Riceviamo e pubblichiamo.
Un'iniziativa di coordinamento autonomo dei lavoratori della Coop Cadiai
Il 22 giugno è stato indetto lo sciopero degli operatori socio-sanitari impiegati nei servizi comunali di assistenza domiciliare in appalto, gestiti dalle cooperative del consorzio Alberedan (Cadiai, Dolce, Ancora, Assocoop). Lo sciopero è stato proclamato per ora dal solo sindacato di base USB, dopo che diversi gruppi di lavoratori e lavoratrici si sono attivati per protestare contro condizioni di lavoro in via di sempre più rapido peggioramento.
In particolare, la mobilitazione riguarda i seguenti punti:
- l'introduzione di un nuovo marcatempo digitale, che aumenterebbe a dismisura la capacità di controllo delle cooperative sui lavoratori/trici, e che in ogni caso risulterebbe incompatibile con l'organizzazione e la natura stessa del nostro lavoro;
- l'uso sistematico dei turni spezzati, che incidono pesantemente sull'organizzazione e la qualità delle nostre vite;
- la richiesta che tutto il tempo lavorato sia riconosciuto, inclusi gli spostamenti da un domicilio all'altro;
- la scarsissima attenzione, da parte dei datori di lavoro, del Comune e degli enti preposti, la ASL in primis, alla tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori.
Come costituendo Comitato di Lotta delle Lavoratrici e dei Lavoratori Cadiai, invitiamo i lavoratori e le lavoratrici a scioperare numerosi, a coinvolgere il più possibile i propri colleghi, a diffondere le ragioni della nostra protesta tra i lavoratori solidali di altri servizi e altre categorie; e a partecipare al presidio il pomeriggio del 22 giugno.
Pensiamo che sia inutile appellarsi alle "istituzioni", illudendoci che possano risolvere i nostri problemi; poiché sono proprio quelle istituzioni ad avere allestito il meccanismo infernale di sfruttamento che ci stritola ogni giorno! Non crediamo nella buona volontà delle cooperative che ci impiegano, che sono aziende come tutte le altre, il cui scopo è innanzitutto produrre profitti, anche e soprattutto a scapito dei nostri salari e delle nostre condizioni di lavoro!
Crediamo soltanto nella forza e nell'unità delle lavoratrici e dei lavoratori che fanno funzionare ogni giorno i servizi sociali e sanitari di questa città, e che sulla loro pelle vivono quotidianamente lo sfruttamento intessuto sul ricatto del lavoro sociale e povero. Non solo gli operatori socio-sanitari impiegati nell'assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili, che sciopereranno il 22; ma anche gli educatori, gli OSS dei centri diurni e delle strutture residenziali, le operatrici delle scuole dell'infanzia e dei nidi, comunali o in appalto, i lavoratori del verde e dei servizi ambientali, fino ai lavoratori sanitari in appalto delle strutture ospedaliere e dell'ASL.
Quella di cui parliamo non è un'unità di facciata, costruita sull'ideologia e sui buoni sentimenti, ma l'unità di chi vive problematiche simili e ha quindi bisogni e interessi simili, al di là delle differenti mansioni e profili professionali.
Auspichiamo dunque che lo sciopero del 22 giugno non abbia un carattere episodico, ma sia soltanto l'inizio di una mobilitazione sempre più estesa a tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore, e che sappia mettere a tema ciascuna delle problematiche che ci riguardano, in primo luogo quella dei salari, storicamente miseri per i lavoratori delle cooperative sociali, e per di più drammaticamente erosi nel loro potere d'acquisto dall'inflazione degli ultimi anni.
Come molti sanno, il Contratto Collettivo Nazionale delle cooperative sociali è già scaduto da alcuni mesi. Sarebbe auspicabile che questa volta – a differenza di quanto avvenuto in passato – il nuovo contratto non venga firmato sulle nostre teste da sindacati compiacenti, senza che sia proclamata nemmeno un'ora di sciopero. Anche su questo, è venuto il momento che come lavoratrici e lavoratori facciamo sentire la nostra voce e la nostra forza.
SOLO LA LOTTA PAGA!
Comitato di Lotta Lavoratrici e Lavoratori Cadiai
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