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#ParoNacional 28 aprile 2021Un'imponente ondata di lotte sta scuotendo il Sudamerica alle prese con la crisi sanitaria e l'aumento della miseria

Da una settimana la Colombia è sull'orlo del caos a causa di una rivolta di massa che presenta caratteristiche simili a quella scoppiata in Cile alla fine del 2019, in seguito all'aumento del costo dei biglietti della metropolitana.

Ciò che ha spinto masse di colombiani a scendere e a manifestare nelle strade del paese è stata la riforma fiscale, proposta al parlamento dal presidente Iván Duque lo scorso 15 aprile, volta a "rendere le finanze pubbliche sostenibili nel contesto della crisi" e a "mantenere la fiducia degli investitori e dei finanziatori stranieri". La crisi dell'economia colombiana, accelerata dalla pandemia da Covid-19, nell'ultimo anno ha prodotto il fallimento di 500mila attività e la contrazione del Pil del 7%, e ora richiede nuovi sacrifici ad una popolazione già stremata. La proposta di legge è stata dunque la famosa goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Lo sciopero nazionale (#ParoNacional) indetto contro gli annunciati aumenti delle tasse sui redditi medio bassi è iniziato il 28 aprile. La mobilitazione ha coinvolto quasi tutti i settori lavorativi, organizzazioni studentesche e indigene, e si è scontrata con uno Stato borghese agguerrito e pronto a ricorrere a tutte le armi a disposizione per battere il "nemico interno". La repressione delle proteste ad opera dell'esercito e dello Squadrone Mobile Antisommossa (ESMAD) è stata talmente brutale che oltre ad Amnesty International e Human Rights Watch, anche Onu, Usa e Ue sono stati costretti a denunciare un "uso eccessivo della forza" contro i manifestanti. Secondo l'Ong Temblores, alla data del 5 maggio si registrano 31 omicidi per mano della polizia, 814 arrestati, 21 ferite oculari, 77 feriti da armi da fuoco, 10 casi di violenze sessuali.

A Cali, una delle più grandi città della Colombia, l'esercito è stato inviato il 30 aprile, e in alcune aree del paese Internet non funziona e si sono verificate interruzioni della fornitura di energia elettrica. Nella capitale Bogotá, negozi e banche sono stati saccheggiati e alcune stazioni di polizia sono state attaccate e incendiate dai manifestanti. A Medellín continuano le mobilitazioni, i cortei e i blocchi stradali. Il 4 maggio il sito web dell'Esercito nazionale è stato hackerato dal collettivo Anonymous Colombia, che ha pubblicato le e-mail e le password di 168 membri delle forze armate; sembra che gli attivisti abbiano colpito anche i siti del ministero della Difesa e della Presidenza della Repubblica. Il governo sta valutando la possibilità di dichiarare lo stato d'assedio.

In questo contesto, la Chiesa cattolica colombiana fa opera di pompieraggio sociale invitando le parti al dialogo: "È comprensibile e lodevole l’esercizio democratico della protesta sociale", ha osservato Monsignor Cardenas, ma questo deve avvenire "nel rispetto della vita individuale e collettiva e nella salvaguardia del bene comune, così come della proprietà privata".

Il 2 maggio scorso il presidente Duque, preoccupato dall'intensità della rivolta, aveva fatto marcia indietro annunciando il ritiro della proposta di legge sul fisco e le dimissioni del ministro dell’economia Alberto Carrasquilla. Nonostante ciò, le manifestazioni sono continuate, allargando l'obiettivo della protesta al governo e all'intera classe politica, ritenuta responsabile della cattiva gestione della pandemia, dell'impoverimento sociale (si stima che 3 milioni di colombiani versino in una condizione di povertà estrema) e della repressione.

Per quanto radicali e diffuse siano le manifestazioni in Colombia di questi ultimi giorni, non siamo ancora arrivati ad una critica di massa al capitalismo in quanto tale, ma nei fatti questa sollevazione evidenzia, se ancora ce ne fosse bisogno, che la vita di milioni di proletari è appesa ad un filo sempre più sottile e che per vivere è necessario superare lo stato di cose presente. Non è una questione di diritti umani, ma di classe, di lotta di classe.

In questo momento la Colombia è il mondo.