Per le nuove generazioni il lavoro è percepito come fonte di infelicità e stress, e sempre più lavoratori perdono il feeling con l'azienda.
La società capitalista, arrivata alla sua fase senile, deve fare i conti con una nuova tendenza sociale. Una ricerca condotta da TalentLMS, piattaforma di riferimento nella formazione dei dipendenti, ha evidenziato come uno stato persistente di infelicità sul posto di lavoro stia portando ad un disimpegno e quindi a scarse prestazioni dei lavoratori, che però affrontano questo malessere silenziosamente, senza dimissioni o proteste come un tempo, per paura di trovarsi senza un reddito per vivere.
Questa "crepatura silenziosa" (etichettata come quiet cracking) tra lavoratori ed aziende sembra la conseguenza del "grande distacco" (great detachment), un'espressione coniata da Forbes nell'ottobre del 2024 per descrivere la generazione che aveva cominciato ad affacciarsi sul mercato del lavoro, già mentalmente ed emotivamente disimpegnata dai ruoli assegnati per colpa dei sovraccarichi di lavoro e della flessibilità richiesta per adattarsi alle esigenze di mercato. Mentre il burn-out è un esito patologico che si manifesta con disagio psicofisico da poche settimane a molti mesi, il quiet cracking è più una presa di consapevolezza sulla nocività del lavoro e della narrazione sull'esistenzialismo produttivista. "È ora che smettano con tutte queste fesserie ed ammettano che il lavoro è tossico per la maggior parte dei lavoratori" è uno dei commenti più apprezzati sulla sezione "antiwork" del social Reddit.
L'accelerazione delle tendenze di disaffezione verso il lavoro partì all'inizio del 2021, durante la pandemia di COVID-19, quando in Occidente decine di milioni di salariati diedero volontariamente le dimissioni, e in Asia nacquero movimenti come "Tang ping" ("sdraiarsi") e "Let it rot" ("lascialo marcire"), una controcultura che mise in discussione l'etica del lavoro.
L'intervento degli Stati con leggi ad hoc per incentivare il welfare aziendale spinse buona parte dei lavoratori insoddisfatti a rimanere comunque in azienda (big stay), ma queste misure spacciate come antidoto ai mali del sistema del lavoro salariato non risolsero il problema, prolungando il malessere dei lavoratori, sempre più disillusi sulla "mission aziendale", estranei alla "vision aziendale" e privi di empatia verso i quadri dirigenti.
Secondo le ricerche di organismi specializzati, la crepatura silenziosa avrebbe già causato 438 miliardi di dollari in perdita di produttività, tanto da richiedere degli studi sulle cause con tanto di raccolta di esperienze dei lavoratori sconnessi, per avere più informazioni possibili per cercare di arginare il fenomeno.





