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Anni di flessibilità per poi ritrovarsi nella disperazione più assoluta. Lo sfogo di una lavoratrice (intervista audio): "Vogliono portarci via tutto, altro che imprenditori".

Sono migliaia le lavoratrici e i lavoratori attesi alla manifestazione nazionale unitaria del 31 marzo organizzata a Roma dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti con presidio statico a Piazza Bocca della Verità in supporto della giornata di sciopero plurisettoriale multiservizi e turismo. La protesta #FuoriServizio è stata indetta dalle quattro sigle a seguito della interruzione delle trattative e dello stallo negoziale che non consentono ad oggi di rinnovare i contratti nazionali di settore scaduti dal 2013.

Ieri sera, in una piazza Navona gelida, si è svolta un'iniziativa di lotta dei neo-licenziati di Almaviva a cui hanno partecipato anche alcuni solidali.

Circa 80 lavoratrici e lavoratori hanno intonato slogan come "La gente come noi non molla mai!" e innalzato cartelli con scritto "1666 famiglie in mezzo alla strada." Da quel che sembra – parlando con alcuni di loro – la ristrutturazione aziendale non è dovuta ad un problema di commesse in quanto uno dei primi committenti è lo stato (ad esempio l'Inps). L'obiettivo è - e questo lo hanno capito bene gli ex dipendenti - abbassare il costo del lavoro; guarda caso, Almaviva ha aperto una nuova sede in Romania dove i salari sono più bassi.

Si è tenuta a Firenze il 6 dicembre scorso l'assemblea nazionale dei delegati FIOM promotori dell'appello per il NO all'ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici sottoscritto il 26.11.16 da FIOM, FIM e UILM con Federmeccanica. E' stata un'assemblea caratterizzata dalla volontà delle decine di operai presenti di costruire una rete di comitati del NO nelle fabbriche e, per quanto riguarda i delegati FIOM, di non sottostare al divieto della direzione della FIOM di schierarsi per il NO; vari interventi, inoltre, hanno messo in luce la continuità tra questa battaglia e quella vittoriosa contro la riforma costituzionale del governo Renzi e dei suoi mandanti.

Ieri una grande giornata di lotta quella dei dipendenti TIM di tutta Italia. Migliaia e migliaia di lavoratori in tantissime città: Roma, Napoli, Genova, Milano, Cagliari, Palermo, Ancona e tante altre. Uno sciopero riuscitissimo, con un'adesione stimata per il 70% dei dipendenti.

Perché la rabbia è tanta dopo che l'azienda, due mesi fa, ha disdetto unilateralmente il contratto integrativo per scriverne uno nuovo, portando a: demansionamento fino a 2 livelli contrattuali con relativa riduzione economica; blocco scatti di anzianità; aumento della quota salariale legato alla produttività; controllo a distanza sia sui sistemi di produzione aziendale sia su sistemi informatici con utilizzo promiscuo (Pc, Web, Mail, Sistemi operativi, ecc); aumento effettivo dell'orario di lavoro; erosione in vari punti del salario accessorio; corresponsione di premi salariali legati alla produttività individuale (un cottimo di fatto).

Sciopero. Cortei in tutta Italia: a Milano lancio di piatti (di plastica e vuoti) contro la Regione. Le imprese puntano a peggiorare tutti i trattamenti e le garanzie nei cambi di appalto. E intanto dilagano i voucher

I farmacisti con il camice bianco guidano il corteo, dietro ci sono gli operatori delle pulizie con le scope, e poi arrivano quelli delle mense con tanti piatti di plastica: che lanciano simbolicamente contro la sede della Regione Lombardia. "Vuoti, come le nostre buste paga, visto che le imprese non rinnovano il contratto ormai da tre anni".

Si è svolta ieri (mercoledì 4 maggio) la consultazione dei lavoratori Almaviva sull'ipotesi di accordo avanzata dall'azienda e sostenuta dai sindacati confederali.

La vertenza Almaviva prosegue da mesi e si è aperta a seguito dell'annuncio da parte della multinazionale delle comunicazioni di una vera e propria ondata di licenziamenti (3000 lavoratori su un totale di 8000), in particolare nei call center di Palermo, Roma e Napoli.

L'intenzione dell'impresa si è scontrata subito con l'ampia mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici, che tramite presidi, cortei e blocchi stradali ha imposto le proprie esigenze.

Quattro ore di sciopero nazionale con cortei e presidi territoriali per i lavoratori metalmeccanici in lotta per il contratto. A promuoverlo Fiom, Fim e Uilm, che tornano a mobilitarsi insieme dopo 8 anni e scendono in piazza nelle principali città italiane. La protesta nasce dopo l'ostinazione mostrata da Federmeccanica che intende imporre un contratto sempre meno collettivo e legato invece alla produttività e alla contrattazione a livello aziendale. Di fronte all'opposizione dei sindacati confederali la trattativa è saltata e questa protesta, per stessa ammissione dei sindacati, serve a convincere gli industriali a riavviarla ad altre condizioni.

Comunicato di delegati Piaggio, Continental, Same:

Nei Direttivi Regionali FIOM della Basilicata e del Molise sarà all'OdG, nei prossimi giorni, la destituzione di delegati R.S.A. della Fca (ex Fiat) di Melfi e di Termoli, in applicazione di una decisione del Collegio Statutario della CGIL, che ha dichiarato l'incompatibilità tra appartenenza alla Cgil e coinvolgimento in comitati di lotta (in realtà i delegati hanno solo partecipato 10 mesi fa ad una riunione di un coordinamento di lavoratori di Fca del centro sud).

FATTI CON LA TESTA DURA E PROPAGANDA COI PIEDI D'ARGILLA

Il 21 dicembre sul sito della Confederazione USB è stato pubblicato un editoriale intitolato "I FATTI HANNO LA TESTA DURA" dedicato a dimostrare la bontà della scelta di aver aderito al Testo Unico sulla Rappresentanza e l'erroneità della posizione di chi come noi ad essa si è opposto.

Ciò avviene sulla base dei risultati nelle elezioni RSU ed RLS in alcune aziende.

Gli attacchi al contratto nazionale si moltiplicano, e ai lavoratori non resta che l'arma dello sciopero, per contrastare una deriva che si accompagna al consueto tentativo padronale di ridurre diritti e stipendi. Oggi tocca agli addetti della grande distribuzione, sia privata che cooperativa, e a quelli del commercio minuto legato a Confesercenti. Solo loro, perché il rinnovo del contratto nazionale con Confcommercio è già cosa fatta: "Ed è quasi paradossale che le aziende del piccolo commercio abbiano rinnovato il contratto e riconosciuto l'aumento salariale — osservano sul punto i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs — mentre le grandi aziende, private e multinazionali, e le grandi cooperative non lo vogliano fare".