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Nuovo contratto nazionale riderIl primo accordo nazionale sul food delivery in Europa è stato firmato ieri dall'Associazione di categoria delle aziende (Assodelivery) e il sindacato UGL. In realtà non si tratta di un accordo ma dell'ennesima imposizione di condizioni di precarietà e ricatto, ed è addirittura peggiorativo della legge Catalfo - Di Maio dello scorso novembre.

UGL RIDER infatti oltre a non rappresentare i lavoratori e le lavoratrici del settore, nasce negli uffici di Glovo (e non si tratta di una metafora: https://www.facebook.com/DeliveranceProject/videos/637264683552497) come ANAR - Associazione Nazionale Autonoma Rider - e poi confluisce nel sindacato di destra.

I manager del food delivery hanno insomma creato la loro controparte, l'hanno poi investita di rappresentatività e alla fine l'hanno portata a siglare un accordo che ha ben poco di innovativo: il cottimo rimane, in forma aggravata, e non ci sono tutele piene, quelle che da anni rider in tutta Italia e con forme diverse rivendicano.

Il nuovo contratto è presentato impropriamente da Assodelivery e UGL come un CCNL nonostante continui ad inquadrare i lavoratori e le lavoratrici del settore nel solco del lavoro autonomo, mantenga la retribuzione a cottimo e escluda ogni forma di tutela del lavoro subordinato. Parlare di CCNL e di retribuzione oraria ha il solo scopo di confondere rider, a maggioranza straniera, promuovere e legittimare nuovi modelli di contrattazione organizzati dalle aziende ad esclusivo vantaggio delle aziende.

Assodelivery si è presentata come ben disponibile a migliorare le condizioni di lavoro, e i giornalisti, propagandisti poco informati, gli hanno fatto pubblicità, parlando di un pagamento orario di 10 euro, cosa ovviamente falsa.

Se la falsità e l'arroganza non sorprendono, sorprende invece la generale incapacità di intravedere gli effetti negativi che questo tipo di accordo truffa rischia di avere non solo nel food delivery, ma anche per tutte quelle categorie di lavoratori nel limbo tra l'autonomia e la subordinazione.

Insomma: se tutto cambia per non cambiare nulla, è vero anche che al peggio non c'è mai fine!

Entrando nel merito: le modalità di lavoro previste cambieranno per quanto riguarda il calcolo del compenso a consegna, rimanendo sempre nel solco del cottimo puro, mentre rimarrà invariata la forma contrattuale di collaborazione occasionale.

Il compenso per consegna verrà calcolato sul tempo stimato dalla piattaforma per l'esecuzione, parametrandolo sul criterio di 10 euro lordi all'ora, questo vuol dire che una consegna che secondo l'azienda verrà svolta in 20 minuti, verrà pagata circa 3,30 euro, sempre lordi, che è MENO di quanto venga pagata un ordine attualmente. Oltretutto non viene considerato il tempo di attesa, come se le ore che passiamo ad aspettare davanti ai ristoranti non valessero nulla.

A questo si aggiunge, in circostanze comunque molto parziali e rare, un bonus per prestazione notturna, che però consiste nel lavorare in un orario compreso tra mezzanotte e le 7 del mattino (nell'area di Torino solo Glovo svolge prestazioni in questo orario e solo fino all'1), durante le festività (individuate in appena 13 giorni l'anno), durante condizioni meteo sfavorevoli come pioggia (di almeno due millimetri) o neve. Quindi la domenica, che per QUALUNQUE categoria di lavoratori è considerata festiva, non lo sarà per noi; allo stesso modo non avremo diritto a bonus lavorando nel torrido caldo estivo, né lavorando in orari serali, più pericolosi per la scarsa illuminazione.

L'ultima innovazione per quanto riguarda i compensi consiste in un minimo garantito orario di 7 euro SOLO per le nuove zone o città aperte e SOLO per i primi 4 mesi, a patto che tutti gli ordini vengano accettati: se anche un solo ordine viene rifiutato o riassegnato, l'incentivo salta non solo per l'ora corrente ma anche per le ore consecutive.

In ultima battuta è previsto un generoso e meritocratico bonus di 600 euro nel caso un rider consegnasse 2000 (duemila!!!) ordini in un anno, cosa estremamente improbabile nonchè del tutto impossibile per chiunque non abbia la partita iva; con un massimo però di 1500 euro di bonus l'anno “ Ai fini della sicurezza dei lavoratori che non devono essere in alcun modo incentivati a correre rischi”.

Visto che Assodelivery si preoccupa anche della nostra sicurezza, ha stabilito che ogni rider deve avere un casco e un “indumento visibile” gratuito all'inizio del rapporto di lavoro e che verranno sostituiti dopo 4000 consegne per quanto riguarda il casco e dopo 1500 per quanto riguarda l'indumento.

Questo Contratto, che non ci sogniamo di definire né Collettivo, né Nazionale, ha durata di 3 anni a partire dal 3 novembre 2020, 3 anni in cui dovremo sottostare alle disposizioni di un sindacato filo aziendalista e delle aziende stesse.

Questo è sostanzialmente il quadro della situazione.

Questo è quello contro cui lotteremo con ogni strumento a nostra disposizione.

https://www.facebook.com/DeliveranceProject/


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