I macchinisti tedeschi hanno iniziato uno sciopero di una settimana, l'ottavo in 10 mesi di trattative salariali e il più lungo nella storia del settore ferroviario in Germania. I conducenti dei treni hanno incrociato le braccia nel pomeriggio di lunedì 4 maggio, fermando i convogli per il trasporto di merci e persone.
GDL (Gewerkschaft Deutscher Lokomotivführer), il sindacato che ha proclamato lo sciopero, rivendica un aumento salariale del 5% e la riduzione della settimana lavorativa da 39 a 37 ore. Inoltre chiede di negoziare per conto di altri dipendenti, inclusi gli steward dei treni.
In Germania circa settantamila metalmeccanici, soprattutto dell'industria automobilistica, sono in sciopero, mentre sono in corso i negoziati salariali. Le imprese colpite dalle sciopero sono trecento, secondo quanto riferito dal sindacato Ig metal.
Queste prime azioni sono scioperi "di avvertimento", in cui lavoratori incrociano le braccia per qualche ora. Se i negoziati dovessero fallire, si passerà alla fase successiva dello sciopero illimitato.
Il sindacato chiede un aumento salariale del 5,5 per cento per quattro milioni di lavoratori. I datori di lavoro hanno risposto con la proposta di un aumento del 2,2 per cento. Afp
Non si ferma la protesta dei ferrovieri tedeschi. Sono attesi circa due milioni di visitatori per il 25° anniversario della caduta del Muro, ma per loro sarà difficile raggiungere la capitale: dal 6 novembre a lunedì 10 si fermeranno i treni a media e lunga percorrenza e le S-Bahn (treni metropolitani).
Lo ha annunciato il sindacato dei ferrovieri GDL (circa 19mila iscritti), che ha indetto lo sciopero – il più lungo dalla nascita della Deutsche Bahn nel 1994.
È il sesto sciopero indetto nell´attuale conflitto contro le ferrovie tedesche: lo scontro tra la dirigenza di Deutsche Bahn e i sindacati riguarda i salari e la e l'orario: i sindacati chiedono un aumento di stipendio del 5% e una riduzione dell'orario di lavoro settimanale, richiesta bocciata senza appello dalla DB.
Una nuova ondata di scioperi colpisce il colosso statunitense del commercio elettronico. Lunedì scorso il sindacato Ver.di ha dichiarato che gli operatori dei centri logistici di Bad Hersfeld, Lipsia, Graben e Rheinberg, incroceranno le braccia per due giorni.
In Germania Amazon ha nove sedi e impiega 9 mila lavoratori fissi e 16 mila stagionali. I dipendenti percepiscono un salario da nove euro l'ora che, pur collocandosi al di sopra di quello minimo tedesco, rimane inferiore di qualche centinaio di euro a quello previsto dal contratto del commercio.
L'azienda accettato di pagare i bonus di Natale, ma per i sindacati la concessione non è sufficiente. Polemiche nel Regno Unito dopo l'inchiesta: "Nessun riscontro"
Centinaia di lavoratori di Amazon sono in sciopero in Germania e il sindacato Ver.di annuncia: "Non sarà la prima volta che i lavoratori incroceranno le braccia prima di Natale se non saranno aumentati i salari". L'avvertimento alla società di Jeff Bezos è stato lanciato dai centri di distribuzione di Amazon a Bad Hersfeld e Lipsia. I lavoratori chiedono l'equiparazione del proprio contratto a quello degli occupati nel settore delle vendite al dettaglio e per corrispondenza.