
Lo Stato capitalista islamico iraniano sta spingendo i confini della criminalità a nuovi livelli.
Dall'8 gennaio tutte le comunicazioni all'interno dell'Iran sono state interrotte. Da venerdì in poi, Internet, i telefoni e tutti i mezzi di comunicazione sono stati chiusi. Sotto la copertura di questo blackout, lo Stato ha lanciato un massacro senza precedenti.
Le notizie provenienti dagli ospedali, dal personale medico e dai medici di diverse città parlano di un numero di morti e feriti ben superiore a qualsiasi cosa si sia mai vista prima. Quello che sta accadendo ora non ha precedenti.
Solo un numero molto ristretto di persone, che hanno accesso a Starlink, è in grado di comunicare con il mondo esterno. Le informazioni che arrivano dall'Iran sono estremamente limitate. Questo video è uno dei rari pezzi che sono riusciti a fuoriuscire.
La rabbia per l'aumento del prezzo della benzina esplode in altre città, i pasdaran minacciano i manifestanti, il governo risponde con repressione e aiuti anticipati ai poveri. Le Nazioni Unite fanno appello alla calma. Ma la situazione economica è al collasso a causa delle sanzioni Usa e l'uscita di Washington dall'accordo sul nucleare del 2015.
Non si placa la protesta in Iran, partita lo scorso venerdì dopo l'annuncio della riduzione dei sussidi per il carburante e il conseguente aumento del prezzo della benzina. Anzi, si allarga. Nonostante il tentativo governativo di arginarla, con la forza della polizia e bloccando internet in quasi tutto il paese, ieri altre città si sono unite alle manifestazioni di piazza.
Ormai da oltre 6 giorni manifestazioni e scontri scuotono l'Iran. Previsto per oggi, martedì 2 gennaio, lo sciopero generale.
Il numero ufficiale delle vittime è già salito a 23, mentre gli arrestati, soprattutto giovani, sono quattrocentocinquanta. Fino ad ora, per il timore di un'ulteriore escalation della violenza, il regime iraniano ha evitato l'aperta repressione del movimento, nato, secondo alcuni analisti occidentali, nella città santa degli sciiti, Mashhad.
Ottobre 2010
SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE AGLI SCIOPERI IN FRANCIA
Messaggio di solidarietà dei sindacati dei lavoratori iraniani ai lavoratori e ai salariati francesi
Con il totale sostegno al vostro glorioso movimento di protesta, i sindacati operai iraniani dichiarano con forza: “Voi gridate il male comune ai tutti i lavoratori del mondo”. Attaccare i diritti acquisiti dai lavoratori con il pretesto della mondializzazione fa parte del programma della maggioranza degli Stati capitalisti e ciò ha come conseguenza la povertà, la miseria e la disoccupazione per il lavoratori.