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Primo maggio riders Torino

Comunicato di Deliverance Project sullo sciopero dei rider di Torino il Primo Maggio

Nella città deserta che aspira al ritorno alla normalità, per un giorno abbiamo riscoperto la normalità della lotta rider. Hanno provato a farci credere che lavorare fosse essenziale e lottare pericoloso. La verità è che essenziali, per le aziende, sono solo i profitti, da garantirsi ad ogni costo a scapito dei salari dei lavoratori. E per i lavoratori sarà essenziale la lotta, per evitare che questa crisi sia l'ennesima occasione per stravolgere le regole del lavoro e perfezionare il dominio sulle nostre vite.

rider 01052020Un primo maggio di lotta per i lavoratori del food delivery che chiamano lo sciopero contro le infime condizioni di lavoro a cui erano sottoposti e che, come già abbiamo avuto modo di raccontare ai microfoni di Radio BlackOut, dall'avvento del coronavirus sono riuscite contro ogni previsione a peggiorare ulteriormente.

Per prepararsi a a questo sciopero sono state pubblicate sulla pagina facebook Deliverance Project, e che riproponiamo dopo il podcast, una serie di analisi e riflessioni sulle principali caratteristiche della gig economy in tempi di pandemia, ma non solo, e quelle che potrebbero essere delle richieste base da pretendere dalle aziende.

Domenica sono scattati i controlli dei vigili urbani sui lavoratori che fanno le consegne per conto delle tante ditte che impiegano fattorini in bicicletta, con tanto di multe e controlli di documenti etnicamente mirati.

Di seguito il comunicato dei "Deliverance Project":

"Ieri sera mentre le solite centinaia di rider si muovevano per la città alla ricerca di ordini da consegnare, sono incappate in una brutta sorpresa: polizia e Asl, sempre così solerti a controllare i nostri datori di lavoro, erano in giro a placcare colleghi per controllare la presenza delle luci ed il contenuto degli zaini.

NON SI PUÒ MORIRE PER PORTARE UNA PIZZA. GLOVO SCHIAVISTA SEI PRIMA DELLA LISTA

Oggi siamo scesi in piazza, per Zohaib ma anche per tutti noi. Sappiamo quale sia il lavoro che tutti i giorni facciamo per le strade di questa città ed a quali condizioni ci costringono. A tutti noi poteva succedere di essere investiti e di rischiare la vita, di romperci un braccio o una gamba, senza un'assicurazione e senza diritti per consegnare una pizza o del sushi.

Nella città più cassaintegrata del paese e tra le più povere del Nord Italia, i confederali hanno aperto la "Vertenza Torino", organizzando una processione-sfilata per il prossimo 13 dicembre. I sindacati denunciano la perdita di quasi diecimila posti di lavoro dal 2008 al 2018 e dichiarano che le situazioni di crisi in corso coinvolgono circa 4 mila lavoratori (i settori in difficoltà vanno dall'industria all'edilizia, dalla grande distribuzione al terziario, dalla sanità alla pubblica amministrazione, con i casi Fca, Embraco, Lear, Manital e Auchan).

Dal canto suo, anche Intesa San Paolo dice di voler contribuire al contrasto della povertà e perciò ha organizzato un pranzo per trecento persone e famiglie in situazioni difficili presso la sede torinese della banca nel grattacielo di Renzo Piano.

Di seguito il comunicato (tratto dalla pagina Fb Effetto Domino's) dei pizzaioli e dei fattorini di Domino's Pizza che sabato 29 giugno hanno scioperato per la prima volta.

Il fatturato di Domino's nel mondo è stato di 11 miliardi di dollari nel 2017 e il 52% di questo fatturato è costituito dai mercati internazionali. A fine 2018 Domino's Pizza Italia contava 21 punti di vendita e l'obiettivo per il 2019 è di raddoppiarne il numero.
Ma chi paga in realtà la rapida crescita dell'ennesima catena di fast-food specializzata nelle consegne a domicilio?

Riportiamo di seguito il comunicato dei rider sui fatti del Primo Maggio a Torino

Mercoledì 1 maggio 2019

Questa mattina alle 9 ci siamo trovati/e in piazza Vittorio fra rider di tutte le aziende.
Abbiamo deciso di muoverci in bici per smarcarci dal corteo istituzionale che sfilava per le vie del centro.
Dopo un breve giro intorno a Piazza San Carlo, con la polizia a ronzare spericolatamente in mezzo al corteo su due ruote, abbiamo deciso di riprendere la piazza che ci spettava in quanto lavoratori in lotta.
Dopo alcuni tentativi di ricerca di un varco di accesso alla piazza, tutti conclusi con muri di poliziotti a blindo di ogni via, siamo lo stesso riusciti ad arrivare alla testa del corteo e a ribadire che come lavoratori e lavoratrici in lotta ci spettava entrare in piazza.

Con la CRITICAL MASS RIDER di venerdì 26 Ottobre un gruppo di lavoratori e lavoratrici si è organizzato insieme ad amici e solidali in bicicletta ed ha protestato contro le condizioni di sfruttamento che gravano sui fattorini del food delivery durante una giornata di mobilitazione generale. La scelta dei lavoratori di Torino di lottare non è un caso isolato, ma accomuna i e le rider in molte parti d'Europa, che insieme si stanno organizzando per portare avanti le proprie rivendicazioni: dai rider di Deliveroo parigini che si sono mobilitati in modo continuativo negli scorsi 15 giorni, quelli di Ubereats a Londra, i e le glovers di Malaga e molti altri.

!!Il luogo dell'evento verrà pubblicato successivamente, vi invitiamo tutti e tutte a partecipare con le vostre bici!!

Siamo i rider: i lavoratori del Food Delivery che portano da mangiare nelle casa dei torinesi. Non siamo schiavi, non siamo "studentelli a cui piace andare in bici", siamo persone che lavorano per arrivare a fine mese, per pagare un affitto o, nella migliore delle ipotesi, mettere da parte due soldi per il futuro, e non accettiamo che la nostra dignità venga calpestata. Siamo stufi di ricevere pochi spiccioli, senza ferie, malattia e copertura per gli infortuni.

Glovo TorinoIeri Domenica 7 ottobre i e le rider di Glovo si sono mobilitati facendo dei blocchi di fronte ai due dei principali Mc Donald di Torino a causa delle condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti: la paga è di 2€ lordi più 50 cent a km consegna; non è prevista un'assicurazione che copra danni inferiori ai 4 giorni di ricovero - nonostante i numerosi incidenti che continuano a susseguirsi sia a Torino che nelle altre città - e durante i turni di lavoro non c'è alcuna garanzia di ricevere degli ordini.

Nel frattempo il MC Donald (partner in esclusiva di Glovo) offre consegne gratis ai clienti e riempie di pubblicità la città in beffa ai lavoratori e alle lavoratrici pagati una miseria e costantemente sotto il ricatto delle valutazioni dei clienti e dell'app.