La #MayDay2018 si è conclusa con le immagini di vetrine infrante e il fumo di lacrimogeni nel centro di Parigi, e con gli arresti dei manifestanti turchi che cercavano di raggiungere piazza Taksim a Istanbul, luogo simbolo del movimento operaio, ma off limits il Primo Maggio. In Italia, all'interno dei cortei cittadini (a Milano, Bologna e Torino), ci hanno pensato i rider in lotta, le maestre autorganizzate e i facchini della logistica a rianimare un pò le piazze.
Da segnalare anche lo sciopero dei lavoratori di McDonald's in Inghilterra che sono scesi in strada in concomitanza delle manifestazioni per l'International Workers' Day: il personale dei ristoranti di Manchester, Cambridge e Crayford, a sud-est di Londra, e di due filiali di Watford ha organizzato dei picchetti davanti ai luoghi di lavoro, cercando di far sentire la propria voce. I responsabili di McDonald's UK hanno dichiarato che solo pochissimi dipendenti si sono astenuti dal lavoro e che la maggior parte delle persone che presenziavano ai blocchi erano "esterne", fatto smentito dal sindacato che ha valutato positivamente la giornata di mobilitazione, anche se ha coinvolto poche decine di operai.
Dal settembre del 2017 (mese in cui nelle filiali di Crayford e Cambridge i dipendenti hanno organizzato il primo sciopero da quando la catena di fast food ha aperto i suoi negozi nel Regno Unito, nel 1974), la Bakers, Food and Allied Workers Union sta cercando un riconoscimento formale da parte del gigante del panino nell'ambito della campagna per un salario minimo di £ 10 l'ora, un orario di lavoro garantito, la libertà di coalizione sindacale e la fine della disparità retributiva per i giovani lavoratori (McDonald's UK adotta diverse percentuali di pagamento a seconda dell'età).
Grande la risonanza della protesta sui social network, sia in UK (da parte di insegnanti, studenti, sindacati, collettivi, ecc.) che oltreoceano, con il supporto attivo dei Fast Food Workers statunitensi che hanno inviato foto, video e messaggi di solidarietà con l'hashtag #McStrike.
Negli Stati Uniti, come in Inghilterra e altrove, sono tanti i lavoratori di McDonald's che non guadagnano abbastanza per pagare l'affitto o le bollette e che sono inquadrati con contratti precari, a chiamata e a zero ore. Un movimento globale (#FastFoodGlobal) è quello che ci vuole, e i lavoratori ne sono sempre più consapevoli.
This is power. Cambridge is united behind higher wages, unions rights and an end to exploitive zero hours contracts. #McStrike locking down the parking lot of this McD’s in support of #McStrike and the workers who have walked off the job. #MayDay pic.twitter.com/7R6K8SLDkD
— The McStrike! (@FastfoodRights) 1 maggio 2018
#McStrike McDonald's workers in the U.K. and #FightFor15 workers in the U.S. are united in the struggle for our rights, fair pay, and respect on the job. We won't stand for McDonald's race to the bottom worldwide. Solidarity! pic.twitter.com/f4bdD6vCPu
— Fight For 15 (@fightfor15) 3 maggio 2018









