Contatore sito
Logo Chicago86

Occupy OaklandLotte in corso. AMERICHE

In tutto il mondo, i lavoratori stanno subendo l’attacco dell’may1jpg1%. I salari sono al minimo storico mentre la disoccupazione è bloccata a livelli record. I governi stanno attaccando i più poveri tra noi con brutali piani di austerità. I sindacati sono stati distrutti, mentre i movimenti autonomi dei lavoratori si scontrano con una dura repressione da Oakland, a Montreal, ad Atene e al Cairo.

Il potere dell’1% è basato sul loro controllo del luogo di lavoro. Abbiamo bisogno di un nuovo movimento operaio del 99% per occupare il mondo del lavoro e trasformare l’economia, ma la classe lavoratrice è divisa – tra sindacati e non-sindacati, immigrati e nativi, giovani e vecchi, Nord e Sud, settore privato e settore pubblico; dai confini nazionali, di razza, di lingua, di religione, di colore, di educazione, e di fabbrica.

fastfoodforwardScioperano i lavoratori di McDonald's, Burger King, Domino's Pizza, Wendy's and Yum Inc', KFC e Taco Bell.

Giovedi 4 aprile 2013, più di 400 lavoratori dei fast food newyorkesi hanno iniziato una seconda ondata di scioperi per salari più alti (c'è chi prende solo 7,25 dollari all'ora) e migliori condizioni di lavoro.  Al grido sindacato, dignità e una paga per vivere, ad incrociare le braccia sono stati centinaia di dipendenti dei marchi più importanti: McDonald's, Burger King, Domino's Pizza, Wendy's and Yum Inc', KFC e Taco Bell. I lavoratori si sentono schiavi di un sistema che li obbliga ad un lavoro alienante per una paga da fame.

minimum_wageDilagano in tutti i settori le proteste sul salario minimo

NEW YORK — Ora la "dieta Weight Watchers" assume un significato diverso. Tra i modi per dimagrire, il più veloce e sicuro è applicato ai dipendenti: stringere la cinghia. Lo rivela la rivolta che sta dilagando tra il personale della più celebre impresa di cibi dimagranti. Centinaia di collaboratrici (sono quasi esclusivamente donne) inondano il sito dell'azienda con le proteste per i salari — è il caso di dirlo — "da fame".

Da un decennio, denunciano le dipendenti, il gruppo Weight Watchers tiene fermo il loro compenso: 18 dollari per ogni riunione organizzata con i potenziali clienti. L'onorario è forfettario e non prevede neppure un rimborso spese per le prime 40 miglia di trasferta di lavoro.

Il 18 dicembre attivisti di Occupy Wall Street bloccano l'entrata del porto di Newark (New Jersey) per ostacolare la consegna delle merci che provengono da una fabbrica del Bangladesh dove 112 operai sono arsi vivi. La fabbrica in questione lavora per Walmart, il più grande datore di lavoro del mondo.
I manifestanti cantano una vecchia canzone di lotta degli Industrial Workers of the World: "Solidarity forever!":

fastfoodLavorano in catene diverse di "Junk Food" ma hanno tutti lo stesso problema: sono pagati poco, tropo poco. "Non possiamo sopravvivere", denunciano. E per questo hanno incrociato tutti quanti le braccia, tutti insieme: dipendenti di McDonald's, Burger King, Wendy's, KFC, Taco Bell, Pizza Hut e Domino's. Non capita spesso negli Stati uniti d'America che la mobilitazione scatti per un'intera categoria. E' successo, invece, grazie ai lavoratori delle catene di fast food, che hanno scioperato tutti insieme.
Chiedono una cosa molto precisa: vogliono il raddoppio netto della paga oraria. Vengono pagati poco più di 7 euro all'ora, ne vogliono 15. Il New York Times ha definito la loro protesta ''il più grande sforzo di categoria mai compiuto negli Stati Uniti per unire i lavoratori''.

walmartdi Felice Mometti

I numeri e le dimensioni fanno una certa impressione. La Walmart è la più grande multinazionale al mondo che opera nel settore della grande distribuzione. Ha 10 mila punti vendita in 27 paesi, 4 mila negli Stati Uniti, più di due milioni di dipendenti, un milione e 400 mila negli USA, un fatturato di 440 miliardi di dollari nel 2011 che la collocherebbe tra i primi 30 paesi al mondo per prodotto interno lordo. Walmart è famosa anche per altri motivi. È la catena commerciale che pratica i prezzi più bassi, l’azienda con un tasso di sfruttamento della forza lavoro tra i più alti e un’organizzazione del lavoro molto simile a una caserma. Le merci sugli scaffali della Walmart vengono prodotte in Cina, nelle Filippine, in Vietnam e nel Bangladesh a dei costi bassissimi e, sembra quasi inutile dirlo, con salari irrisori per lavoratori costretti in terribili luoghi di lavoro. Il sistema degli appalti e dei subappalti sembra una matrioska con bambole infinite.

17sept_2#OccupyWallStreet è nato il 17 settembre del 2011, quando abbiamo occupato il cuore del distretto finanziario di Manhattan proclamando: "Noi siamo il 99%! Non tollereremo più l'ingordigia e la corruzione dell'1%".

Il nostro messaggio è riecheggiato in tutto il globo allo stesso modo delle innumerevoli occupazioni gemelle che si sono sollevate in nostra solidarietà. Sotto lo sguardo del mondo intero, un terrorizzato 1% ci ha gettato addosso tutto ciò che poteva, ma così facendo ha mostrato non solo la violenza e l'inganno necessari a mantenere la disuguaglianza sistemica, ma anche la tragica verità che i nostri cosiddetti governi democratici non sono altro che strumenti che l'1% ha organizzato per resistere.

17septLo scorso 17 settembre, come parte dell'ondata globale di protesta, persone provenienti da tutto il paese sono accorse nel cuore del quartiere finanziario di New York per occupare Wall Street. Di fronte alle grandi banche che ci tolgono le case, uccidono il nostro lavoro, comprano la nostra democrazia, e trasformano il nostro ambiente solo in un'altra risorsa tossica, vi siete fatti vedere e siamo diventati il 99%.

Tra il 15 e il 17 settembre, unisciti a noi nella lotta per il nostro paese, il nostro mondo – la lotta per la nostra vita.

Per anni in tutto il mondo le persone sono state dominate dall'avidità aziendale degli 1%. Loro hanno accumulato bonus con le pensioni rubate agli insegnanti, agli impiegati statali e ai nostri vicini. Noi paghiamo per il loro benessere. Loro scommettono e prendono in prestito il nostro futuro. Noi anneghiamo nei debiti. Allora, chi è veramente in debito con chi? Ora i nostri rappresentanti eletti vogliono farci accettare misure di austerità – lavorare di più per prendere di meno,  mandarci in pensione più tardi (se non mai), e dire addio alle nostre tutele fondamentali nel lavoro. Stanno scommettendo sulla nostra obbedienza. Stanno scommettendo male.

low_wage_workersDove: Union Square, NYC
Quando: Ritrovo alle 17.00
Maggiori informazioni: http://unitedny.org/
RSVP su Facebook

Combatti per migliori posti di lavoro, migliori salari, e per i diritti di tutti i lavoratori!

In tutta New York, i nostri mezzi di sussistenza sono sotto attacco. Dopo anni di massicci licenziamenti e alti tassi di disoccupazione, i salari e i benefici vengono tagliati rispetto a quelli che erano soliti essere garantiti per i lavori della classe media. Oltre a questo, i lavoratori stanno lavorando più ore senza aver pagati straordinari, assicurazione sanitaria o eventuali benefici pensionistci.

Nel frattempo i lavori pagati al minimo salariale sono il settore a crescita più rapida nello stato, essendo cresciuti di dieci volte negli ultimi cinque anni.

afl-cioWhere: Union Square, Manhattan
When: Tuesday, July 17 at 5:30pm

Join #OWS and many others as we rally in solidarity with NYC LABOR & UWUA 1-2. Assemble at the Con Ed HQ Picket Line At 4 Irving Place at 4:30pm, then march with the locked-out Local 1-2 workers to Union Square!

This is not a walkout:
It’s a LOCKOUT!
FAIR CONTRACT NOW!!!

For more information: uwua1-2.org | www.nycclc.org

[Tratto da http://occupywallst.org]