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Modena, assemblea pubblica del 26 marzo 2011

Operai, lavoratori: anni di sacrifici, infortuni, morti sul lavoro, bassi salari, flessibilità e ritmi di lavoro esasperanti, non hanno garantito un futuro migliore a noi e ai nostri figli, come ci hanno fatto credere i padroni, i governi di destra e di sinistra e i sindacati concertativi. Le loro parole d’ordine erano: battere la concorrenza e conquistare nuovi mercati.

Così facendo hanno messo operai contro operai e sono riusciti a ridurre i diritti e i salari di tutti i lavoratori a livello mondiale. Questa pratica politica ha fatto sì che i padroni incrementassero i propri profitti e gli operai diventassero sempre più poveri. Quando poi la contrazione economica e la crisi da sovrapproduzione hanno reso impossibile un’ulteriore rivalutazione dei profitti attraverso il processo produttivo, quei profitti si sono riversati nel mercato della speculazione finanziaria.

Questo ha prodotto altri effetti terribili sulla vita di milioni di lavoratori. Abbiamo tutti davanti agli occhi le vicende delle crisi greca e irlandese: denaro pubblico utilizzato per salvare banche e aziende che hanno vissuto rapinando i risparmi e il TFR dei lavoratori.

Il paradosso della crisi attuale è vedere gli operai alla fame di fronte a piazzali e vetrine ricolmi di merci invendute, ascoltare capitalisti straricchi che pretendono dai lavoratori ulteriori sacrifici, aiutati da governi che impongono ai propri cittadini di salvare coloro che hanno causato il nostro disastro. Con il ricatto del posto di lavoro, "collaudato" a Termini Imerese, Pomigliano e Mirafiori, vogliono ridurre drasticamente i nostri diritti in tutti i settori produttivi, rendendoci schiavi del "Dio mercato".

Ribellarsi è necessario, anzi indispensabile, ma per fare ciò è fondamentale l’unità degli sfruttati!

A Modena, operai, studenti, precari, disoccupati, lavoratori del pubblico impiego, vogliono unirsi per invertire la deriva dell’attuale miseria.

Modena non è un’isola felice come ci volevano far credere, perché la crisi sta generando sacche di povertà diffuse anche nella nostra città. Prova ne sono i seguenti dati (fonti: Provincia di Modena, Regione Emilia Romagna e INPS): dal Gennaio 2008 al Dicembre 2010 si è verificato uno stillicidio di circa 45.000 posti di lavoro, di cui 21.000 uomini e 23.000 donne; a questi vanno aggiunti circa 13.000 operai posti in mobilità, di cui 7.500 uomini e 5.500 donne (la maggior parte di queste mobilità si tradurranno probabilmente in licenziamenti). La richiesta della Cassa Integrazione nell’anno 2008 ammontava a 1.130.599 ore, 11.323.336 nel 2009 e 23.311.634 nel 2010.

Aumentano gli indebitamenti delle famiglie, i nostri salari si riducono. Non permettiamo più che vengano ulteriormente decurtati dalla cassa integrazione e dai contratti di solidarietà. Uniamoci e costruiamo un percorso di lotta insieme per non pagare la crisi dei padroni.

L’Assemblea che promuoviamo è un punto di partenza per unire le forze, per creare un patto di consultazione e un coordinamento permanente che intervenga a sostegno delle lotte dei proletari, che favorisca lo scambio di esperienze e lo sviluppo dell’organizzazione.

NO ALLA CASSA INTEGRAZIONE, NO AI CONTRATTI DI SOLIDARIETA',
NO ALLA GUERRA FRA POVERI!
NO AI LICENZIAMENTI, NO ALLA PRECARIETA’
NO ALLA SCUOLA DEI PADRONI!
IL CAPITALISMO CI STA RIDUCENDO IN MISERIA:
LOTTIAMO INSIEME PER ABBATTERLO!
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INIZIAMO A ORGANIZZARCI
NELL’ASSEMBLEA PUBBLICA DEL 26 FEBBRAIO 2011 ore 15,30
Sala dell’Istituto Storico della Resistenza di Modena, Via Ciro Menotti 137

 

Comitato promotore dell’Assemblea del 26 febbraio