I lavoratori di Xbox scendono in piazza contro i licenziamenti
Lo scorso 6 luglio, Microsoft ha annunciato un piano di riduzione dell'organico nella divisione Xbox, con circa 3.200 posizioni eliminate entro la fine del 2027, di cui 1.600 immediatamente.
Si tratta del quinto ciclo di licenziamenti in tre anni nel portafoglio di studi videoludici di Microsoft.
Il 15 luglio, il sindacato Communications Workers of America (CWA) ha presentato alla National Labor Relations Board accuse di pratiche sindacali scorrette contro Microsoft. Nello stesso periodo, gli iscritti a United Videogame Workers-CWA hanno lanciato il "Game Worker Hardship Fund", un fondo di solidarietà per i lavoratori che verranno licenziati. Attraverso un bundle di 127 videogiochi donati da studi e sviluppatori indipendenti sono stati raccolti 252.446 dollari da oltre 18mila acquirenti.
Il 18 agosto si sono svolte negli Stati Uniti e in Canada le manifestazioni della campagna "Save Our Devs", promosse da CWA. Le manifestazioni hanno interessato città come Austin, Dallas, Seattle, Rockville, Hunt Valley, Minneapolis e Montréal, con il duplice obiettivo di opporsi ai licenziamenti e ottenere i primi contratti collettivi per i lavoratori sindacalizzati in Microsoft. La CWA rappresenta quasi quattromila lavoratori videoludici impiegati nelle attività Xbox negli Stati Uniti e in Canada.
Sul forum ufficiale Xbox Player Voice, le proteste contro i licenziamenti hanno raccolto oltre quattromila approvazioni e quasi novecento commenti di sostegno da parte della community di gamers. I tagli di Microsoft non sono un caso isolato nell'industria videoludica. Lo scorso giugno, Ubisoft ha confermato la chiusura degli studi di Winnipeg e di Belgrado, lasciando a casa circa 380 lavoratori.
A gennaio, il rapporto "2026 State of the Game Industry" della Game Developers Conference, la conferenza annuale per sviluppatori di videogiochi, ha rilevato che il 28% degli intervistati è stato licenziato negli ultimi due anni, di cui la metà nell'ultimo anno, quota che sale a circa due terzi tra gli studi AAA. Le lotte nel settore videoludico sono un fenomeno recente. Nel 2022, i lavoratori di Keywords Studios (controllo qualità per BioWare/Electronic Arts) a Edmonton si sono sindacalizzati sotto UFCW Canada Local 401, primo gruppo di lavoratori videoludici canadesi a organizzarsi sul posto di lavoro. Nel settembre 2023 l'intero team fu licenziato durante la trattativa per il primo contratto collettivo, ottenuto solamente lo scorso gennaio, dopo una lunga trattativa.
Anche i salariati di un'industria presentata come creativa, giovane e privilegiata affrontano dinamiche di precarietà e "schiavismo" che sono comuni agli altri settori. Dietro la grafica, la musica, la narrazione e il lavoro degli sviluppatori, esiste un processo produttivo nel quale il capitale cerca di ottenere il massimo risultato dal lavoro impiegato, eliminandolo quando non serve più. Nel 2025, il mercato globale dei videogiochi ha raggiunto il valore record di 219 miliardi di dollari, registrando una crescita del 5% rispetto all'anno precedente. Questo risultato conferma il ruolo dell'industria videoludica tra i settori più dinamici e innovativi dell'economia globale.
La posta in gioco, a Redmond come a Edmonton, a Montréal come a Winnipeg, non è la sopravvivenza di questo o quello studio, ma la capacità dei lavoratori di fare rete, organizzarsi, connettere le lotte. Microsoft è una delle aziende più redditizie al mondo, eppure continua a ristrutturare la propria forza lavoro, segno che la salute complessiva dei conti aziendali non impedisce di intervenire sul costo del lavoro quando cambiano le strategie e le aspettative di rendimento.
Immagine: Sergey Galyonkin from Raleigh, USA, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons







