Questo sito nasce con l'intento di contribuire alla nascita di un Coordinamento dei Lavoratori in Lotta e perciò la discussione ed i contatti tra lavoratori sono fondamentali. Questa sezione è quindi la più interattiva. Tutti possono contribuirvi, evitando però i piagnistei sui diritti cancellati, la rassegnazione e lo spirito di sacrificio imperante. Questo è un sito di lotta e di coordinamento e questi sono i presupposti da cui vogliamo partire.
Foto: Poster, occuprint.org 1 maggio 2011
Da esercito industriale di riserva a sovrappopolazione assoluta, il proletariato globale viene "liberato" dal lavoro grazie alle macchine autonome. E così il sistema del lavoro salariato risulta sempre più un involucro che non corrisponde al contenuto.
La robotica da tempo "assiste" i lavoratori nei compiti più ripetitivi e pericolosi (cobot), poi progressivamente in quelli più complessi, trasformando l'operaio in supervisore dei processi produttivi. Da alcuni anni questi robot non sono più impiegati solo all'interno delle dark factory – fabbriche senza luce in quanto senza lavoratori, dove gli impianti di produzione lavorano completamente al buio ed in autonomia - ma anche nel commercio al dettaglio, nella sicurezza urbana e nella consegna delle merce a domicilio. L'evoluzione degli strumenti di intelligenza artificiale, tra cui gli agenti autonomi, ha determinato accelerazioni in tutto il mondo, dato che ogni Stato è costretto ad adeguarsi agli standard tecnologici degli altri per non rimanere indietro.
Per le nuove generazioni il lavoro è percepito come fonte di infelicità e stress, e sempre più lavoratori perdono il feeling con l'azienda. La società capitalista, arrivata alla sua fase senile, deve fare i conti con una nuova tendenza sociale. Una ricerca condotta da TalentLMS, piattaforma di riferimento nella formazione dei dipendenti, ha evidenziato come uno stato persistente di infelicità sul posto di lavoro stia portando ad un disimpegno e quindi a scarse prestazioni dei lavoratori, che però affrontano questo malessere silenziosamente, senza dimissioni o proteste come un tempo, per paura...
16 Settembre 2025
La Prima e la Seconda Guerra Mondiale sono facili da definire, iniziano in una certa data e finiscono in un'altra. Le guerre successive non sono definite "mondiali" ma si sono succedute incessantemente per decenni in tutto il mondo, coinvolgendo paesi che ufficialmente non erano in guerra ma che spingevano altri paesi allo scontro nelle cosiddette "proxy war", guerre per procura. Siamo dunque stati in un lungo periodo definito "Guerra Fredda" perché i due principali antagonisti, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica non si sparavano direttamente; ma la definizione risulta impropria...
04 Maggio 2022

Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale. Che sono di due tipi: quella di uno stato che non riesce a fare gli interessi della classe di cui è strumento di potere e quella delle non-classi che sentono come angheria l'indifferenza dello stato di fronte alla...
22 Gennaio 2022