Ieri una grande giornata di lotta quella dei dipendenti TIM di tutta Italia. Migliaia e migliaia di lavoratori in tantissime città: Roma, Napoli, Genova, Milano, Cagliari, Palermo, Ancona e tante altre. Uno sciopero riuscitissimo, con un'adesione stimata per il 70% dei dipendenti.
Perché la rabbia è tanta dopo che l'azienda, due mesi fa, ha disdetto unilateralmente il contratto integrativo per scriverne uno nuovo, portando a: demansionamento fino a 2 livelli contrattuali con relativa riduzione economica; blocco scatti di anzianità; aumento della quota salariale legato alla produttività; controllo a distanza sia sui sistemi di produzione aziendale sia su sistemi informatici con utilizzo promiscuo (Pc, Web, Mail, Sistemi operativi, ecc); aumento effettivo dell'orario di lavoro; erosione in vari punti del salario accessorio; corresponsione di premi salariali legati alla produttività individuale (un cottimo di fatto).
Sciopero. Cortei in tutta Italia: a Milano lancio di piatti (di plastica e vuoti) contro la Regione. Le imprese puntano a peggiorare tutti i trattamenti e le garanzie nei cambi di appalto. E intanto dilagano i voucher
I farmacisti con il camice bianco guidano il corteo, dietro ci sono gli operatori delle pulizie con le scope, e poi arrivano quelli delle mense con tanti piatti di plastica: che lanciano simbolicamente contro la sede della Regione Lombardia. "Vuoti, come le nostre buste paga, visto che le imprese non rinnovano il contratto ormai da tre anni".
Si è svolta ieri (mercoledì 4 maggio) la consultazione dei lavoratori Almaviva sull'ipotesi di accordo avanzata dall'azienda e sostenuta dai sindacati confederali.
La vertenza Almaviva prosegue da mesi e si è aperta a seguito dell'annuncio da parte della multinazionale delle comunicazioni di una vera e propria ondata di licenziamenti (3000 lavoratori su un totale di 8000), in particolare nei call center di Palermo, Roma e Napoli.
L'intenzione dell'impresa si è scontrata subito con l'ampia mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici, che tramite presidi, cortei e blocchi stradali ha imposto le proprie esigenze.
Quattro ore di sciopero nazionale con cortei e presidi territoriali per i lavoratori metalmeccanici in lotta per il contratto. A promuoverlo Fiom, Fim e Uilm, che tornano a mobilitarsi insieme dopo 8 anni e scendono in piazza nelle principali città italiane. La protesta nasce dopo l'ostinazione mostrata da Federmeccanica che intende imporre un contratto sempre meno collettivo e legato invece alla produttività e alla contrattazione a livello aziendale. Di fronte all'opposizione dei sindacati confederali la trattativa è saltata e questa protesta, per stessa ammissione dei sindacati, serve a convincere gli industriali a riavviarla ad altre condizioni.
Comunicato di delegati Piaggio, Continental, Same:
Nei Direttivi Regionali FIOM della Basilicata e del Molise sarà all'OdG, nei prossimi giorni, la destituzione di delegati R.S.A. della Fca (ex Fiat) di Melfi e di Termoli, in applicazione di una decisione del Collegio Statutario della CGIL, che ha dichiarato l'incompatibilità tra appartenenza alla Cgil e coinvolgimento in comitati di lotta (in realtà i delegati hanno solo partecipato 10 mesi fa ad una riunione di un coordinamento di lavoratori di Fca del centro sud).
FATTI CON LA TESTA DURA E PROPAGANDA COI PIEDI D'ARGILLA
Il 21 dicembre sul sito della Confederazione USB è stato pubblicato un editoriale intitolato "I FATTI HANNO LA TESTA DURA" dedicato a dimostrare la bontà della scelta di aver aderito al Testo Unico sulla Rappresentanza e l'erroneità della posizione di chi come noi ad essa si è opposto.
Ciò avviene sulla base dei risultati nelle elezioni RSU ed RLS in alcune aziende.
Gli attacchi al contratto nazionale si moltiplicano, e ai lavoratori non resta che l'arma dello sciopero, per contrastare una deriva che si accompagna al consueto tentativo padronale di ridurre diritti e stipendi. Oggi tocca agli addetti della grande distribuzione, sia privata che cooperativa, e a quelli del commercio minuto legato a Confesercenti. Solo loro, perché il rinnovo del contratto nazionale con Confcommercio è già cosa fatta: "Ed è quasi paradossale che le aziende del piccolo commercio abbiano rinnovato il contratto e riconosciuto l'aumento salariale — osservano sul punto i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs — mentre le grandi aziende, private e multinazionali, e le grandi cooperative non lo vogliano fare".
Nella notte di giovedì 29 ottobre è iniziato lo sciopero nazionale della logistica, conclusosi nella giornata di venerdì 30. I lavoratori hanno incrociato le braccia per 24 ore bloccando interporti e hub logistici in tutta Italia per chiedere migliori salari e dignitose condizioni di lavoro. "Più salario, meno orario! Basta sfruttamento!" lo slogan scandito a Brescia dai facchini della Gls.
Lo sciopero è stato indetto dai sindacati Si Cobas e ADL per il rinnovo del CCNL trasporti merci e logistica: "Il 31 Dicembre scade il CCNL trasporti, merci e logistica, come s.i. cobas e Adl Cobas abbiamo presentato al governo e alle organizzazioni padronali la nostra piattaforma rivendicativa […] Se non si aprirà un tavolo di trattativa nazionale si andrà allo sciopero nazionale dell'intero settore."
Sciopero nazionale di 24 ore: oggi e domani Sicobas e Adl mobilitano di nuovo "facchini", soci lavoratori delle coop e migranti delle piattaforme logistiche. In gioco il diritto alla rappresentanza sindacale, soprattutto per avere davvero voce in capitolo nel rinnovo del contratto nazionale.
Sarà una giornata difficile nei poli della logistica italiana: Torino, hinterland milanese, Verona, Vicenza, Padova, Bologna, Piacenza, Parma, Modena, Ancona, Roma e Napoli. Alcuni magazzini, di fatto, si fermeranno nella notte. Altri saranno presidiati ai cancelli. In tutti i delegati Cobas riapriranno le vertenze con i consorzi di appaltatori delle principali aziende della logistica, ma anche con gli enti più o meno pubblici che gestiscono alcune piattaforme strategiche.
I dipendenti di IKEA in Italia, come stiamo documentando qui e sui nostri canali facebook, stanno portando avanti una delle lotte più coraggiose degli ultimi anni. Con scioperi che in alcuni negozi sono arrivati a 10 giorni consecutivi e che continueranno anche nelle prossime settimane. I lavoratori ignorati dai mezzi di comunicazione hanno deciso di costruirsi un proprio canale con cui diffondere le notizie della loro lotta.