La repressione nei confronti dei lavoratori immigrati è parte della guerra dell'1% contro il 99%
L'uccisione di Renée Good, avvenuta a Minneapolis il 7 gennaio scorso durante un'operazione di controllo dell'ICE (l'agenzia federale anti-immigrazione), ha scatenato diverse proteste in Minnesota, da manifestazioni più pacifiche a quelle più radicali, culminando nello sciopero generale del 23 gennaio in tutto lo stato, che ha bloccato l'economia delle Twin Cities (Minneapolis e la vicina Saint Paul). Le immagini girate dai droni mostrano una folla immensa che attraversa il centro cittadino nonostante una temperatura di - 20 gradi. L'AFL-CIO, il più grande sindacato degli Stati Uniti, ha appoggiato la mobilitazione, che ha ricevuto la solidarietà di oltre 70 città statunitensi, tra cui New York e Chicago. Si tratta di un evento particolarmente raro negli Stati Uniti: gli ultimi grandi scioperi generali si sono verificati nel 1946, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, per chiedere l'abolizione del controllo dei prezzi sui beni di prima necessità.
Anche l'Assemblea Generale della CGIL ha espresso "profondo sconcerto e indignazione – si legge in una nota – per i gravi fatti avvenuti negli Stati Uniti e in particolare in Minnesota, dove il 23 gennaio 2026 uno sciopero generale e una manifestazione di massa hanno denunciato la repressione e le violenze dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE)".
Il 24 gennaio Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva che prestava servizio volontario come osservatore legale, è stato ucciso dall'ICE. La sua morte è stata filmata da diverse angolazioni: gli agenti lo hanno gettato a terra mentre riprendeva i rastrellamenti con il proprio smartphone, e lo hanno giustiziato con diversi colpi di pistola mentre era immobilizzato. In seguito alla sparatoria, il governo americano ha presentato Pretti come un agitatore armato intento a sparare alla polizia. Per tutta risposta, il 30 gennaio è stato organizzato un altro sciopero nazionale che ha visto oltre trecento manifestazioni in tutti gli stati americani ("ICE Out, Shut It Down!). Migliaia di lavoratori di diversi settori hanno incorociato le bracca al grido di "No work, no school, no shopping. Get outside, make some noise!"
In un contesto di miseria crescente e forte polarizzazione sociale come quello degli Stati Uniti, la scintilla che ha innescato l'esplosione delle proteste è stata l'uccisione di due persone disarmate per mano degli agenti dell'ICE, responsabili da settimane di raid sui posti di lavoro, nelle scuole e negli ospedali. Da notare che l'agenzia federale anti-immigrazione sta usando l'app ELITE (Enhanced Leads Identification & Targeting for Enforcement), fornita dall'azienda Palantir di Peter Thiel, che attraverso l'analisi dei dati del Dipartimento della Salute permette di individuare persone che risiedono nel paese senza permesso di soggiorno. Le stesse tecnologie utilizzate per la guerra a Gaza vengono impiegare all'interno dei confini nazionali.
In reazione alla "guerra all'immigrato", che poi non è altro che "guerra ai senza-riserve", sono emerse forme di organizzazione comunitaria e strutture di mutuo soccorso, soprattutto nei quartieri di Minneapolis. Nella città si è verificato il maggior numero di episodi repressivi dell'ICE e alcuni volontari hanno iniziato a monitorare la presenza degli agenti, condividendo informazioni su attività sospette al fine di allertare le famiglie immigrate e scoraggiare le retate. Per svolgere il ruolo di legal observer, è necessario pedinare gli agenti dell'ICE e filmarli mentre compiono i rastrellamenti. Le autorità federali considerano questi volontari "terroristi interni".
L'ICE Watch è una rete informale di osservatori che si coordina tramite la piattaforma Signal e attraverso incontri di quartiere (dove sono presenti anche dei gruppi religiosi); si occupa inoltre di diffondere procedure di auto-sicurezza per i lavoratori più vulnerabili o senza documenti. C'è chi si organizza per consegnare la spesa a persone irregolari e che non possono uscire di casa quando la zona è pattugliata. Il Partito Democratico cerca di infiltrarsi in questi gruppi, il che rappresenta un ostacolo all'auto-organizzazione dal basso; ma se la repressione continuerà, c'è da aspettarsi una radicalizzazione della lotta.
Un'altra attività dei manifestanti anti-ICE, quelli meno pacifici, è identificare gli hotel in cui alloggiano gli agenti, presentarsi lì nel cuore della notte e fare rumore per impedirgli di dormire. Nelle ultime settimane si è inoltre imposta la pratica del "filter blockade", il blocco degli incroci stradali con lo scopo di rallentare le azioni degli agenti anti-immigrazione. Questi posti di blocco fungono anche da hub per condividere cibo, informazioni, incontrare i vicini, coordinarsi e soddisfare altre esigenze immediate.
L'impronta di classe è visibile in queste mobilitazioni e lo testimoniano il ricorso all'arma del "general strike" e la discesa in campo delle organizzazioni sindacali, costrette a dare risposte ai propri iscritti, tra i quali vi sono anche lavoratori non in regola con i documenti. Si sono mobilitati anche i sindacati della scuola: l'American Federation of Teachers (AFT) e la National Education Association (NEA) hanno lanciato la campagna #IceOutSchools per impedire le incursioni dell'ICE negli istituti scolastici.
E' stato annunciato che le forze dell'ICE saranno impiegate in occasione delle Olimpiadi invernali a Milano. Le "olimpiadi insostenibili" e la presenza dei discussi agenti americani hanno fatto da detonatore a varie iniziative di piazza e ad una manifestazione nel capoluogo lombardo sabato 7 febbraio.






