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chicago86Lotte in corso. INTERNAZIONALE

Di JPxG - DALL-E 3, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.orgSolo dal lavoro vivo si può estrarre nuovo valore, il capitalismo si conferma dunque il peggior nemico di sè stesso

Meta intende licenziare circa il 10% della sua forza lavoro entro il 20 maggio, Amazon.com ha tagliato circa sedicimila posti in pochi mesi, Snap (la società madre del social media Snapchat) ha ridotto del 16% il suo personale, e Oracle sta licenziando migliaia di dipendenti, così come altre grandi aziende.

Se nel settore hi-tech vi è stato un aumento delle assunzioni durante la pandemia, ora si sta tagliando personale sostituendolo con sistemi di intelligenza artificiale, che negli ultimi anni hanno fatto passi da gigante. Secondo Jack Dorsey, cofondatore di Twitter: "L'intelligenza artificiale, non rappresenta più un miglioramento marginale di efficienza, ma è ormai applicabile a quasi ogni singola cosa che facciamo. Eventuali limiti, sono di applicazione, non di tecnologia".

nokings 20260328Negli Stati Uniti, la manifestazione "No Kings" del 18 ottobre dello scorso anno aveva registrato una partecipazione crescente rispetto alla precedente del 14 giugno, quando oltre 2.000 città statunitensi erano state attraversate da mobilitazioni di massa, che non si vedevano da decenni. La protesta dell'autunno, definita la più grande mobilitazione nella storia degli Stati Uniti, aveva infatti coinvolto circa 2.700 città, con centinaia di migliaia di manifestanti nei principali centri urbani e circa sette milioni di partecipanti complessivi in tutto il Paese. Il 23 gennaio si è poi svolto, in Minnesota, il primo sciopero generale dopo ottant’anni, sfidando temperature di -20 gradi e coinvolgendo altre città al di fuori dello Stato.

Le manifestazioni del 28 marzo 2026 hanno segnato nuovi record: quasi 9 milioni di persone sono scese in strada in oltre 3.300 località distribuite in tutti i 50 stati federati. A livello internazionale, si stimano circa mezzo milione di partecipanti a Londra e trecentomila a Roma (nell'iniziativa "No Kings – Contro i re e le loro guerre"), oltre a mobilitazioni diffuse in numerose altre città, tra cui Parigi, Madrid, Berlino, Stoccolma, Bruxelles, Ginevra, Zurigo, Tokyo, Sydney e Quito, e in diverse realtà dell’America Latina.

Negli Stati Uniti, la motivazione ricorrente di questa serie di manifestazioni è il contrasto al tentativo di accentramento dei poteri da parte dell'attuale inquilino della Casa Bianca, che sostiene di voler rispondere alle mosse degli altri attori statali con maggiori rapidità, oggi limitata dai "lacci e lacciuoli" del Congresso. Più in generale, la giornata globale "No Kings" è stata caratterizzata dal rifiuto dell'autoritarismo, della guerra e della repressione. A New York, come in molte altre città, erano visibili cartelli e venivano scanditi slogan come "No War, No Ice, No kings".

Bonzi sindacali, leader movimentisti e forze progressiste attribuiscono a Donald Trump la responsabilità di tutto ciò che va male, presentandosi al contempo come soluzione "democratica" al problema, in cambio naturalmente di tessere e voti. Il 99%, ben presente in queste mobilitazioni (composto da lavoratori salariati, precari e disoccupati che vedono peggiorare le proprie condizioni di vita), è ancora succube di una lettura che personalizza il nemico, mentre l'1% è una classe sociale e non un "re" o un gruppo di "cattivi".

Ad ogni "esperimento di piazza", la dinamica "a sciame" delle manifestazioni misura possibilità e limiti, e ogni errore può rappresentare un momento di apprendimento collettivo. In questo senso, il processo ricorda quello biologico: come nelle mutazioni genetiche, alcune esperienze vengono scartate, mentre altre vengono "selezionate" e conservate perché funzionano.

A complicare le cose per il sistema dell'1% contribuisce l'uso degli strumenti digitali, che esso stesso mette a disposizione dei manifestanti. Una rete diffusa di smartphone, tablet e laptop consente comunicazioni rapide e simultanee, attraverso le app delle grandi piattaforme o chat nate in altri contesti, come quelle usate dai gamers. I canali broadcast su Telegram per diffondere istruzioni rapide, i gruppi chiusi su Signal per organizzare i sottogruppi e i server Discord per le discussioni vocali sono già emersi quali strumenti per coordinare queste ed altre mobilitazioni globali, che in futuro tenderanno inevitabilmente ad intensificarsi.

Motociclisti in fila presso una stazione di servizio ad Hanoi, in Vietnam, il 10 marzo 2026.Dalla Francia alle Filippine, si scende in piazza a causa dei costi energetici insostenibili

Lo scorso 30 marzo a Parigi, dozzine di autobus e camion hanno condotto una marcia a lumaca sul Boulevar Périphérique congestionando intenzionalmente il traffico, per pressare il governo affinchè aumenti il pacchetto di aiuti da 50 milioni di euro già annunciato per il settore dei trasporti. La polizia ha scortato i convogli e l'azione è terminata senza incidenti gravi, ma con la promessa degli organizzatori di nuove forme di mobilitazione se l'Eliseo non aumenterà il sostegno.

Pochi giorni prima a Manila, capitale delle Filippine, i lavoratori autonomi e non del settore dei trasporti hanno indetto uno sciopero di due giorni concentrandosi presso il palazzo presidenziale di Malacañang, e chiedendo l'abolizione delle tasse sui carburanti, la riduzione del prezzo del petrolio e l'aumento delle tariffe di trasporto e dei salari per compensare i costi elevati. Da quando è iniziata la guerra in Iran, il governo filippino ha promesso sussidi ai conducenti, ridotto i servizi dei traghetti e imposto la settimana lavorativa di quattro giorni per i dipendenti pubblici, al fine di risparmiare carburante.

960px 18th century Luddite workers destroy textile machineIl ritorno dell'attivismo luddista cerca di spingere i "disoccupati tecnologici" a staccare la spina alle macchine e non al Capitale

Lo scorso 21 marzo a San Francisco, circa duecento attivisti hanno sfilato davanti ai laboratori di Anthropic e xAI, con lo slogan "Fermiamo la corsa all'IA", mentre pochi giorni prima sulla riva opposto della baia, a Oakland, il sindacato dei lavoratori sanitari NUHW ha spinto 2.400 professionisti della salute mentale a rivendicare "il diritto al lavoro" contro la sostituzione tecnologica di alcune loro mansioni.

Make Amazon PayLa amazonizzazione del mondo del lavoro (e non solo) è il risultato dell'introduzione nei luoghi di lavoro di nuove tecnologie e modelli organizzativi

Continua la mobilitazione dei lavoratori impegnati nella più grande azienda al mondo nella distribuzione di merci, che conta oltre 1,5 milioni di dipendenti. La campagna "Make Amazon Pay" (Fate pagare Amazon), giunta al suo sesto anno, in occasione dei tradizionali Black Friday e Cyber Monday, ha unito - almeno idealmente - i lavoratori di trenta paesi nel giorno di maggior guadagno per la multinazionale.

UNI Global Union, federazione sindacale globale attiva nel settore dei servizi che unisce i sindacati di 150 nazioni, rivendica la paternità della campagna e accusa Amazon di alimentare le disuguaglianze, di minare i diritti dei lavoratori e di causare ingenti danni ambientali. I portavoce di UNI Global Union hanno affermato che le proteste di quest'anno giungono in un momento in cui l'influenza globale di Amazon si sta rafforzando, estendendosi ben oltre il commercio al dettaglio e includendo logistica, servizi cloud, supporto tecnologico alle Forze dell'ordine e alle Forze armate, controllo delle frontiere e lobbying politica, a cominciare dal finanziamento della campagna presidenziale di Donald Trump.

Da Nuova Delhi a Montreal, dal 28 novembre al 1° dicembre 2025 sono state organizzate iniziative di vario genere contro l'azienda: "Amazon, Jeff Bezos e i loro alleati politici stanno scommettendo su un futuro tecno-autoritario, ma Make Amazon Pay e i lavoratori di tutto il mondo stanno dicendo basta", ha affermato Christy Hoffman, segretario generale di UNI Global Union. I bonzi sindacali mescolano le problematiche che riguardano le condizioni di vita dei lavoratori con quelle parlamentari, generando confusione tra le fila operaie. La radice del problema, infatti, non risiede nelle colpe del politico di turno ma nel modo di produzione capitalistico, sempre più disumano. E' da notare che un'azienda come Amazon non sta plasmando solo la modalità di acquisto e distribuzione della merce, ma anche i rapporti tra capitale e lavoro introducendo sofisticate tecniche di controllo e sorveglianza. Il suo raggio d'azione, come abbiamo visto, tende a fuoriuscire dalle mura aziendali per estendersi sul territorio.

Bulgaria - 1-12-2025Se il welfare state serve a raffreddare la temperatura sociale, un suo taglio non può che provocare tensioni crescenti

La miseria crescente spinge un numero sempre più grande di lavoratori precarizzati, sottoccupati e disoccupati a scendere in strada in diverse città d'Europa. Non si tratta di crisi episodiche né di errori di gestione nei bilanci pubblici, ma di una traiettoria storica che impone ai senza riserve la difesa immediata delle condizioni di vita attraverso scioperi, manifestazioni e blocchi. Ad ogni latitudine i bonzi sindacali, pompieri del conflitto sociale, cercano di ricondurre lo scontro di classe ad una disputa elettorale o giuridica, ma non sempre vi riescono.

licenziamenti ad alta tecnologiaL'intreccio tra le condizioni dei lavoratori occidentali licenziati dai magazzini e i data workers sottopagati nel cosiddetto terzo mondo

Nuova ondata di licenziamenti da parte delle big tech: Amazon licenzierà 14 mila lavoratori e li sostituirà con robot, Meta taglierà 600 posti di lavoro nel reparto IA e Siemens 5.600, Microsoft ha licenziato 15.000 dipendenti nel 2025. La lista è ancora lunga e in continuo aggiornamento.

I lavoratori in alcuni casi hanno manifestato contro lo sviluppo tecnologico, mentre nei casi più disperati hanno dato vita a comportamenti autolesionistici.

Magazzini e uffici assomigliano sempre più ad esseri viventi, ne copiano le caratteristiche e interagiscono con l'ambiente per mezzo di feedback continui che ne ottimizzano la struttura. I lavoratori sono subordinati ad attività esterne on-demand, tramite app che mettono in contatto, in tempo reale, chi offre un servizio (trasporto, consegna, assistenza domestica, ecc.) con chi lo richiede.

Generazione Z - autunno 2025Dal Sudamerica all'Africa, soprattutto i giovani scendono in piazza per chiedere un futuro diverso, con nuove forme di organizzazione.

L'autunno appena iniziato registra un aumento della temperatura sociale. Decine di migliaia di persone sono scese in strada in Perù, Ecuador, Madagascar, Marocco, Timor Est, Paraguay e in altri parti del mondo, causando blocchi della circolazione e scontri con la polizia, che spesso hanno portato a feriti e in alcuni casi a morti.

Al di là delle diverse scintille che hanno fatto da innesco alle sommosse, ci sono alcune invarianze rilevabili, a cominciare da un disagio serpeggiante nelle società dovuto ad una sempre più marcata polarizzazione, che da una parte vede la ricchezza concentrata in sempre meno nodi della rete capitalista, dall'altra l'allargarsi dell'esercito dei senza riserve.

Un altro fenomeno di questo periodo sono le manifestazioni in solidarietà con la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, diffusesi in diverse parti del mondo.

SAG AFTRA PicketUna battaglia per il "diritto al lavoro" nell'epoca delle macchine intelligenti è di retroguardia. I lavoratori reagiscono come possono alle conseguenze delle ristrutturazioni aziendali, ma sarebbe quantomai necessaria una lotta generale per il salario ai disoccupati e la drastica riduzione dell'orario di lavoro.

L'ultima agitazione, in ordine di tempo, contro la sostituzione dei lavoratori con strumenti di intelligenza artificiale (IA) si svolgerà il 23 settembre in Germania, dove TikTok prevede di smantellare il dipartimento Trust and Safety di Berlino, che impiega circa 150 moderatori dei contenuti.

Un'altra inevitabile sostituzione di lavoro vivo con lavoro morto si è verificata il mese scorso in Texas, con il licenziamento di oltre duecento collaboratori esterni di Google AI.

Negli ultimi anni l'introduzione su larga scala di sistemi di IA ha accelerato la trasformazione dei luoghi di lavoro, con sempre meno lavoratori che mettono in moto sempre più capitale.

sciopero grecia 20221109

L'inflazione dell'Eurozona in ottobre ha toccato il massimo storico del 10,7%, masse di senza-riserve cominciano a muoversi per difendere le loro condizioni di vita

Mercoledì 9 novembre in Belgio si è tenuto uno sciopero generale contro l'impennata dei prezzi e per chiedere aumenti salariali. Numerosi blocchi sono stati organizzati in aree industriali e commerciali del paese, e interruzioni del lavoro hanno interessato tutti i settori: industria, trasporti, aeroporti, ospedali, ecc.

Nella stessa giornata anche in Grecia è iniziato uno sciopero generale di 24 ore contro il carovita (l'inflazione nel settembre scorso ha sfiorato il 12%). "L'alto costo della vita è insopportabile… chiediamo salari più alti e protezione sociale per tutti", riporta il manifesto della Confederazione generale dei lavoratori greci GSEE. Il corteo, che ha raccolto decine di migliaia di manifestanti e ha sfilato per le strade della capitale, è stato organizzato dai sindacati ma ha visto anche la partecipazione di gruppi anarchici e organizzazioni studentesche. L'economia è rimasta paralizzata e violenti scontri tra manifestanti e polizia hanno avuto luogo davanti al Parlamento ad Atene.