Duecentomila manifestanti fermano il Paese mentre il nuovo governo giura a Parigi, tra elementi di polarizzazione sociale, periferie in subbuglio e una protesta che non riesce ad uscire dalla rivendicazione.
Il 10 settembre la Francia si è svegliata paralizzata. Dalle prime ore del mattino scioperi e blocchi stradali hanno interessato principalmente Parigi, Marsiglia, Lione, Bordeaux e Lille, ma anche aree più rurali del Paese. Circa duecentomila persone, secondo le stime più prudenti, hanno partecipato a cortei e picchetti che hanno paralizzato trasporti, servizi pubblici e logistica. La protesta, ribattezzata Block Everything dagli stessi promotori, ha trovato il suo culmine nella capitale, dove si stava insediando il nuovo governo.
Nei quartieri periferici di Parigi e Marsiglia gruppi di giovani hanno dato vita a scontri con la polizia, incendiando cassonetti e automobili. Le forze dell’ordine hanno risposto con cariche e lacrimogeni, ma senza i picchi di violenza vissuti con i gilet gialli o con le manifestazioni contro la riforma delle pensioni; a Lione e Rennes invece i tafferugli fra giovani e polizia sono durati più a lungo.
Il bilancio finale in tutta la Francia è di oltre una dozzina di agenti feriti e 473 fermi, quasi tutti preventivi.
L’ennesimo cambio di governo è solo la scintilla che ha fatto deflagrare il malcontento. L’inflazione, pur rallentata rispetto ai picchi del 2023, continua a erodere il potere d’acquisto, colpendo principalmente i lavoratori delle periferie urbane. Nelle banlieue la disoccupazione giovanile supera il 25%, i servizi pubblici sono al collasso e la frattura sociale con i centri cittadini appare insanabile.
Le grandi confederazioni sindacali, dalla CGT alla CFDT, hanno partecipato ai cortei sostenendo le rivendicazioni immediate, ma evitando di radicalizzare la lotta, nel timore di una rottura irreversibile con le istituzioni. Sul fronte elettorale, i conservatori sono pronti a capitalizzare il malcontento, mentre i progressisti sono divisi e incapaci di proporre una qualsiasi alternativa.








