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#scioperogenerale

Lo sciopero generale indetto da CGIL e UIL per il 12 dicembre ha avuto una buona partecipazione, anche se i cortei organizzati dai confederali sono risultati abbastanza fiacchi e poco combattivi. Secondo i dati disponibili ci sono state mobilitazioni in 54 piazze, voli cancellati, treni fermi, metro chiuse e autobus nei depositi lungo tutta la penisola.

A Torino, Milano e Bologna si sono verificati scontri con le forze dell'ordine; a Roma la polizia è intervenuta violentemente per sgomberare un edificio occupato nella stessa giornata; a Napoli la celere ha impedito al corteo degli studenti di entrare in piazza Matteotti e ha blindato la stazione ferroviaria. A Bari i lavoratori incazzati hanno cacciato dalla piazza un impaurito Massimo D'Alema.

Di fronte a tutto ciò il "sindacato rosso", invece di aprirsi ai movimenti e alle realtà autorganizzate, ha diffuso questo comunicato: "La Cgil condanna con estrema fermezza gli episodi di violenza che si sono registrati oggi a Torino e Milano, specificando che quanto avvenuto non è in alcun modo associabile alle pacifiche manifestazioni che si sono svolte in tutta Italia in occasione dello sciopero generale di Cgil e Uil."

Il 12 dicembre è stato anche il giorno dello sciopero della logistica. Molti i fatti rilevanti.

Ad Ancona 8000 tra lavoratori, giovani e pensionati sono scesi in piazza; un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo principale ed ha bloccato l'accesso al porto e il traffico. A Bologna l'interporto è stato paralizzato da facchini e solidali; secondo i capoccia locali dell'SDA la mancata consegna della merce ha causato grosse perdite economiche.

A Roma il presidio all'SDA di via Corcolle è cominciato alle 4 del mattino e si è concluso alle 13 con un corteo di circa 200 persone (facchini, solidali e aderenti al movimento di lotta per la casa) che ha raggiunto, lì vicino, uno stabile occupato sulla Tiburtina. L'adesione dei facchini allo sciopero è stata pressoché totale.

Blocchi e picchetti si sono avuti ai magazzini di Teverola (Ce), Brescia (presso SDA, TNT e GLS), Ferrara (Mirror) e Mestrino (Despar - Pd); un partecipato presidio ha avuto luogo davanti ai cancelli della TNT di Torino e ha causato il blocco del transito dei mezzi. A Genova durante la mattinata i lavoratori hanno bloccato l'ingresso del porto.

E' arrivato il momento, affermano i lavoratori più incazzati, di mettere da parte gli scioperi puramente dimostrativi (e cioè a fini concertativi) e i cortei funebri per il "diritto al lavoro", e praticare invece lo sciopero sociale - i lavoratori di Walmart e dei Fast Food insegnano – con i picchetti metropolitani, i blocchi della circolazione e l'occupazione permanente delle piazze. Oggi più che mai bisogna iniziare a difendere le nostre condizioni di vita, occupati e disoccupati insieme, attraverso piattaforme aperte di lotta che vadano oltre la tessera sindacale d'appartenenza. Avanti quindi con il coordinamento dei lavoratori in lotta.

Se colpiscono uno colpiscono tutti.

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