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Proteste in Iran - 2026

Lo Stato capitalista islamico iraniano sta spingendo i confini della criminalità a nuovi livelli.

Dall'8 gennaio tutte le comunicazioni all'interno dell'Iran sono state interrotte. Da venerdì in poi, Internet, i telefoni e tutti i mezzi di comunicazione sono stati chiusi. Sotto la copertura di questo blackout, lo Stato ha lanciato un massacro senza precedenti.

Le notizie provenienti dagli ospedali, dal personale medico e dai medici di diverse città parlano di un numero di morti e feriti ben superiore a qualsiasi cosa si sia mai vista prima. Quello che sta accadendo ora non ha precedenti.

Solo un numero molto ristretto di persone, che hanno accesso a Starlink, è in grado di comunicare con il mondo esterno. Le informazioni che arrivano dall'Iran sono estremamente limitate. Questo video è uno dei rari pezzi che sono riusciti a fuoriuscire.

Mostra un centro di medicina legale a Kahrizak, Teheran. Le famiglie delle vittime sono riunite lì, costrette a guardare uno schermo che mostra le fotografie dei morti, cercando di identificare i loro cari. Il numero dei cadaveri è così alto che vengono trasportati su camioncini.

Questo è solo un luogo, e solo a Teheran. In altre città, il numero delle vittime è molto più alto. I rapporti indicano una catastrofe: si stima che siano state uccise migliaia e migliaia di persone.

Chiediamo ai lavoratori di tutto il mondo di diventare la voce dei loro fratelli e sorelle di classe in Iran. Fate sentire la loro voce in ogni angolo del mondo. Rompete il silenzio. Diffondete la verità. Denunciate questo massacro ovunque vi troviate.

Chiediamo solidarietà, sostegno e protesta da parte dei lavoratori di tutto il mondo.

Non lasciate che questo crimine venga commesso nel silenzio.

Sostenete i lavoratori iraniani.

I lavoratori anticapitalisti dell'Iran contro il lavoro salariato

Fonte in inglese: https://t.me/alayhesarmaye/11606/

Traduzione in italiano: Gli Amici della Guerra di Classe

TŘÍDNÍ VÁLKA

 

MANIFESTO DEI CONSIGLI OPERAI DI ARAK

Arak, con circa 500mila abitanti, a meno di 300 km a sud di Teheran, è una delle principali città industriali dell'Iran, vi risiedono le principali fabbriche dell'industria pesante legate alla lavorazione dei metalli e del petrolio, oltre a quella per la produzioni di grandi macchinari.

"Ai lavoratori di Markazi, ai compagni del Khuzestan e a tutto il popolo iraniano".

Per decenni hanno risposto alle nostre richieste di pane con il piombo e alle nostre richieste di dignità con la prigione. Ma oggi il silenzio è finito. Noi, lavoratori delle industrie di Arak, dichiariamo quanto segue:

Controllo dei Luoghi di Lavoro: Da questo momento, la gestione delle fabbriche di Machine Sazi, AzarAb e Wagon Pars è assunta dai Consigli Operai eletti dai lavoratori. Non riconosciamo più i manager nominati dallo Stato né i sindacati fantoccio del regime.

Saldatura con il Territorio: Il nostro sciopero non è più una questione di salari. Invitiamo i cittadini di Arak a formare Consigli di Quartiere per gestire la sicurezza e i rifornimenti. Le nostre fabbriche sono la vostra protezione.

Difesa dei Soldati: Ci rivolgiamo ai nostri fratelli nell'Esercito: non diventate gli assassini dei vostri padri. Se sceglierete la nostra parte, i nostri Consigli garantiranno la vostra sicurezza e quella delle vostre famiglie.

Ultimatum al Regime: Ogni tentativo di entrare con la forza nei complessi industriali o di arrestare i nostri delegati sarà considerato un atto di guerra contro l'intera città. Se una sola goccia di sangue operaio sarà versata, le fiamme della rivolta non lasceranno traccia del vostro potere.

Non siamo qui solo per i salari arretrati. Siamo qui per decidere come deve essere gestita questa fabbrica e questo Paese. Il tempo dei padroni e dei mullah è finito. Tutto il potere ai Consigli!"

Operai Contro