Lotte in corso. AMERICHE
Il regime della rapina totale – che l'1% chiama "austerità" – si sta già abbattendo sull'Europa, e presto lo farà su tutto il mondo. Ma l'inevitabile collasso dell'austerità non è abbastanza. Noi, il 99%, esigiamo un mondo che vada oltre Wall Street. Esigiamo un sistema dove ciascuno possa non solo sopravvivere, ma prosperare.
Per raggiungere questo mondo, stiamo alzando la nostra voce per esigere un salario universale per vivere.
Facciamo appello a tutte le occupazioni, sindacati, organizzazioni di comunità, gruppi per i diritti degli immigrati, degli studenti, organizzazioni religiose, gruppi ambientalisti, attivisti contro la povertà, e chiunque altro ad unirsi a noi il 20 giugno 2012 per un nuovo giorno di vacanza per il 99%: un Festival Globale per il Salario Universale per Vivere.
In soli otto mesi, Occupy Wall Street è riuscito a mettere al centro del discorso politico la sperequazione tra i redditi. A breve, chiuderemo questo discorso.
L'attesissima giornata del primo maggio a New York, la prima organizzata dal movimento Occupy Wall Street, inizia alle 8 di mattina a Bryant Park, nel cuore di Manhattan, sotto una pioggia battente.
In poco tempo si raduna qualche centinaio di manifestanti, sotto lo sguardo vigile di altrettanti poliziotti riparati da lunghe mantelle nere. Poco a poco i dimostranti, ancora un po assonnati e intirizziti dal freddo, vengono smistati in decine di picchetti organizzati davanti alle sedi di banche e multinazionali che si trovano nelle vicinanze.
Nel frattempo, attraverso il tam tam di Twitter e Facebook, arriva la notizia che i paventati blocchi mattutini ai ponti e ai tunnel che collegano Manhattan alla terra ferma non sono avvenuti. "Evidentemente era solo una voce messa in giro per mandare in palla la polizia", commenta divertita una manifestante.
Primo Maggio - invito a bloccare i ponti, le gallerie e i traghetti di New York - previsti ritardi per i pendolari - da una fonte anonima su strikeeverywhere.net:
New York - il Primo maggio 2012 gruppi autonomi di azione diretta all'interno di Occupy Wall Street, facenti parte di una mobilitazione globale per lo sciopero generale ed il rifiuto ad obbedire a queste leggi economiche, bloccherano uno o più ponti o gallerie che danno accesso a Manhattan per protestare contro la vergognosa opulenza dell'1%. Lavoratori e disoccupati in tutto il paese non hanno visto nessun miglioramento nelle loro vite nonostante le chiacchiere sulla ripresa dalla crisi finanziaria del 2008. Non ci importa quello che Obama o Romney dicono, perché solo i lavoratori - lavoratori domestici, operai, la base del sindacato, lavoratori senza documenti, camerieri, commessi, lavoratori presso catene di negozi - possono risolvere i problemi di oggi.
Oggi in tutta la Spagna il 99% si unisce allo sciopero generale nazionale contro le riforme pro-business del lavoro promosse dal governo e contro i tagli ai fondi per l'educazione e altri servizi. In un paese dove la metà della popolazione giovanile è già disoccupata, queste misure d'austerità - promosse solo per tranquillizzare la non eletta burocrazia dell'Unione europea e usate per proteggere gli interessi delle potenti banche internazionali e dei ricchi investitori – demoliranno decenni di faticose conquiste di diritti dei lavoratori rendendo più semplice per le aziende il licenziamento e il taglio unilaterale dei salari. Ma, come i loro omologhi in Grecia, i 99% spagnoli non sono responsabili della crisi finanziaria.
post dell'11 marzo - OWS -
Ieri in sessantamila hanno marciato su Madison (Wisconsin) in occasione del primo anniversario dall'approvazione del drastico smantellamento dei diritti di contrattazione collettiva da parte del governatore Scott Walker. Lo scorso anno, gli attacchi di Walker ai diritti del lavoro hanno scatenato ampie proteste che hanno visto centinaia di migliaia persone occupare l'edificio governativo. Queste azioni hanno prefigurato Occupy Wall Street e hanno ispirato innumerevoli altri a prendere posizione contro la diseguaglianza, l'ingiustizia politica, e la tirannia dell'1% rafforzata dai politici e dai banchieri. Questo è solo un esempio che mostra come la gente di tutto il mondo stia resistendo attivamente agli attacchi contro il 99%.
Sotto la pressione dei creditori, del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Centrale Europea e dell'Unione Europea, il governo greco sta imponendo misure impopolari di austerità. Il primo ministro greco ha minacciato di licenziare i ministri qualora si opponessero a tali misure.
I salari vengono tagliati di più del 20%, migliaia di dipendenti pubblici saranno licenziati, e i programmi di assistenza sociale verranno severamente tagliati. Queste leggi puniscono il 99% dei greci per ripianare i debiti della classe dirigente. Il governo si è venduto tutto il potere sovrano, i poveri e la classe operaia, nell'interesse dei creditori stranieri e delle esigenze dell'1%. I banchieri continuano a fare milioni e le aziende pagano meno tasse. Il resto della società, non avendo fatto nulla di male, è stato punito per i fallimenti del mercato.
Di contro, in migliaia sono scesi in strada e hanno occupato la piazza davanti al Parlamento. Per la seconda volta in questa settimana, i lavoratori greci hanno indetto uno sciopero generale per oggi e domani. La maggior parte dei trasporti è bloccata. Treni a servizio limitato permetteranno ai manifestanti di unirsi alle proteste ad Atene.
Lo sciopero generale è tornato, ricalibrato per un’era di profondi tagli alla spesa pubblica, di forme estreme di razzismo che colpiscono i migranti e di una massiva speculazione finanziaria che ha raggiunto livelli di rapacità senza precedenti. Nel 2011, la percentuale di lavoratori sindacalizzati negli Stati Uniti era dell’11,8%, circa 14.8 milioni di persone.
Ma queste cifre non dicono nulla dei milioni di persone che in questo paese sono disoccupate o sottoccupate. Questi numeri non parlano del blocco non documentato dei lavoratori impiegati nel lavoro manuale e domestico e trainato ampiamente dalle comunità di immigrati.
Felice Mometti
L'occupazione più dinamica del movimento statunitense lancia lo sciopero generale per il Primo maggio. Un sasso nello stagno del sindacato Usa
Occupy Oakland rilancia. Dopo la giornata del 28 gennaio in cui la polizia ha arrestato 400 persone durante le iniziative per occupare un centro conferenze in disuso appartenente a una società immobiliare, l’assemblea generale di Occupy Oakland ha deciso di impegnarsi nella costruzione dello sciopero generale il prossimo Primo maggio.
Negli Stati Uniti il Primo maggio è un giorno lavorativo come gli altri nonostante faccia riferimento alle lotte e ai massacri della polizia avvenuti a Chicago nel 1886 e al valore non solo simbolico che riveste in molti Paesi. Da alcune settimane il movimento Occupy sta discutendo della possibilità di lanciare uno sciopero generale nazionale il Primo di maggio, costituendo anche dei gruppi di lavoro, com’è il caso di Occupy Wall Street a New York e di Occupy Portland.
Gli attivisti di "Occupy Wall Street" che "puntavano" sui porti della costa occidentale degli Stati Uniti sono riusciti a chiudere diversi terminal, in qualche caso, si sono anche scontrati lievemente con la polizia. Migliaia di manifestanti hanno marciato sui porti, dalla California meridionale allo Stato di Washington, con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sulle disuguaglianze economiche, l'alto tasso di disoccupazione e un sistema finanziario che - dicono - è ingiustamente favorevole ai più ricchi. Dall'alba di lunedì, gli attivisti avevano già picchettato i cancelli arrivando alla parziale chiusura di alcuni porti in California, Oregon e Washington. Al porto di Longbeach, adiacente a Los Angeles, 250/300 persone hanno marciato sotto la pioggia verso un impianto terminal dove si sono confrontati con agenti di polizia, che il hanno respinti con manganelli.
In questo Black Friday, mentre milioni di americani lottano per trovare "la migliore offerta" di beni di consumo, migliaia di operai cinesi scioperano per chiedere salari decenti, sicurezza sul lavoro e altri diritti basilari. Solo nell'Huangjiang, giovedì, 8000 operai di una fabbrica calzaturiera sono scesi in strada bloccando il traffico e fronteggiando la polizia antisommossa. La loro fabbrica, di proprietà della Yue Yuen Industrial Holding, è un importante fornitore della compagnia di abbigliamento sportivo New Balance.
Sembra giusto dire che questi lavoratori scioperano per un "nuovo equilibrio" (new balance) con il loro management e il sistema di sfruttamento globale per cui il management lavora. Affrontando la repressione della polizia e la censura dei media, scioperando, i lavoratori cinesi si ribellano contro lo stesso ingiusto sistema economico che noi stiamo combattendo a Wall Street ed in tutto il mondo.