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general strikeOggi in tutta la Spagna il 99% si unisce allo sciopero generale nazionale contro le riforme pro-business del lavoro promosse dal governo e contro i tagli ai fondi per l'educazione e altri servizi. In un paese dove la metà della popolazione giovanile è già disoccupata, queste misure d'austerità - promosse solo per tranquillizzare la non eletta burocrazia dell'Unione europea e usate per proteggere gli interessi delle potenti banche internazionali e dei ricchi investitori – demoliranno decenni di faticose conquiste di diritti dei lavoratori rendendo più semplice per le aziende il licenziamento e il taglio unilaterale dei salari. Ma, come i loro omologhi in Grecia, i 99% spagnoli non sono responsabili della crisi finanziaria.

Essi si rifiutano di vedere i propri diritti rubati per riempire le tasche delle stesse banche e istituzioni che hanno causato il collasso del sistema economico - le persone che lo gestiscono: 1%. Oggi, la popolazione spagnola si sta ribellando: in tutto il paese i lavoratori sono usciti dalle fabbriche e hanno picchettato i mercati, i manifestanti hanno bloccato le strade, le televisioni sono state costrette a spegnersi, i voli aerei sono stati cancellati e le stazioni ferroviarie chiuse. Lo Stato spagnolo ha inviato la polizia anti-sommossa per attaccare i manifestanti. Solo pochi minuti dopo la mezzanotte e l'inizio dello sciopero, decine di persone erano già state arrestate.

Domani è prevista la comunicazione da parte del Governo spagnolo del nuovo bilancio, che verrà tagliato di miliardi di euro con misure apparentemente destinate a ridurre il debito spagnolo e ad "incoraggiare gli investitori". Questa è la stessa retorica usata qui in Nord America per giustificare i tagli iniqui ai programmi di educazione, sicurezza sociale ed alle infrastrutture. E' lo stesso linguaggio fuorviante utilizzato da politici corrotti di tutto il mondo che, lavorando per i banchieri e per gli investitori che pagano le loro elezioni, impongono in maniera massiccia salvataggi impopolari e misure di austerità che colpiscono solo il 99% a favore dell’1%.

Ma, come abbiamo visto dal Wisconsin a Wall Street, le persone non se ne stanno sedute con le mani in mano a guardare mentre i loro diritti e i loro mezzi di sussistenza vengono rubati dagli ultra-ricchi. Il movimento spagnolo degli Acampadas/indignados ha contribuito ad ispirare il movimento Occupy. Oggi invieremo loro il nostro sostegno. Ed il Primo Maggio mostreremo la nostra solidarietà con i manifestanti spagnoli e con tutti gli altri in tutto il mondo, prendendo le strade. Purtroppo, le leggi degli Stati Uniti non permettono ai sindacati di appoggiare uno sciopero generale come quello organizzato oggi in Spagna. Ma noi che lavoriamo con i nostri partner e con le organizzazioni per i diritti degli immigrati, possiamo appoggiarlo.

Questo Primo Maggio: Niente Lavoro, Niente Scuola, Niente Lavori Domestici, Niente Operazioni Bancarie.

PRENDETE LE STRADE! Qui trovate sei modi per prepararsi allo sciopero generale del Primo Maggio

Comunicato stampa dalla Confederación Nacional del Trabajo:

manifesto CNT sciopero generale 29 marzo 2012Contro la riforma del lavoro, i tagli e le aggressioni alla classe operaia. La CNT rifiuta qualsiasi tipo di trattativa sui diritti conquistati dalla classe operaia e chiede l'abrogazione della riforma del lavoro. Il comitato confederale CNT ha deciso di dichiarare 24 ore di sciopero generale per il 29 marzo. Si estenderà l'invito che è già stato fatto per la Galizia e per i Paesi Baschi. Questa dichiarazione sarà formalizzata nei prossimi giorni.

La CNT rifiuta qualsiasi tipo di trattativa sui diritti conquistati dalla classe operaia attraverso anni di lotte. L'obiettivo primario di questo sciopero è l'abrogazione della riforma del lavoro che è stata approvata ieri dal Parlamento, che noi consideriamo un attacco frontale alla classe operaia. Questa riforma continua le misure avviate dal governo precedente, come la riforma del lavoro del 2010 e i tagli alle retribuzioni dei dipendenti pubblici, alle pensioni, ai servizi pubblici, tagli che vengono reiterati da parte dell'attuale governo.

La CNT chiede la fine di una politica economica tesa a far pagare la crisi delle banche e dei datori di lavoro ai lavoratori. Questa politica ha portato a un numero inaccettabile di disoccupati, un numero che non smette di crescere, così come ad un impoverimento e peggioramento delle condizioni di vita della classe operaia.

La CNT indice questo sciopero anche contro i tagli. Lo sciopero avverrà il giorno prima della chiusura del bilancio generale dello Stato, che comporterà un attacco brutale ai servizi pubblici e ai diritti sociali.

La CNT rifiuta l'accordo raggiunto a febbraio tra i sindacati CCOO e UGT e la confederazione dei datori di lavoro, il CEOE, così come rifiuta gli emendamenti che questi sindacati hanno presentato all’iter parlamentare della riforma del lavoro. La CNT respinge tali emendamenti come una valida alternativa, poiché riflettono lo spirito della riforma e difendono l'interesse dei datori di lavoro e del governo, i quali ritengono che l’unica via d’uscita dalla loro crisi debba passare attraverso la rinuncia da parte dei lavoratori ai loro diritti, ponendo la classe operaia in una posizione di debolezza fin dall’inizio. La stessa logica ha già portato i sindacati ad accettare l'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni, anche dopo lo sciopero generale del 9 settembre 2010.

Per la CNT lo sciopero del 29 marzo deve essere solo l'inizio di un crescente e duraturo processo di mobilitazione che coinvolga l'intera classe operaia e i settori maggiormente svantaggiati e colpiti dalla crisi capitalistica. Questa mobilitazione deve mettere un freno alla dinamica delle aggressioni costanti ai nostri diritti, ponendo nel contempo le basi per il recupero e la conquista di nuovi diritti sociali con l'obiettivo di una profonda trasformazione sociale.

Tutte queste ragioni hanno portato la CNT a proclamare di propria iniziativa lo sciopero per il 29 marzo. Con questo invito la CNT vuole dare sostegno a tutti coloro che stanno mobilitandosi per un reale e continuo conflitto, che ripagherà gli assalti subiti dalla classe dei lavoratori con la stessa forza con cui li stiamo ricevendo, insieme a tutte le organizzazioni dei lavoratori che condividono questi obiettivi e che respingono le politiche di accordo e di pace sociale.

Per la CNT il rifiuto delle politiche di concertazione e del modello sindacale burocratico della CCOO e UGT e il loro discredito tra i grandi gruppi di lavoratori non deve diventare una scusa per non agire e non lottare. Invece, questo rifiuto deve spronarci a rafforzare la nostra lotta attraverso una diversa forma di sindacalismo - quello basato sull'azione diretta, sull'autonomia e sul mutuo appoggio. Contro attacchi della portata di quelli che abbiamo davanti, l'unità della classe dei lavoratori è fondamentale. Questa unità deve avvenire dalla base, durante le assemblee nei luoghi di lavoro e di vicinato, nelle azioni industriali e nei picchetti, finché la mobilitazione contro coloro che sono responsabili e che traggono beneficio da questa situazione - i datori di lavoro, le banche, e il governo - si trasformi in una dinamica inarrestabile che solleva una barriera contro la tentazione di trasformare i diritti che appartengono a tutti, in una moneta di scambio che non appartiene a nessuno.

E' il momento per tutti i lavoratori - disoccupati o lavoratori, pensionati, lavoratori "in nero", studenti, precari - di dire "BASTA!". Noi dobbiamo impossessarci delle strade invece di abbandonarle per imporre la nostra forza e le nostre rivendicazioni.

29 marzo - tutti in strada, tutti in sciopero.

[tratto da www.occupywallst.org]