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Ilva TarantoL'esasperazione per il ricatto tra salute e salario è tenuta a bada nei tavoli di concertazione, per salvare uno stabilimento che il mercato ha già condannato

Lo scorso 3 agosto, dopo un'assemblea di due ore in un piazzale interno allo stabilimento, centinaia di lavoratori dell'ex Ilva di Taranto sono usciti in corteo verso la Direzione e hanno occupato per circa un'ora la statale 100 e, poco dopo, la statale 7. Otto ore di sciopero per ogni turno, proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Usb, è la risposta al decreto della Corte d'Appello di Milano che impone lo stop dell'area a caldo entro il 28 ottobre: la motivazione è che inquina.

Una visita al gigantesco Centro Logístico de Amazon España en San Fernando de Henares (Madrid)Il 22 luglio 2026 rappresenta una svolta nelle relazioni sindacali di Amazon in Italia: in questa data la multinazionale americana ha firmato il primo accordo collettivo nazionale della sua storia, che dovrebbe essere valido per tutti i siti logistici presenti nel Paese. L'intesa, raggiunta con Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, disciplina temi come videosorveglianza, permessi, congedi e "diritti" dei lavoratori, rafforzando le tutele previste dal contratto nazionale della logistica. L'accordo esclude l'uso delle immagini a fini disciplinari e introduce condizioni più favorevoli per l'utilizzo dei congedi parentali e delle ferie solidali. Per i sindacati si tratta di un risultato senza precedenti, che rappresenta l'evoluzione del protocollo sulle relazioni industriali firmato nel 2021 e un passo avanti nel riconoscimento dei diritti dei lavoratori Amazon. Si tratta, infatti, del primo caso al mondo di un accordo collettivo nazionale sottoscritto da Amazon.

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn FirenzeCinque anni dopo il licenziamento collettivo, i metalmeccanici toscani della storica multinazionale britannica sono ancora in piazza, stretti tra movimentismo e interclassismo

Lo scorso 12 luglio, il parco urbano di Villa Montalvo a Campi Bisenzio (FI) ha ospitato una giornata di iniziative per il quinto anniversario dell'assemblea permanente dell'ex GKN, con la presentazione delle azioni future e momenti conviviali.

L'assemblea permanente parte dopo il 9 luglio 2021, quando GKN Driveline, di proprietà del fondo inglese Melrose Industries e produttrice di componenti per automobili e velivoli, comunica via e-mail l'apertura della procedura di licenziamento collettivo per 422 lavoratori. Nessun preavviso, nessuna trattativa, nessun coinvolgimento sindacale: una mail, mentre la fabbrica era chiusa per ferie concordate. In meno di un'ora un centinaio di operai rientra ai cancelli. Non è un presidio, non è nemmeno un'occupazione in senso classico: è un'assemblea permanente, che da quel giorno non si è più sciolta. Il 19 settembre 2021, decine di migliaia di persone partecipano ad un corteo nazionale a Firenze contro i licenziamenti, una delle più grandi mobilitazioni convocate da operai degli ultimi anni in Italia.

sudd cobas prato firenzeGli hub di Carmignano, Campi Bisenzio, Pistoia, Tortona, Settimo Torinese, Albairate, Verona, Piacenza, Modena, Bologna, Bergamo, Brescia, Parma, Roma e Mantova dimostrano che la lotta dei lavoratori è comune

Non sono casi isolati, né novità: la logistica, ancora una volta, si conferma uno dei terreni di scontro tra lavoro e capitale. Un settore poco visibile — magazzini fuori dai centri urbani, capannoni anonimi lungo le tangenziali, orari notturni, manodopera in prevalenza migrante, subappalti a cascata che rendono difficile perfino individuare chi sia il vero datore di lavoro — e che invece, puntualmente, torna sotto i riflettori proprio quando i lavoratori decidono di bloccarne gli ingranaggi.

È un comparto nato e cresciuto sulla frammentazione: cooperative, ditte in appalto, corrieri che di indipendente hanno solo il nome, piattaforme che scaricano su terzi ogni responsabilità e ogni costo. È un comparto che si regge su turni massacranti, ritmi da capolinea, cambi di appalto al ribasso che ogni volta significano un pezzo di salario in meno, mezzi spesso fatiscenti, sicurezza sacrificata sull'altare della consegna in giornata.

Le ultime settimane hanno visto un susseguirsi di scioperi e picchetti in tutta Italia.

Sciopero nazionale 29-05-2026I bonzi sindacali puntano tutto sulla mediazione sociale e sulla conservazione del proprio ruolo nei tavoli negoziali, ma il malcontento sociale potrebbe sfuggirgli di mano

Lo sciopero del 29 maggio si inserisce in una fase caratterizzata da una crescita delle mobilitazioni promosse dal sindacalismo di base e dal movimentismo. Proclamato da CUB, SGB, SI Cobas, ADL Varese, USI e USI-CIT, e con l'adesione di organizzazioni palestinesi attive in Italia, ha coinvolto l'intero territorio nazionale e numerosi settori produttivi e dei servizi (trasporti, scuola, sanità, amministrazione pubblica), provocando disagi diffusi e un'ampia partecipazione a cortei e presìdi.

rider 2026Paghe basse e ritmi alti alimentano il malcontento dei lavoratori

Sabato 28 febbraio i ciclofattorini delle piattaforme di consegna di cibo - comunemente definiti rider - hanno interrotto le consegne a Milano, Torino, Bologna, Palermo, Padova, Livorno, Rimini e altre città italiane.

Come in altre parti del mondo , mentre "tra i vari marchi c'è una concorrenza sfrenata per accaparrarsi fette di mercato, i lavoratori hanno interessi comuni e possono farli valere se si uniscono e adoperano con intelligenza i propri strumenti di lavoro".

Manifestazione Torino 31 gennaio 2026

Alcune considerazioni a margine della manifestazione del 31 gennaio contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna al civico 47 di corso Regina Margherita

Il corteo che si è svolto a Torino il 31 gennaio, anche se organizzato per un motivo specifico, ovvero in risposta allo sgombero dello storico centro sociale avvenuto lo scorso dicembre, si pone in continuità – almeno come partecipazione - con gli scioperi generali per Gaza del 2025, che hanno coinvolto direttamente i luoghi di lavoro e diversi settori, tra cui il trasporto pubblico locale, le fabbriche, le ferrovie, la scuola e i porti.

Le motivazioni profonde che hanno riempito le piazze lo scorso anno, così come di recente a Torino, vanno ricercate in un disagio crescente dovuto al peggioramento delle condizioni di vita, non solo in termini strettamente economici ma anche di insicurezza verso il futuro, dato l'estendersi delle guerre e la preoccupazione che questa realtà produce nelle nuove generazioni (vedi ondata di lotta della "Generazione Z").

Ex IlvaSe lo Stato e i capitalisti tendono a dismettere la produzione di acciaio, non ha senso battersi perchè le fabbriche rimangano aperte

L'agitazione operaia, che ha portato a scioperi, presidi e blocchi del traffico in varie città italiane, è la risposta alla presentazione del piano denominato "ciclo corto" presentato dal governo per l'ex Ilva, che prevedeva una riduzione della produzione e un massiccio ricorso alla cassa integrazione per migliaia di lavoratori. I sindacati hanno detto che, in assenza di un piano industriale solido, si sta di fatto puntando alla chiusura degli stabilimenti Acciaierie d'Italia S.p.A. in amministrazione straordinaria.

Attualmente l'ex Ilva lavora a ritmi ridotti: su 8mila dipendenti complessivi ne sono in cassa integrazione circa la metà.

I metalmeccanici sono scesi in strada al grido di "lavoro, lavoro!", chiedendo il rilancio della siderurgia italiana, che non sarebbe adeguatamente tutelata dal governo: i bonzi sindacali riescono ancora ad incanalare la rabbia degli operai all'interno dei binari delle compatibilità capitalistiche, "suggerendo" ai lavoratori slogan che appartengono alla classe nemica. La terribile parola d'ordine del "diritto al lavoro" non è che la triste liturgia di una Religione del Lavoro, quindi del Capitale. Essa risulta particolarmente fuorviante in un'epoca in cui lo stesso capitalismo sostituisce sempre più lavoratori con sistemi di macchine. L'acciaio è una merce prodotta in un mercato internazionale (i maggiori produttori sono Cina e India) e vince chi lo produce a prezzi inferiori, gli altri sono destinati a chiudere. Vogliamo quindi farci sfruttare di più per essere più competitivi? Se il capitalismo offre solo miseria e guerra, ad esso i lavoratori dovrebbero contrapporre la difesa intransigente dei loro interessi, cominciando con la riscoperta di parole d'ordine come la riduzione della giornata lavorativa e il salario ai disoccupati.

Manifestazioni in Italia 22 settembre 2025Sull'onda di quanto sta succedendo in altre parti del mondo, anche in Italia si registrano segnali di fibrillazione sociale.

Dopo le 4 ore di astensione dal lavoro indette dalla CGIL nella giornata di venerdì 19 settembre, lunedì 22 è stata la volta dello "sciopero per Gaza", organizzato dai sindacati di base (USB, CUB, ADL ed altri) e dalle associazioni pro-Palestina. La mobilitazione è stata indetta anche in solidarietà alla Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria internazionale che ha l'obiettivo di portare beni di prima necessità nella Striscia di Gaza e di rompere il blocco navale imposto da Israele. Il 22  in decine di migliaia hanno manifestato nelle maggiori città italiane, e secondo alcune stime sono state oltre 500.000 le persone scese in piazza. La mobilitazione ha interessato diversi settori, tra cui il trasporto pubblico locale, le ferrovie, la scuola e i porti.

Alcuni gruppi di manifestanti hanno adottato i metodi dei bloqueurs francesi, ossia il blocco della viabilità e degli snodi strategici. A Milano si sono registrati scontri con la polizia nei pressi della stazione Centrale; a Bologna, sulla tangenziale, ci sono stati contatti tra manifestanti e forze dell'ordine; a Roma, per evitare un aumento della tensione, la polizia ha consentito l’occupazione della Tangenziale est per alcune ore. Altri blocchi sono avvenuti a Torino, Napoli, Firenze, Brescia, Catania, Genova, e sono stati segnalati "disagi" nei porti di La Spezia, Ravenna, Trieste, Livorno e Marghera.

Prmo Maggio 2022 TorinoPrimo Maggio globale: scontri a Parigi, arresti a Istanbul (dove il corteo non era autorizzato), grande manifestazione nelle strade di Atene, decine di migliaia di persone in marcia nella capitale dello Sri Lanka. Il filo rosso che lega le tante piazze nel mondo è l'impennata dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari sull'onda della guerra in Ucraina.

In Italia i confederali si sono dati appuntamento in piazza San Francesco ad Assisi. Ad accompagnare la giornata pacifista (nel senso di ricerca pompieristica della pace tra le classi) lo slogan "Al lavoro per la pace", che tradotto dal sindacalese vuol dire: schiavi salariati andate a lavorare e invocate lo Spirito Santo perché doni la pace all'anima. Per finire in bellezza, e cancellare così ogni memoria storica sulle origini battagliere del Primo Maggio (qualcuno si ricorda ancora dei fatti occorsi a Chicago nel maggio del 1886?), nel pomeriggio si è svolto il tradizionale concertone di piazza San Giovanni a Roma.