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Domino'S Pizza: le tue offerte le paghiamo noi

Di seguito il comunicato (tratto dalla pagina Fb Effetto Domino's) dei pizzaioli e dei fattorini di Domino's Pizza che sabato 29 giugno hanno scioperato per la prima volta.

Il fatturato di Domino's nel mondo è stato di 11 miliardi di dollari nel 2017 e il 52% di questo fatturato è costituito dai mercati internazionali. A fine 2018 Domino's Pizza Italia contava 21 punti di vendita e l'obiettivo per il 2019 è di raddoppiarne il numero.
Ma chi paga in realtà la rapida crescita dell'ennesima catena di fast-food specializzata nelle consegne a domicilio?

Se per il lancio del marchio nella città di Torino Domino's Italia si presentava come il volto buono del food delivery, promettendo assunzioni regolari, piene tutele e prospettive di crescita, nel giro di qualche mese invece la realtà che lavoratori e lavoratrici hanno conosciuto e tutt'altra:

- la maggior parte dei fattorini è inquadrata con contratti CO.CO.CO. da 5 € l'ora (circa il 30% in meno rispetto a quella prevista dai contratti collettivi nazionali);
- gli altri oscillano tra CONTRATTI A CHIAMATA, che in caso di bassa affluenza di ordini consentono all'azienda di sospendere il rapporto di lavoro lasciando decine di fattorini senza ore, e la PROMESSA DI UN CONTRATTO PART-TIME CHE NON ARRIVA MAI;
- senza tenere conto della mansione per cui si è stati assunti, all'interno di Domino's si è COSTRETTI A SVOLGERE QUALSIASI TIPO DI ATTIVITÀ sia necessaria per mandare avanti il negozio, spesso senza la necessaria formazione. Così, i fattorini soprattutto se inquadrati con CO.CO.CO. sono utilizzati per effettuare le PULIZIE e gli SCARICHI della merce o per le OPERAZIONI DI CASSA, per l'assemblaggio dei box pizza e in molti casi anche nelle fasi di PREPARAZIONE DEGLI ALIMENTI; i PIZZAIOLI, invece, inseriti all'interno di PERCORSI DI FORMAZIONE FITTIZI, sono adoperati anche per le mansioni fiscali e amministrative ad es. le chiusure fiscali o la gestione del magazzino, ovviamente senza percepire alcuna indennità;
- i responsabili dei negozi (manager e assistenti manager) si fanno carico di ogni responsabilità fiscale, amministrativa e di gestione, ma anziché essere inquadrati con il più redditizio contratto collettivo del commercio (come accade in molte altre catene di fast food), che consentirebbe ad es. un sensibile incremento per quanto riguarda gli straordinari, sono imbrigliati invece nel contratto del Turismo Pubblici esercizi.

La crescita di Domino's la pagano insomma i suoi lavoratori e le sue lavoratrici. L'azienda che prometteva condizioni vantaggiose, stabilità e investimenti si è invece rivelata una macchina di ricatto e precarietà, all'interno della quale anche le esigenze più basilari sono tralasciate e dove l'arroganza dei responsabili dei ristoranti rende insostenibile il lavoro.

PER QUESTO OGGI ABBIAMO DECISO DI SCIOPERARE E DENUNCIARE PUBBLICAMENTE DOMINO'S E LE CONDIZIONI DI PRECARIETA' A CUI CI SOTTOPONE.

Supporta il lavoratori in Lotta
Stop ricatti e precarietà!

EFFETTO DOMINO'S

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