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1 maggio chicago 1886

Archivio storico

Pensiamo che qualsiasi movimento sociale per rimanere vivo debba conservare il proprio patrimonio storico. Non c'è futuro senza conoscenza del passato. Per questo abbiamo deciso di dar vita ad un archivio storico digitale in cui raccogliere tutto il materiale sulle lotte condotte dalla nostra classe. Episodi noti e non, echi di scioperi memorabili, brani di risoluzioni importanti, scorci di Congressi mondiali, il tutto per contribuire alla formazione di un ambiente di classe.
Foto: Chicago, 1 maggio 1886

Caro Programma,

ti invio la presente nota nella certezza che sarai il solo giornale proletario disposto a pubblicarla.

Molto si è parlato sullo sciopero degli autofilotranvieri avvenuto in questi giorni a Trieste, ma nessuno ha osato rendere nota pubblicamen­te la verità.

Per ben due anni la vertenza sui turni-orari si era stiracchiata ne­gli uffici dell'A.C.E.G.A.T. tra i di­rigenti dell'Azienda stessa ed i rap­presentanti sindacali, senza che si potesse venire ad una soluzione.

Finalmente il 6 agosto veniva esposto ed immediatamente attuato il nuovo turno-orario, debitamente approvato dai rappresentanti dei due Sindacati. Il nuovo turno, at­teso per ben due anni dai dipenden­ti dell'A.C.E.G.A.T. che speravano in un energico intervento da parte dei loro rappresentanti sindacali, lasciò invece tutti indignati, poiché contemplava delle spezzature per cui un dipendente veniva a trovarsi fino a 17 ore a disposizione dell'Azienda.

Poiché il nuovo turno era stato approvato e firmato dai rappresentanti dei due Sindacati in cui i lavoratori avevano posto la loro fiducia, un rilevante numero di ade­renti se ne sono dimessi. I Sinda­cati Unici, capeggiati dal "compa­gno" Vittorio Vidali e la Camera Confederale del Lavoro, capeggiata dalla Curia Vescovile, si sono con questo atto posti dalla parte dell'Azienda e contro gli interessi dei lavoratori.

Il 7 agosto le maestranze dell'A.C.E.G.A.T., riunitesi in assemblea, ma­nifestarono il loro fermo proposito di entrare in sciopero se non si fosse venuti a una soluzione della vertenza. Il 10, visto che le tratta­tive tra l'Azienda ed i rappresen­tanti sindacali non avevano con­cluso nulla, ebbe inizio lo sciopero, che si è concluso con uno netta vittoria degli autofilotranvieri.

Mentre tutta la città era in sub­buglio, il "primo cittadino" di Trieste, ing. Gianni Bartoli, era "forzatamente assente" per onora­re ad Assisi Santa Chiara e per farsi ricevere dall'ambasciatrice americana Luce, e l'assessore alle aziende municipalizzate dott. Cara si trovava in un campeggio organizzato dall'Aquila.

I triestini hanno di che vantarsi, sia delle loro organizzazioni sinda­cali, sia delle loro autorità.

Il cronista

il programma comunista n. 16 del 1953