La storia:
- - 21 novembre 2012: viene sottoscritto senza la firma della Cgil l'accordo sulla produttività
- - 22 gennaio 2013: il Governo emana il decreto per la detassazione del salario di produttività che recepisce l'accordo separato e annulla i criteri per la detassazione dei salari previste dalle norme degli anni scorsi
- - 20 marzo 2013: la Corte dei Conti boccia il decreto del 22 Gennaio 2013
La Cgil non aveva firmato quell'accordo poichè incrinava la centralità del contratto nazionale in favore di livelli contrattuali decentrati, ma nei fatti anche la Cgil ci sperava nell'intervento legislativo per ridurre la tassazione sul salario aziendale.
In fin dei conti, a leggere gli interventi della Cgil a questo si riduceva l'intervento sindacale sui salari ... a sperare in una riduzione della tassazione, invece che costruire una ripresa della contrattazione diretta con le imprese per un aumento delle retribuzioni.
Su questa aspettativa i sindacati (tutti) hanno giustificato la linea di moderazione sindacale nella contrattazione nazionale e in una subordinazione del salario aziendale agli obiettivi di efficienza e produttività a carico del lavoro.
A guardar bene è anche per questo motivo che da anni il potere delle retribuzioni è andato riducendosi, alla faccia dell'urlo di dolore dei sindacati che così facendo sembrano additare questa riduzione a chissà quali fattori, estranei all'area di intervento sindacale.
Con la bocciatura della Corte dei Conti del decreto sulla detassazione è messa in crisi questa strategia sindacale (e confindustriale) che si vede anche dall'imbarazzo e dall'assenza di iniziative concrete sindacali in risposta a questa bocciatura.
La Cgil dichiara apertamente il suo dispiacere ma aspetta di avere chiarimenti dalla Corte dei Conti. Silenzio assoluto da Cisl e Uil.
26-3-2013 Coordinamento RSU
[tratto da www.coordinamentorsu.it]





