Come spiegato ampiamente nelle scorse settimane, il rinnovo degli appalti all'interno della raffineria ENI ha sancito 3 cambi di appalto. Già in precedenza avevamo definito questi rinnovi un attacco ai lavoratori e così, infatti, è stato. Durante gli incontri di questa settimana, tra le nuove ditte, le organizzazioni sindacali e il coordinamento ditte ENI, in un primo momento le prime si erano rese disponibili ad attingere il proprio personale tra le maestranze presenti in stabilimento, ma così non è stato nel corso dell'ultimo incontro.
La trattativa si è perciò arenata, visto che il progetto industriale presentato è fatto esclusivamente di tagli lineari al personale. Entrando nel dettaglio, sappiamo che la ditta Amaru si è resa disponibile a riassumere solo 13 dei 27 lavoratori, la Sudelettra ne assumerebbe 15 su 40 creando un cantiere con un massimo di 20/25 lavoratori, mentre la Impes ha pensato bene di non presentarsi neanche al tavolo delle trattative.
Oltre a ciò, si può presumere che tutti i salari dei lavoratori coinvolti subiranno un forte taglio, visto che gli appalti sono stati aggiudicati con un 35% di ribasso: con meno entrate quasi sicuramente le nuove ditte si rifaranno tagliando il costo del lavoro.
In tutta questa vicenda c'è anche un interrogativo fondamentale che ci poniamo: dato che tutto il lavoro di queste ditte dell'indotto serve a garantire la sicurezza dell'impianto, come sarà possibile mantenere gli stessi standard di sicurezza con un taglio così netto del personale e degli stipendi? In questi giorni apprendiamo che nel nostro paese il numero delle morti sul lavoro ha riavuto una brusca impennata e non vorremmo certo che alla fine i tagli imposti abbiano ripercussioni sulla sicurezza sia dei lavoratori, che dell'intero stabilimento.
Per tutti questi motivi, le organizzazioni sindacali, il coordinamento ditte ENI e i lavoratori hanno deciso di indire uno sciopero di 8 ore per la giornata di lunedì 27 luglio; ancora non sono chiare le modalità ma sono possibili picchetti e blocchi stradali davanti alla raffineria sin dalle prime ore di lunedì.
Per questo motivo invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici, ma anche tutto il resto della cittadinanza, a portare solidarietà ai lavoratori della raffineria ENI.
#SeColpisconoUnoColpisconoTutti
BASTA RICATTI E LICENZIAMENTI!
Coordinamento Lavoratori Lavoratrici Livornesi
[tratto da www.livornoindipendente.it]