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Oggi giornata di sciopero generale del pubblico impiego in Belgio. Un corteo sindacale di migliaia di persone ha attraversato il centro di Bruxelles scandendo slogan contro l'austerità. Treni e bus fermi in Vallonia e a Bruxelles, ritardi e voli cancellati negli aeroporti, scuole chiuse. La Cgsp, il massimo sindacato belga, ha presentato un preavviso di sciopero di altri tre giorni.

Una settimana intera di mobilitazione non si vedeva dal 1986. Al centro dello scontro la politica di tagli promossa dal premier Charles Michel. "Se la politica del governo rimarrà immutata - ha attaccato il leader sindacale della Cgsp Michel Meyer - ci sarà la guerriglia e se necessario andremo sino in fondo. Se sarà necessario, tutto il nostro comparto è pronto a fermarsi pur di far cambiare la politica del governo sui servizi pubblici".

Toni simili a quelli che si sentono ultimamente in Francia, dove la mobilitazione contro la Loi Travail non accenna a diminuire: questa settimana oltre alle raffinerie scenderanno in sciopero i lavoratori delle ferrovie, dei trasporti locali e degli aerei. Continuano i blocchi nei centri di raccolta dei rifiuti nella regione di Parigi e la Cgt ha chiesto di "avviare ovunque sul territorio delle azioni per paralizzare la raccolta e il trattamento dei rifiuti". Alcuni quotidiani dicono che si stanno preparando degli scioperi "illimitati", cioè senza preavviso e limiti di tempo. Sui social network girano appelli in cui si invitano i lavoratori a prendere in mano l'organizzazione della lotta dando vita a coordinamenti tra settori in sciopero, assemblee generali interprofessionali, "comitati d'azione" nelle università e nelle scuole, per stabilire le azioni da svolgere nelle prossime settimane, il calendario delle mobilitazioni e il programma da adottare.

Intanto si avvicina il 10 giugno, la data d'inaugurazione di Euro 2016, il campionato europeo di calcio, la cui fase finale viene ospitata dalla Francia. Il governo Valls sta tentando di scongiurare la paralisi del paese cercando il dialogo con la moderata Cfdt, facendo concessioni ad alcune categorie in sciopero ed esercitando pressioni sulla Cgt. A dargli man forte ci pensa il Presidente della Confindustria francese Pierre Gattaz secondo il quale i sindacalisti della Cgt si comportano da "delinquenti" e "terroristi". Per adesso è difficile pensare ad un compromesso, il braccio di ferro tra governo e sindacati è destinato a durare.

Certo che se le burocrazie sindacali riescono a dettare l'agenda delle prossime mobilitazioni e a controllare il movimento di sciopero nato nelle ultime settimane, il destino della lotta è segnato. Ben vengano quindi gli appelli all'autorganizzazione e al coordinamento dei lavoratori in lotta.