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Lavoro ZeroArchivio storico. RIVISTE

la classe 10

La Classe

Pubblichiamo in formato pdf la serie completa de "La Classe". Il giornale "delle lotte operaie e studentesche" durò appena tre mesi con i suoi tredici numeri usciti tra il maggio e l'agosto del 1969. Ebbe tuttavia una grossa importanza, collocandosi in una fase politica cruciale: i temi che vengono trattati vanno dal rifiuto del lavoro all'organizzazione dell'autonomia operaia passando per le lotte alla Fiat. Nel convegno nazionale delle avanguardie operaie e studentesche, tenutosi nel luglio del '69, vennero a galla le profonde differenze tra il gruppo de "La Classe" e il Potere Operaio pisano, che darà poi vita a "Lotta Continua". Dopo l'estate il giornale cessò le sue pubblicazioni e confluì nella fondazione di Potere Operaio.

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Lavoro Zero, giornale comunista dal Veneto

Pubblichiamo gli articoli più significativi della rivista "Lavoro Zero" (giornale dal Veneto). Il primo numero data luglio 1975 e la redazione provvisoria è a Mestre (VE). Ci sembra utile dare spazio ad una delle testimonianze più curiose e originali su "la rivolta operaia contro il lavoro di fabbrica" sviluppatasi nel nostro paese a cavallo degli anni 70'. Cliccando sull'icona a destra è possibile leggere o scaricare il pdf dell'intera rivista.

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Lotta di classe, giornale politico operaio del canavese

Lotta di classe nasce a Ivrea nel 1962 da una polemica sorta nella FIOM sulla funzione del sindacato. Si trattava di un periodico interno alla Olivetti, quindi con una tiratura limitata, anche se gli stabilimenti all'epoca impiegavano circa 30.000 lavoratori, a Ivrea e nei comuni vicini. Dopo qualche numero il ciclostilato raggiunse una tiratura di 2000 copie interamente vendute. Erano anni di fermento delle nuove generazioni, che diedero prova di straordinaria combattività culminata nelle giornate di scontri con la polizia nel luglio del 1962. Il contatto con Potere Operaio di Biella e soprattutto con i Quaderni Rossi di Torino portarono a uno sviluppo di un lavoro imperniato sull'importanza delle ristrutturazioni capitalistiche. L'ultimo numero, il 15, uscì nel giugno del 1970.

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Rosso, giornale dentro il movimento

Pubblichiamo una serie di articoli apparsi su "Rosso" (Giornale dentro il movimento) del giugno 1976. Curiosa l'analisi del rapporto sindacato-PCI-stato e la conseguente messa a fuoco del comportamento di rottura esercitato dalla classe operaia in quel frangente. Rottura che si esplicita anche e soprattutto nel riconoscimento del ruolo castrante esercitato dal sistema della delega:

"Quindi il processo di sindacato unitario non trova il suo limite nella politica rivendicativa, ma nel rapporto di delega. È proprio il terreno della delega ad essere inadatto ad essere praticato ed utilizzato in funzione della crescita della organizzazione operaia. Anche per questo motivo il sindacato si sforza in tutti i modi di consolidare la delega della "base" e di realizzare su tutti i terreni dei centri di formazione della "volontà collettiva" che siano in grado di agire in qualità di rappresentanti operai e di trasformare i conflitti diretti ed aperti in rivendicazioni negoziabili."

Purtroppo, manca una lettura retrospettiva sul perché il più grande “partito comunista” occidentale sia diventato motore di conservazione sociale. Questa è la pecca che inficia l'intera lettura dei complessi rapporti sociali dell'epoca. Ci sembra comunque utile, anche se il PCI è scomparso e la CGIL arranca, rispolverare dei documenti che ricordano come il sindacato sia diventato parte integrante dei processi di valorizzazione. Oggi come allora, la denuncia della micidiale "rete di interessi" che lega le centrali sindacali al capitale deve andare di pari passo alla lotta contro il lavoro.