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studenti 20220128La morte di Lorenzo Parelli, stagista di 18 anni presso un'azienda udinese di costruzioni e lavorazioni meccaniche, ha provocato una reazione spontanea di rabbia da parte degli studenti. Venerdì scorso centinaia di giovani sono scesi in piazza in molte città, e in alcuni casi ci sono stati scontri con la polizia (Torino, Milano, Roma e Napoli). Gli studenti non sono una classe sociale. Quando "scioperano" non bloccano il ciclo produttivo, non danneggiano l'economia. Perciò sarebbero nelle condizioni favorevoli per un salto verso uno scontro politico con l'avversario.

Sappiamo che non ci sono le condizioni per questo salto, che è materia di discussione dai tempi di Marx: se gli operai scioperano in una o più fabbriche per il miglioramento delle loro condizioni immediate, conducono una lotta economica; se tutti gli operai di un paese scendono in sciopero per un aumento generalizzato dei salari o per la diminuzione del tempo di lavoro, conducono una lotta politica. Ma è il concetto che conta, non l'analisi statistica caso per caso.

La legge del 28 marzo 2003, detta "riforma Moratti", ha introdotto l'alternanza scuola-lavoro per gli istituti tecnici e professionali; con il governo Renzi la pratica è stata resa obbligatoria ed estesa anche ai licei. La legge dell'alternanza scuola-lavoro dovrebbe rompere il muro di separazione fra l'apprendimento e la produzione, così come succedeva nelle società più antiche, prima della divisione sociale del lavoro e della sua trasformazione in merce. Invece è funzionale all'ammaestramento delle nuove generazioni al lavoro-merce, alla disciplina, ai ritmi e ai modi della produzione capitalistica. I sindacati, come al solito, si sono allineati, lo dimostrano gli accordi sul tema dell'alternanza stipulati con le imprese. Ultimamente qualche politico ha addirittura proposto di estendere questa attività alle scuole primarie, introducendovi un tutor che possa avviare i bambini alla fabbrica. Anche Marx era favorevole all'introduzione dei bambini nella grande industria, ovviamente con finalità diverse e a un'età adeguata. Oggi avremmo dei motivi in più per rendere auspicabile l'integrazione delle varie attività umane: il movimento degli arti, specie della mano, favorisce lo sviluppo delle aree del cervello dedicate al linguaggio e ad altre funzioni vitali per un essere sociale.

La morte di Lorenzo non è un caso isolato, fa parte di una lunga serie di omicidi sul lavoro. Secondo l'osservatorio nazionale indipendente sui morti del lavoro, nel 2021 in Italia sono caduti 1.404 lavoratori. Quello per la sicurezza è un costo improduttivo per il capitale e quindi viene tagliato non appena possibile, con il beneplacito dei governi che limitano le ispezioni e i controlli.

Il caso di Lorenzo ha colpito per la giovane età e per il fatto che la trave d'acciaio l'ha ucciso proprio l'ultimo giorno di tirocinio. In queste occasioni si ricordano coloro che sono caduti in questa specie di guerra, che hanno subito danni fisici permanenti, che lavorano per paghe da fame e in condizioni di grave pericolo, che non reggono al troppo lavoro. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha annoverato come sindrome il burnout, termine che indica stress cronico associato al lavoro. Esso è talmente insopportabile che cresce un po' ovunque il fenomeno delle dimissioni volontarie, denominato dai giornali americani "The Great Resignation".

Marx presentò all’Internazionale nel 1886 una risoluzione favorevole al lavoro dei bambini e delle donne nell'industria, ovviamente a condizione che fosse regolato da una specifica legge di salvaguardia. Egli sosteneva che il lavoro non dovesse essere separato dalla formazione in generale (scuola) in quanto utile per lo sviluppo umano. Nel Libro I del Capitale, scrive:

"La grande industria, assegnando una parte decisiva alle donne, agli adolescenti e ai fanciulli, al di là della sfera delle attività domestiche, nei processi di produzione socialmente organizzati, crea la base economica nuova di una forma superiore di famiglia e di rapporto fra i sessi… La composizione del personale operaio combinato mediante individui di ambo i sessi e delle età più diverse, se nella sua forma capitalistica è una sorgente pestifera di corruzione e di schiavismo, dovrà, in condizioni adeguate, convertirsi invece in sorgente di sviluppo dell'uomo."