Manifestazioni di protesta e scioperi in molte delle principali citta' del Brasile a soli 28 giorni dal calcio d'inizio dei Mondiali, che potrebbero trasformarsi in caos se all'astensione aderiranno anche gli agenti della polizia federale, dopo gli insegnanti e altre categorie di lavoratori pubblici.
Circa 10 mila persone sono scese in strada a Belo Horizonte, Brasilia, Manaus, Porto Alegre, Rio e San Paolo, dove alcune migliaia di manifestanti del Movimento dei lavoratori senza casa hanno dato fuoco ai copertoni inscenando un corteo verso il Corinthians Arena, lo stadio che il 12 giugno ospitera' la partita d'esordio fra Brasile e Croazia. I dimostranti hanno anche infranto i vetri delle macchine di un rivenditore di auto sponsor ufficiale della FIFA. La polizia ha usato i gas lacrimogeni per disperderli e ha proceduto a una ventina di arresti.
Concesso un aumento del 37% del salario.
Gli spazzini di Rio de Janeiro hanno deciso nel fine settimana di interrompere lo sciopero indetto dal primo giorno del mese per rivendicare l'aumento dei loro salari. E la città che ospiterà la finale dei prossimi Mondiali di calcio (12 giugno-13 luglio), oltre alle Olimpiadi del 2016, è tornata a respirare: in soli due giorni,una task-force composta da tremila uomini ha raccolto oltre 18mila tonnellate di immondizia, ha reso noto il Comune locale. Ma la protesta si è interrotta perché il sindaco della megalopoli Eduardo Paes ha dovuto cedere e concedere un aumento del 37% nelle buste paga.
La mobilitazione decisa alla fine di giugno è stata indetta dalla Cut e da altre sigle minori oltre che dal Movimento dei Senza Terra
Non si fermano scioperi e mobilitazione in un Brasile sempre più desideroso di voltare pagina. Nuove mobilitazioni contro il governo sono in programma oggi in una ventina di Stati del Brasile e sono state anticipate da uno sciopero cominciato nel porto sud-orientale di Santos, a San Paolo, lo scalo marittimo più importante dell'America Latina, A Santos gruppi di lavoratori che invocavano miglioramenti salariali protestando contro una nuova norma per regolamentare il settore hanno bloccato l'accesso al porto interrompendo le operazioni di carico dei container.
Migliaia di persone in piazza e scontri con la polizia nelle principali città brasiliane per protestare contro l'aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale. Il bilancio è di una cinquantina di feriti e oltre 160 arresti.
Proteste, manifestazioni di piazza e anche scontri violenti con la polizia in Brasile dopo la decisione di aumentare i prezzi dei trasporti pubblici e in particolari degli autobus. E' di almeno 50 persone ferite il bilancio finale degli scontri che hanno visto la polizia intervenire in assetto antisommossa con l'uso di lacrimogeni e idranti per disperdere la folla.
14 Aprile 2011
di Raul Zibechi
Da più di vent’anni in Brasile non si vedeva un’esplosione di lotte operaie come quella del marzo scorso contro le megaopere del Programma di Accelerazione della crescita (Pac), il più ambizioso piano di modernizzazione delle infrastrutture dai tempi della dittatura militare (1964-1985). Oltre 80 mila operai delle costruzioni civili si sono messi in sciopero dopo la ribellione dei lavoratori che costruiscono la centrale idroelettrica di Jirau, nello Stato di Rondonia, sul fiume Madera, in piena foresta amazzonica, vicino alla frontiera con la Bolivia.