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Di nuovo in piazza la Francia contro la Loi Travail: diverse le manifestazioni nel paese, promosse da alcuni sindacati francesi come Solidaries e la CGT, oltre che collettivi e realtà politiche e sociali per affossare il Jobs Act d’oltralpe. Continuano scioperi e blocchi in diversi settori e in diverse città: a Lille ad esempio barricate erette con copertoni bruciati sulle strade hanno portato all’arresto di 11 persone tra sindacalisti e lavoratori durante lo sgombero del picchetto.

A Parigi questa volta il corteo, organizzato dai sindacati dei lavoratori e studenteschi, è stato autorizzato a sfilare su un percorso più lungo rispetto a quello di giovedì scorso, ma ugualmente blindato dai poliziotti.

Lotta contro la Loi Travail in Francia, con il governo che invece di fare marcia indietro chiede alla Cgt, attraverso il primo ministro Valls, di non organizzare più a Parigi manifestazioni prendendo a pretesto gli scontri di ieri nella capitale. Valls accusa il sindacato e il suo servizio d'ordine di avere un atteggiamento "ambiguo" nei confronti degli scontri di piazza. Nessun passo indietro sulla controriforma del lavoro invece, con il governo che si ostina a non volerla ritirare e nemmeno modificare. Un presagio quindi di un possibile "nulla di fatto" per l’incontro di venerdì previsto con la CGT, che in tutta risposta ha promosso nuove manifestazioni il 23 e il 28 giugno.

Appello internazionale per la manifestazione contro la Loi Travail

E' ormai dal 9 marzo che il movimento sociale contro la "loi-travail" scuote la Francia. La loi-travail è la nuova forma di austerity che dovrebbe permettere ai lavoratori di essere più competitivi sui mercati internazionali, cioè diventare forza-lavoro a buon mercato, ancor più sfruttabile e flessibile.

E' da tre mesi che in tutta la Francia si moltiplicano le manifestazioni offensive, gli scioperi, i blocchi, i sabotaggi che hanno conosciuto fin da subito una repressione molto severa, centinaia di compagni feriti e/o mutilati (anche accecati), senza scordarsi degli arresti a migliaia, i processi, le incarcerazioni, etc.

Altra giornata di blocchi e scioperi Francia, a macchia di leopardo, contro la loi travail. A fermarsi in particolare è il settore dei trasporti: ormai da sabato va avanti lo sciopero del settore ferroviario con Cgt e Sud. Fermi oggi anche nel settore aeroportuale, con i lavoratori che hanno invaso diverse aree dell'aeroporto Charles de Gaulle.

Continuano intanto i fermi attorno a 6 delle 8 raffinerie del paese, con iniziative e blocchi stradali tra il Nord Ovest e il Sud del paese. Infine, da segnalare, l'occupazione della sede della Confindustria francese da parte di precari, intermittenti, studenti, disoccupati, sgomberata in forze dalla Polizia nel pomeriggio.

Oggi giornata di sciopero generale del pubblico impiego in Belgio. Un corteo sindacale di migliaia di persone ha attraversato il centro di Bruxelles scandendo slogan contro l'austerità. Treni e bus fermi in Vallonia e a Bruxelles, ritardi e voli cancellati negli aeroporti, scuole chiuse. La Cgsp, il massimo sindacato belga, ha presentato un preavviso di sciopero di altri tre giorni.

Una settimana intera di mobilitazione non si vedeva dal 1986. Al centro dello scontro la politica di tagli promossa dal premier Charles Michel. "Se la politica del governo rimarrà immutata - ha attaccato il leader sindacale della Cgsp Michel Meyer - ci sarà la guerriglia e se necessario andremo sino in fondo. Se sarà necessario, tutto il nostro comparto è pronto a fermarsi pur di far cambiare la politica del governo sui servizi pubblici".

Intervento della polizia questa mattina, martedì 24 maggio, all'alba per sgomberare gli accessi alla raffineria Esso e all'attiguo deposito di carburante di Fos-sur-Mer, vicino a Marsiglia, nel sud, bloccati da ieri, lunedì, dai lavoratori e aderenti di sindacati come CGT e Solidaires che si oppongono alla controriforma del Lavoro, la loi travail, il Jobs Act francese

Riforma del lavoro. Le protesta continuano. Giovedì altra giornata di manifestazioni (e oggi sono in piazza anche i poliziotti, contro chi li critica). I giudici amministrativi annullano la proibizione a manifestare decisa dalle Prefetture contro una quarantina di persone. Scioperi di varie categorie.

Manifestazioni problematiche, a Parigi e in alcune città di provincia, con incidenti a Nantes e Rennes, corteo parallelo a Marsiglia, a Tolosa è stato eretto un muro per bloccare l'entrata di una sede del Ps.

Nottata di proteste in tutta la Francia dopo il colpo di mano del governo che ieri ha deciso di evitare il passaggio parlamentare per l'approvazione della riforma del lavoro. Il Primo Ministro Manuel Valls ha annunciato il ricorso all'articolo 49.3 della Costituzione, che permette all'esecutivo di bypassare il voto dell'Assemblea nazionale, compreso quello di una parte dei deputati del partito socialista decisa a votare contro la contestata Loi Travail. A questo punto solo l'adozione di una mozione di sfiducia consentirebbe al Parlamento di opporsi alla riforma, ma comporterebbe la caduta del governo.

Giovedì 28 aprile – Nuova giornata di sciopero generale in Francia con la loi travail, il jobs act francese dei socialisti: oggi il paese è fermo nel primo di quattro giorni di mobilitazione, da qui al 1 maggio, con sindacati, studenti, precari e il movimento Nuit Debout. E' il quarto sciopero generale in soli due mesi, mentre da alcuni giorni anche alcuni teatri parigini sono in stato di occupazione con gli intermittenti, ossia i precari di cultura e spettacolo.

Aggiornamento del pomeriggio:

A Parigi cariche e arresti della polizia in place de la Nation. Per tutta la durata della manifestazione, partita alle 14, la polizia ha continuamente provocato i manifestanti. I primi scontri con la testa del corteo. Gli agenti puntano ad impedire la rioccupazione in massa di Place de la Republique, cuore della Nuite Debout e della protesta diffusa contro la legge sul lavoro, equivalente d'oltralpe dell'italiano Jobs Act.

Pubblichiamo di seguito l'appello internazionale di #NuitDebout premettendo che il riferimento alla lotta del 99% contro l'1% è un passo avanti rispetto alle richieste di maggiore "democrazia, dignità e libertà" apparse nel precedente comunicato, quello dell'8 aprile 2016. Bisognerebbe quantomeno puntare al livello raggiunto da Occupy Wall Street nel 2011, quando affermò che l'unica soluzione è la rivoluzione mondiale ("the only solution is WorldRevolution"). Le mezze misure non sono possibili: o si accetta il capitalismo oppure lo si rifiuta in blocco.

Appello internazionale di #nuitdebout
Per un incontro a Parigi il 7 e 8 maggio 2016 e una #nuitdebout globale (#globaldebout) il 15 maggio 2016