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Cockroach Janta Party Election SymbolEtichettati come "scarafaggi" e "parassiti", da Mumbai a Delhi milioni di giovani fanno sapere di essere stanchi dello stato di cose presente

Dopo la mobilitazione dello scorso febbraio, che ha coinvolto centinaia di milioni di lavoratori in più di seicento distretti dell'India, ora è la cosiddetta "Gen Z" ad alzare la voce.

Il motivo che ha fatto scoppiare le proteste è stata la successione, nel mese di maggio, di due disservizi scolastici: l'annullamento dell'esame di ammissione ai corsi di laurea in medicina e odontoiatria, sostenuto da 2,27 milioni di giovani, che ha provocato forti polemiche, portando persino al suicidio di alcuni studenti e all'arresto di funzionari ministeriali; e, successivamente, il malfunzionamento del nuovo sistema digitale di correzione su schermo degli esami di maturità.

Gli studenti hanno denunciato questi episodi sui social network. Per tutta risposta, il presidente della Corte Suprema indiana avrebbe descritto i giovani disoccupati come "scarafaggi" che, non riuscendo a trovare lavoro, si rivolgono ai media per "attaccare il sistema", arrivando a descriverli come "parassiti della società".

Nonostante l'immediato dietrofront della Corte Suprema, la rabbia dei giovani indiani per queste dichiarazioni si è incanalata su Internet, dove l'hashtag #MainBhiCockroach ("anch'io sono uno scarafaggio") ha trovato un'enorme diffusione.

Questa struttura auto-organizzata di protesta ha fatto emergere alcuni nodi delle rete, che hanno utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per progettare il sito web e generare le immagini per promuovere il "movimento degli scarafaggi", dichiarandosi "la voce dei pigri e dei disoccupati", non come rivendicazione provocatoria, ma come rifiuto del mito della produttività e del sacrificio individuale sull'altare del Dio Lavoro. Su Instagram, l'account ha superato i 3 milioni di follower in 78 ore, i 10 milioni in cinque giorni e i 20 milioni in due settimane, oltre ad aver registrato quasi quattrocentomila membri tramite i moduli online.

La strategia comunicativa degli "scarafaggi" consiste nel ribaltare gli insulti, trasformandoli in uno strumento di ribellione. Il movimento rifiuta sia l'etichetta di partito politico tradizionale, sia l'inclusione di figure politiche affermate nella propria piattaforma, rigettando il meccanismo della delega rappresentativa in qualsiasi adunanza assembleare. Lo scorso 6 giugno centinaia di "giovani scarafaggi" sono scesi in strada a Delhi, mentre altre grandi città come Mumbai, Calcutta, Bangalore, Chennai, Hyderabad, Pune, Ahmedabad e Surat, hanno iniziato a organizzare mobilitazioni nel caso in cui il ministro dell'istruzione non si dimettesse.

Le crescenti contraddizioni che attraversano il mondo capitalistico producono l'accumulo di energia sociale, pronta a liberarsi ad ogni scintilla locale. In India il 40% dei laureati di età pari o inferiore a 25 anni risulta disoccupato, mentre gli altri si trovano intrappolati in una condizione di sottoccupazione cronica: una massa crescente di forza lavoro istruita che continua ad affollare università, corsi professionali e piattaforme digitali nella speranza di ottenere un impiego stabile. Negli ultimi anni il costo dell'istruzione superiore è aumentato, mentre l'accesso a posizioni lavorative qualificate procede a ritmi molto inferiori rispetto alla crescita del numero di diplomati e laureati. In numerosi settori, inoltre, il lavoro disponibile assume forme sempre più precarie: contratti temporanei, impiego tramite piattaforme digitali, attività informali prive di tutele e salari stagnanti nonostante l'inflazione galoppante.

Il fenomeno non riguarda soltanto le grandi metropoli, anche nei centri minori e nelle aree rurali la scolarizzazione di massa ha modificato profondamente le aspettative delle nuove generazioni. Milioni di giovani vengono educati all'idea che studio e qualificazione professionale rappresentino il percorso naturale verso una migliore condizione di vita, perciò la frustrazione conseguente al "bagno di realtà" tende ad assumere una dimensione collettiva.