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sciopero ATM MilanoIeri a Milano giornata di sciopero del trasporto pubblico indetta dalla Confederazione Unitaria di Base Trasporti. Sulle linee M1, M2, M3 e M5 della metropolitana la circolazione è stata sospesa dalle 8.45 alle 15. Gli iscritti alla CUB hanno incrociato le braccia contro il piano di lavoro "extra" imposto da ATM per l'Expo, frutto di un accordo sottoscritto da tutte le Organizzazioni presenti al tavolo (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa, Orsa, UGL, SAMA) e dal coordinamento RSU di ATM.

L'accordo contestato prevede "l'inesigibilità delle ferie in qualsiasi periodo dell'anno viste le richieste di servizi aggiuntivi relativi al periodo di Expo, l'eliminazione degli SCO, alti livelli di straordinari con ore di guida superiori ad ogni ragionevole limite, la totale indifferenza verso il problema della sicurezza. Un'intesa che dimentica ed esclude gli operai, gli impiegati e gli ausiliari e penalizza i famigliari di disabili (Legge 104), mentre nessuna delle istanze dei lavoratori viene accolta."

Subito dopo lo sciopero la CUB ha chiesto con un comunicato "un incontro immediato con il Sindaco Giuliano Pisapia che si è sempre sottratto ad un confronto con i lavoratori, le dimissioni del coordinamento RSU che, anche in questa vicenda, non ha rappresentato le istanze dei lavoratori bensì gli interessi delle Segreterie Sindacali, la riduzione del 50% dei permessi sindacali, la riapertura del tavolo delle trattative con la modifica dei contenuti dell'accordo EXPO, un'intesa che dovrà essere in linea con le richieste dei lavoratori."

I sindacati di base hanno bisogno di farsi riconoscere dalla "controparte" e anelano all'incontro con le istituzioni.

C'è un evidente scarto tra la realtà di sfruttamento che vivono i lavoratori e le "ragionevoli" richieste della CUB. Dove viene meno il controllo dei confederali ci sono i sindacatini a controllare la situazione. Il fine di entrambi è quello di incanalare la rabbia dei lavoratori in estenuanti trattative con la "controparte". Non solo non c'è contrasto di classe fra grossi e piccoli sindacati, ma nemmeno semplice concorrenza, bensì funzioni complementari.

Ogni tanto è bene ricordare ai signori sindacalisti che quello che conta non è la trattativa, ma la lotta, lo sciopero senza limiti di tempo e senza preavviso, per ottenere più salario, meno lavoro e migliori condizioni di vita.

A pochi giorni dall'apertura dell'Esposizione universale e dalle annunciate manifestazioni #NoExpo, quale migliore occasione per rompere con il corporativismo e mettere al centro gli interessi dei lavoratori, in totale contrasto con quelli del mega-evento e dei suoi sponsorizzatori?