In un contesto di crescente mobilitazione sociale, ieri in varie città d'Italia (Torino, Bologna, Milano, Roma, Napoli, ecc.) ci sono stati scioperi, iniziative e cortei dei rider contro l'accordo capestro firmato da Assodelivery (l'associazione datoriale delle piattaforme del cibo) e UGL.
Riportiamo di seguito il comunicato di "Deliverance Project", una delle esperienze più interessanti nel panorama italiano della gig-economy, sulla giornata di lotta del 30 ottobre a Torino e un video dello sciopero a Bologna.
Lunga un'intera giornata, partecipata e variegata, ma anche divertente e spezzata da momenti di improvvisazione.
Come sempre dirompente e rumorosa.
Questa è stata la protesta dei e delle rider che ieri dalle 12 si sono dati appuntamento in #piazzacastello.
Dall'inizio, agli interventi in pashto e in inglese sul perché della protesta si è aggiunto quello dell'avvocata sulle possibilità di impugnare i contratti e come; ai volantinaggi ai passanti e all'info point si sono alternate garette in bici e merende improvvisate; la #musica da sottofondo è diventata un live a microfono aperto in cui giovani e meno giovani "trapper" hanno messo in rima rabbia e pezzi di quotidianità. Il presidio è stata anche un'occasione per confrontarsi con alcuni lavoratori dello #spettacolo che avevano concluso la loro manifestazione.
Ieri non è proprio mancato nulla!
Il meglio però è arrivato calato il sole.
Le sere del week end sono sempre il miglior momento per partire con uno sciopero.
Tutte le piattaforme già dal giorno precedente, per sostituire i e le rider in sciopero, hanno offerto turni in eccedenza e bonus in modo da limitare l'effetto della mobilitazione.
Questo ovviamente non ha fermato la protesta.
Prima con un gruppo unico e poi dividendoci in piccoli gruppi abbiamo attraversato le vie della città, ormai poco affollata a causa delle nuove misure imposte da ordinanze e #dpcm.
L'obiettivo era intercettare colleghi e colleghe in turno e invitarli a riassegnare gli ordini così da intasare i ristoranti di ordini inevasi fino a portarli alla sospensione della preparazione degli ordini (se si accumulano ordini non ritirati dai e dalle rider le cucine fermano di solito la preparazione di nuovi ordini).
Alcuni ristoratori si sono da subito dimostrati comprensivi e hanno sospeso il servizio solidarizzando con la protesta, altri temendo tensioni hanno tirato giù le saracinesche e sospeso temporaneamente, altri ancora invocando l'intervento dei reparti celere si sono ostinati a continuare a sfornare junk food.
Circa quattro reparti hanno presidiato durante tutta la serata le catene di montaggio del #fastfood, senza contare le auto e moto in borghese che anche nei giorni precedenti allo sciopero avevano "investigato" sui volantinaggi e dispensato pratiche intimidatorie (pedinamenti, foto riconoscimenti e sgradite visite) nei confronti di alcuni/e partecipanti dell'assemblea.
La voce dei rider ancora una volta e nonostante tutto in questo mese si è sentita forte per le strade e tra i ristoranti della città facendo la differenza rispetto a chi usa le piazze solo come set fotografico per acchiappare qualche misero like sventolando bandierine rosse ormai fortemente sbiadite.
جینا ہو گا مرنا ہو گا
دھرنہ ہو گا
#instrikewetrust
#ridersrulesletsfight
#supporttheriders








