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Scioperi simultanei dei rider in Italia

Venerdì 28 giugno è stato una giornata di sciopero sincronizzato per i rider di Milano, Torino e Bologna. Sul banco degli imputati Glovo, ma in realtà il nemico sono tutte le piattaforme del food delivery (UberEats, Deliveroo, Just Eat, ecc.), che sfruttano selvaggiamente i lavoratori per mezzo di contratti irregolari e paghe misere, e senza fornire l'assicurazione per gli infortuni, che non riconoscono neppure come tali.

A Bologna la mobilitazione è iniziata con un presidio rumoroso lanciato da Riders Union di fronte al McDonald's di via Ugo Bassi, che si è poi trasformato in corteo e ha paralizzato il traffico automobilistico al grido "no allo sfruttamento no alla precarietà, blocchiamo il servizio blocchiamo la città!".

I rider milanesi hanno manifestato nel pomeriggio in piazza 25 Aprile, davanti alla sede di Eataly: "Abbiamo deciso di protestare – dicono i ciclofattorini - davanti a Eataly perché secondo noi è il simbolo del cibo 'fighetto' che la gente consuma a discapito delle condizioni di lavoro di noi riders". Lo striscione esposto dai lavoratori recitava "Sangue nelle strade, pasti caldi nelle case", con chiaro riferimento ai recenti incidenti, anche mortali, che hanno colpito dei rider in Spagna, Italia, Francia e Inghilterra.

In quel di Torino la protesta è cominciata con un presidio in piazza Vittorio, dove alcuni rider hanno appeso sulla facciata di un palazzo lo striscione "Lotta Riderz in tutte le città, contro sfruttamento e precarietà", per poi attraversare in bici le vie del centro cittadino. Diversi i ristoranti che nella giornata hanno sospeso il servizio (anche per evitare che la massa di ciclofattorini rumoreggiasse nei paraggi troppo a lungo disturbando i clienti). Il tutto si è concluso in piazza Castello "con un bell'intervento e un carosello coi fumogeni davanti ai tanti che assiepano le fontane e il toret", come hanno scritto i rider sui social. Sulla pagina Facebook Deliverance Project si legge inoltre che sabato 29 aprile i rider torinesi sono scesi in piazza in solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici di Domino's Pizza Torino, che hanno deciso di scioperare per la prima volta al grido di "Basta ricatti e co.co.co." e "Lavorare in sicurezza!".

Il mondo della gig-economy e, nello specifico, del food delivery non sembrano per niente pacificati; i precari continuano ad organizzarsi e a lottare con flash mob, critical mass e altre forme di protesta. E' sempre più chiaro che le promesse fatte dai politici rimarranno tali, e che l'emancipazione dei lavoratori sarà opera dei lavoratori stessi, come scritto nel vecchio Statuto dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori del 1864.

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