti e anche quella di altri lavoratori: in segno di appoggio e partecipazione alla protesta i fattorini di Food Pony (Just Eat) hanno infatti deciso di rifiutare gli ordini (riportiamo sotto i motivi delle mobilitazioni tratti dalla pagina Facebook Deliverance Project).

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Red Friday sincronizzato

Alcune piccole e grandi iniziative di lotta hanno trasformato il Black Friday, la giornata dello shopping che dagli Stati Uniti ha contagiato l'Europa, in un Red Friday, un venerdì rosso. L'appuntamento più atteso - e più pubblicizzato dai giornali - è stato lo sciopero organizzato dai confederali nel magazzino Amazon di Castel San Giovanni a Piacenza, a cui hanno aderito, dichiara la Cgil nella consueta guerra delle cifre, circa il 60% dei lavoratori. Se fosse vero, sarebbe un ottimo risultato trattandosi della prima volta in Italia per il colosso dell'e-commerce. Resta il fatto che i lavoratori in somministrazione – quelli che temono di perdere il posto di lavoro e che vengono assunti dalle agenzie interinali, come Adecco e Manpower, per far fronte ai picchi di vendite – non hanno scioperato.

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Lo sciopero dei sindacati di base

Giornata di scioperi e manifestazioni in tutta Italia. Il sindacalismo di base – Cub, Si Cobas, Sgb, Usi-Ait e Slai Cobas – ha tenuto lo sciopero generale in tutti i settori come "ferma opposizione – si legge nella piattaforma rivendicativa – alle norme sulla rappresentanza e alla riduzione dei diritti sindacali negati dagli accordi sottoscritti dai confederali sia per quanto riguarda il comparto privato che quello pubblico".

Il governo ha precettato i lavoratori di tutto il comparto trasporti limitando lo sciopero, che per le altre categorie si estendeva all'intera giornata, a sole 4 ore. Ma la partecipazione è stata massiccia a Torino- dalle 15 alle 19 – con disagi alla circolazione in tutta la città.

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Sciopero nazionale della logistica e dei trasporti

Quando migliaia di proletari avvertono un deciso peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro ed incrociano le braccia rispolverando la pratica dello sciopero come arma di una classe contro un'altra classe, significa che una certa soglia è stata superata.

Grande partecipazione il 16 giugno scorso allo sciopero nazionale della logistica promosso da CUB/SGB e a cui si sono accodati SI Cobas, ADL Cobas, Slai Cobas e USI. La mobilitazione ha messo insieme per la prima volta i lavoratori della logistica e del trasporto autoferrotranviario, marittimo, aereo e aeroportuale. Numerosi i picchetti nei magazzini e diverse le città bloccate.

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