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Multinazionali. Sciopero riuscito, si ferma l'80% dei seimila addetti nei megastore italiani. La Filcams Cgil: "Con la disdetta del contratto integrativo, i part-time che sono il 70% dei lavoratori guadagnerebbero circa 550 euro al mese invece di 750".

La multinazionale minimizza. Ma è riuscita a tenere aperti i suoi 21 megastore italiani solo grazie al lavoro degli stagisti e dei lavoratori a tempo determinato, cui si sono affiancati gli stessi dirigenti per tenere aperta qualche cassa. Lo sciopero all'Ikea è riuscito, alla fine Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs parlano di un'adesione dell'80%, calcolando una media nazionale.

Primo sciopero nazionale, in 25 anni di storia, per lavoratrici e lavoratori in Italia di Ikea, la multinazionale svedese dell'arredamento low cost.

Oggi, sabato 6 giugno 2015, i "co-workers" di Ikea in Italia incrociano le braccia dopo che, lo scorso 29 maggio, l'azienda ha annunciato la disdetta unilaterale di tutta la contrattazione integrativa, che prevede a esempio – come spiega quest'articolo de "Il Manifesto" – le indennità in caso di lavoro festivo o straordinario.

Ieri si è tenuta l'annunciata marcia del Movimento 5 Stelle per sostenere la proposta di legge sul reddito di cittadinanza. "Se non passa il reddito di cittadinanza saranno tutti responsabili non verso il M5S ma verso milioni di cittadini" ha detto Beppe Grillo all'inizio del corteo. E ancora: "Non è beneficenza, è un reddito per chi non ci arriva e per la dignità e i diritti delle persone. Abbiamo un sistema economico agonizzante, dobbiamo allargare e aiutare chi non ce la fa. Nessuno deve rimanere indietro". Il serpentone di cittadini indignati ha percorso a piedi la ventina di chilometri che separa Perugia da Assisi, scandendo slogan contro la disonestà dei politici e rivendicando diritti e dignità.

Centinaia di migliaia di persone hanno partecipato martedì 5 maggio alle iniziative per lo sciopero della scuola contro il DDL del governo "La Buona Scuola". Per la prima volta dopo molto tempo, i sindacati maggiormente rappresentativi del settore (FLC CGIL, CISL scuola, UIL scuola, SNALS e GILDA) hanno promosso unitariamente l'iniziativa, organizzando cortei nelle città di Aosta, Bari, Cagliari, Catania, Milano, Palermo, Roma. I Cobas, primi promotori della mobilitazione, hanno indetto manifestazioni regionali e provinciali anche in altre città tra cui Bologna, Genova, Napoli, Padova e Torino.

A Roma si è svolto il corteo più numeroso, gli organizzatori hanno parlato di 100mila manifestanti. Non sono mancate le contestazioni a politici e sindacati. Alcuni iscritti della Cgil si sono spinti fino al palco dove la Camusso stava per prendere la parola, e hanno stracciato le loro tessere criticando duramente la strategia seguita dal sindacato.

Per sabato 14 febbraio scorso la FIOM aveva dichiarato sciopero alla Fiat di Pomigliano contro l'uso dello straordinario mentre circa 2000 lavoratori sono ancora mantenuti a casa, fuori dalla produzione. Hanno scioperato cinque operai.

Giornalisti leccapiedi e manutengoli sindacali hanno irriso lo sciopero. Per tutti i lavoratori coscienti, lo sciopero di Pomigliano ha un significato chiarissimo.

I cinque operai che hanno scioperato rappresentano meglio di ogni altra cosa la volontà e la convinzione di una classe che non intende piegare la testa.

Lo sciopero generale indetto da CGIL e UIL per il 12 dicembre ha avuto una buona partecipazione, anche se i cortei organizzati dai confederali sono risultati abbastanza fiacchi e poco combattivi. Secondo i dati disponibili ci sono state mobilitazioni in 54 piazze, voli cancellati, treni fermi, metro chiuse e autobus nei depositi lungo tutta la penisola.

A Torino, Milano e Bologna si sono verificati scontri con le forze dell'ordine; a Roma la polizia è intervenuta violentemente per sgomberare un edificio occupato nella stessa giornata; a Napoli la celere ha impedito al corteo degli studenti di entrare in piazza Matteotti e ha blindato la stazione ferroviaria. A Bari i lavoratori incazzati hanno cacciato dalla piazza un impaurito Massimo D'Alema.

La pratica dello "sciopero sociale" è una realtà affermata nel mondo. L'occupazione di un parco, di una piazza, di un ponte, di un incrocio stradale, di un porto, fino all'occupazione di una grande città, rivela un fenomeno in continua ascesa che passando da un paese all'altro, da un'esperienza all'altra, accumula forza ed estensione.

di Andrea Tornago, il manifesto, 4 novembre 2014Manifestazione Fiom Brescia

Contestazioni per la visita di Renzi agli industriali nello stabilimento della Palazzoli, i cui dipendenti sono stati mandati in "ferie collettive". Sfila la Fiom, una delegazione attende di essere ricevuta dal premier, che non si presenta: "Ci ha fatto aspettare mezz'ora e più". Cariche al corteo di studenti, centri sociali e sindacati di base.

Il corteo delle auto di lusso comincia la mattina presto. Gli industriali entrano dall'ingresso sul retro, collegato direttamente con la tangenziale, lontano da sguardi indiscreti e dai cortei di operai e centri sociali. È la giornata di Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio interverrà all'assemblea dell'Associazione industriale bresciana, ospitata nello stabilimento della Palazzoli Spa, azienda alla periferia nord di Brescia i cui operai, per l'occasione, sono stati mandati in "ferie collettive" dalla dirigenza.

©Foto di Attilio Cristini - Il corteo delli operai dell'Ast di Ternidi Massimo Franchi, il manifesto, 30 ottobre 2014

Ast di Terni. La polizia carica il corteo che vuole raggiungere il ministero. Per terra insanguinati rimangono due lavoratori e due sindacalisti. A via Molise un pomeriggio di tensione con tre vertenze che si accavallano. In difesa delle acciaierie, delegazione sotto l'ambasciata tedesca. Ma in un attimo parte l'agressione delle forze dell'ordine. Poi la lunga trattativa

Manganelli contro operai e sindacalisti che cercano di difendere la storia industriale italiana. Tre vertenze che si accavallano sotto il ministero dello Sviluppo con i lavoratori che si mischiano nella disperazione, nella paura, nella rabbia. Oltre gli slogan di Renzi, la realtà del paese è quella in carne e ossa del migliaio di operai transitati ieri per il centro di Roma.

di Roberto Ciccarelli, il manifesto, 17 ottobre 2014

Capitale vs Lavoro. Una storia dell'ottocento, due secoli dopo: quella di chi si ribella a condizioni di lavoro massacrante e si organizza. Lo sciopero di Si Cobas, Adl Cobas e Cobas lavoro privato ha bloccato molti centri di smistamento nel centro-Nord. Il racconto di un ciclo di lotte lungo 6 anni. Ieri è stato il giorno anche del "social strike" dei movimenti per la casa, studenti, precari contro la riforma della scuola e il JobsAct.

Lo sciopero generale della logistica convocato ieri in tutto il paese dai sindacati di base Si Cobas, Adl Cobas e Cobas lavoro privato è riuscito.